Marco Bellocchio riporta Enzo Tortora in tv
Il 20 febbraio ha debuttato sulla neonata piattaforme HBO la miniserie di sei puntate firmate Marco Bellocchio un inedito Portobello con Fabrizio Gifuni nel ruolo di Enzo Tortora, che avevamo visto già nei panni di Aldo Moro, film sempre di Marco Bellocchio.
Il regista, oramai dedito a raccontare pezzi della storia
italiana, con questa operazione fa un salto di qualità – in questo senso inedito
-, entra nelle case degli italiani che scoprono Portobello, un programma di successo
in onda dal 1977, negli anni del riflusso, dopo la crisi energetica di quattro
anni prima e dopo il boom dei primi programmi degli anni 50’ del re dei quiz Miky
Buongiorno.
La miniserie, che si distingue per un approccio narrativo
raffinato e al tempo stesso diretto, ci restituisce non solo la figura pubblica
di Tortora, ma anche la sua dimensione più intima e fragile. Attraverso un
attento lavoro sui dettagli d’epoca – dagli arredi ai costumi, dalle
inquadrature che entrano nelle case, nei salotti, nelle sale da bar, nei
conventi – Bellocchio immerge lo spettatore nell’atmosfera degli anni Settanta
e Ottanta, facendo emergere le contraddizioni e le speranze di un’Italia che
cambiava rapidamente.
Particolare attenzione al carcere di Poggioreale dove c’è il ‘professore’
Raffaele Cutulo e Giovanni Pandico detto ‘O Pazzo’ che il professore chiama scribacchino,
perché gli piace scrivere arrovellando nelle sinapsi decine di libri letti non
si sa con quale costrutto. Qui si vede la nascita della NCO di Cutolo che tenta di arrampicarsi nell'ascensore sociale per arrivare ai colletti bianchi degli appalti stringendo accordi con la ndrangheta. Che dire? La notizia di ieri della camorra di Secondigliano che aveva cuore e affari nell'ospedale pubblico fa capire che 'o professore' ci vedeva bene.
Mentre in tv scorre il tempo che vede crescere via via
l’audit del programma fino al mitico numero di 28 milioni di spettatori. Se
pensate che Lascia o Raddoppia, il programma di avvio della televisione
generalista e di massa, svuotava i teatri e condizionava tante attività non superò
i 5 milioni, potete allora immaginare il successo stratosferico di Enzo Tortora.
Ogni settimana ci sarà una nuova puntata e stavolta la malagiustizia ci farà immergere in una delle pagine più buie degli anni '80 che coinvolge un giornalista di spessore come Enzo Tortora che era stato già allontanato dalla Rai nel 1969 per aver definito i dirigenti boy scout e lui che era tra i fondatori della televisione forse poteva permetterselo, e forse per questo non ebbe tanta solidarietà per quella finta soffiata mafiosa.

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