Milano, un vivace corteo contro le insostenibili Olimpiadi
Diverse migliaia di persone hanno sfilato da piazza Medaglie d’Oro, non lontana dal centro, fino ad uno dei cuori della periferia milanese: il Corvetto. Un corteo colorato, creativo, ricco di cartelli fatti in casa, di striscioni.
Molte le lotte che si sommano per l’occasione; certo su tutte quella costruita in questi ultimi due anni da parte del CIO, comitato insostenibili olimpiadi, che ha organizzato una 4 giorni di attività.
Molti gli
interventi al microfono che spiegano come enorme sia stato lo spreco di denaro
pubblico, quanti siano stati i favori ai privati, quanta la distruzione sul
territorio, quanta energia ed acqua verrà sprecata per trasformare questo
“tiepido inverno”.
Le foto raccontano bene, ma intanto si sfila: per il diritto
alla casa, per ricordare come le spese per questo “evento” siano state generate
da continui tagli alla spesa sociale, contro la presenza di Israele alle
olimpiadi e la venuta di ICE in città, per continuare a denunciare il genocidio
in Palestina. Striscioni portati e calati da impalcature, decine e decine di
larici che sfilano, ricordando quelli tagliati per costruire un’inutile pista
da bob a Cortina.
Slogan, musica con gli Ottoni, interventi dai camion, un
corteo determinato, partecipato, tranquillo in un pomeriggio tiepido quasi da
fine inverno.
Verso l’imbrunire, si volta pagina.
Il finale sembra una replica in piccolo di quello avvenuto a Torino. Un gruppo va in testa, ma soprattutto si spinge avanti, ben oltre piazzale Corvetto; cerca di arrivare alla tangenziale, la polizia è schierata ed è tanta: idranti e manganelli. L’aria si fa pesante, tra fumogeni, petardi e lacrimogeni. Tanto basta: le aperture dei notiziari e delle maggiori testate saranno su questo.
Speriamo solo che non diventi “un classico”, un ritornello prevedibile.
Il rischio è che le migliaia di giovani, donne e uomini, che
animano queste lotte, che riempiono di contenuti le piazze e le strade, che
raccolgono dati, producono riflessioni, criticano seriamente, lottano giorno
per giorno e infine partecipano a queste importanti manifestazioni di popolo,
si stanchino di essere ridotte a poca cosa.
(foto di Marina De Lorenzo, Armando Campanile e Antonio
Furlan)


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