WWF Italia al Senato lancia l'allarme sulla deregolamentazione europea
Ambiente e salute: il WWF Italia al Senato lancia l'allarme sulla deregolamentazione europea sulla tutela ambientale e rilancia l'attuazione della riforma costituzionale del 2022
Si è svolto oggi, presso la Sala Zuccari di Palazzo
Giustiniani, il convegno “Ambiente, Salute, Equità intergenerazionale:
prospettiva 2030”, promosso dal WWF Italia in occasione del quarto
anniversario della riforma degli articoli 9 e 41 della Costituzione che
hanno introdotto la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi
nella nostra Carta costituzionale. Una riforma ancora poco conosciuta
dagli italiani: da un recentissimo sondaggio commissionato dal WWF Italia e realizzato
da EMG Different*, emerge che il 34% degli italiani dichiara di essere a
conoscenza della riforma costituzionale del 2022, un dato in aumento rispetto
ad altri sondaggi fatti realizzare dal WWF Italia nel 2023 (14%) e nel 2024
(28%), ma ancora sotto la soglia del 50%.
L'evento, aperto dai saluti istituzionali della Vicepresidente
del Senato, Senatrice Domenica Castellone, ha portato al centro del
dibattito una verità scientifica e politica che non ammette più rinvii:
tutelare l'ambiente significa tutelare la salute umana.
“Oggi è un onore per me ospitare il WWF nella
celebrazione dei 60 anni del suo grande contributo per il Paese. La sua è
una storia di partecipazione e di impegno nella tutela dell’ambiente che
risale anche a periodi in cui questi argomenti non erano ancora al
centro del dibattito pubblico. In questi anni il WWF ha saputo
accompagnare le istituzioni anche in riforme importanti come
quella a cui è dedicata l’evento di oggi. L'introduzione della
tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi nella nostra Carta
costituzionale è nell'interesse delle nuove generazioni e deve oggi
impegnarci nell’attuare politiche pubbliche per il bene del Pianeta”, ha
dichiarato Castellone.
La crisi ambientale non è una questione ecologica
separata dalla vita delle persone: è una emergenza sanitaria, sociale ed
economica che si misura in vite umane, in malattie croniche, in costi sanitari
insostenibili. Di questo gli italiani sembrano essere consapevoli e anche
preoccupati, come emerge anche dal sondaggio EMG Different: la sanità
risulta essere la priorità assoluta per gli italiani (47%), mentre il 27% della
popolazione indica la tutela dell’ambiente e la riduzione dell’inquinamento
come tra i temi prioritari per la società. Quasi 9 italiani su 10 (88% del
campione) percepiscono come grave il problema della crisi ecologica e la
transizione ecologica è percepita come un obiettivo importante per il
Paese da 8 italiani su 10 (84% del campione). Tra le opportunità della
transizione ecologica emergono ai primi posti due aspetti legati proprio
alla salute: il miglioramento della qualità dell’aria/della salute (39%) e
città più vivibili (34%).
Il convegno si inserisce in un percorso che il WWF Italia ha
avviato da tempo. Nel 2024, sempre al Senato, l’Associazione denunciò come
la nuova legislatura stesse approvando norme che depotenziavano la tutela
dell'ambiente invece di dare attuazione alla riforma. Nel 2025, alla
Camera, il WWF Italia chiese politiche economiche più coraggiose per superare
la falsa contrapposizione tra sviluppo e ambiente. Oggi, nell'anno del suo
sessantesimo anniversario, il WWF torna con un'analisi ancora più urgente che
lega l’articolo 9 della Costituzione, che tutela l’ambiente. all’articolo 32,
che tutela la salute.
Come ricordato da Luciano Di Tizio, Presidente del
WWF Italia, in apertura del convegno “la riforma costituzionale del 2022 è
stata una conquista storica, ma rischia di rimanere lettera morta se le
istituzioni - nazionali ed europee - non la fanno propria come bussola per ogni
scelta politica. Un ambiente degradato è un ambiente che provoca malattie e
morti premature. L'aria che respiriamo, l'acqua che beviamo, gli ecosistemi che
ci circondano non sono variabili esterne alla salute pubblica, ne sono la
condizione fondamentale”.
Il quadro che Di Tizio ha tracciato nel suo intervento è
allarmante. A livello nazionale, mancano ancora politiche all'altezza dei
principi sanciti dalla Costituzione. A livello europeo, si sta consumando
qualcosa di ancora più grave: non una semplificazione normativa, ma una
pericolosa deregolamentazione mascherata da efficienza
burocratica.
“Non è accettabile - ha continuato Di Tizio – che vengano
buttati via i risultati raggiunti a livello internazionale ed europeo di fronte
a dati scientifici inequivocabili sul cambiamento climatico e sulla perdita di
biodiversità. A pagare il prezzo più alto sono le fasce più vulnerabili:
bambini, anziani, persone con patologie croniche. Una questione, dunque,
non solo ambientale, ma di equità e giustizia sociale - che chiama direttamente
in causa il principio costituzionale della tutela nell'interesse delle future
generazioni. È necessario sostenere la ricerca scientifica pubblica, rispettare
gli impegni degli Accordi di Parigi e del Green Deal europeo, e fare del
benessere delle generazioni presenti e future la misura di ogni
decisione politica”.
Il dibattito, moderato da Ilaria Scarpetta
dell’Ufficio Istituzionale del WWF Italia, è stato arricchito da numerosi
interventi: Marcello Cecchetti dell’Università di Sassari, Giovanni
Leonardi del Ministero della Salute, Francesca Racioppi dell’Organizzazione Mondiale
della Sanità, Antonio Piersanti dell’ENEA, Anna
Donati di Roma Servizi per la Mobilità, Stefania
Leopardi dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, Donatella
Caserta dell’Università Sapienza - Sant’Andrea e Luca
Brusati di SDA Bocconi.
“Il tema della mobilità è legato intrinsecamente ad ambiente
e salute, entrambe tutelate dalla Costituzione. Essere qui oggi significa
ricordarlo. Non solo per celebrare il traguardo di quattro anni fa, ma per
essere pronti a impegnarsi per attuare questi principi nella vita reale”, ha
dichiarato Donati.
“L'approccio One Health è funzionale alla strategia ONU
degli obiettivi di sviluppo sostenibile ed è l'approccio attraverso il quale il
Ministero vuole perseguire questi traguardi”, ha detto Leonardi.
Nelle conclusioni, Gaetano Benedetto, Presidente del
Centro Studi del WWF Italia, ha avanzato proposte politiche operative,
rivolte esplicitamente al Governo e alle istituzioni che riguardano la tutela
dei servizi ecosistemici come politica sanitaria, l’allineamento degli
incentivi agli obiettivi costituzionali attraverso trasferimenti ecologici e
l’applicazione del principio di non regressione a beneficio delle
generazioni più giovani e di quelle future. A quattro anni dalla riforma
costituzionale, il tempo delle dichiarazioni di principio è esaurito: tutelare
l'ambiente vuol dire tutelare la salute dei cittadini e deve essere fatto
subito.
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