Attenzione alla disinformazione malevola
Veniamo a sapere, da fonti un tempo autorevoli, che sarebbero stati irrogati dei provvedimenti sanzionatori da parte dell’INPS nei confronti di due gruppi editoriali che editano testate online.
Per prima cosa sarebbe utile chiedersi come faccia la fonte,
un tempo autorevole, ad essere a conoscenza di atti riservati che riguardano
l’INPS e, casomai, gli editori.
Dopodiché le fonti, un tempo autorevoli, raccontano di
sanzioni che sarebbero state irrogate per l’applicazione di un CCNL “non
valido”, invece che contratti collettivi nazionali di lavoro loro sì, validi,
perché firmati dalla fonte un tempo autorevole che continua a pensare di essere
il monopolista del settore giornalistico.
Per fare realmente ordine, cosa che in questo tempo compete
solo a noi, evidentemente, è necessario precisare che:
il CCNL
USPI-FIGEC è a tutti gli effetti valido e applicabile da tutti gli
editori e tutte le società di comunicazione e di informazione nel territorio
italiano;
la questione strettamente giuridica riguarda l’applicabilità
del regime previdenziale (e solo di quello) del Contratto USPI-FIGEC oppure del
contratto storico, assai più oneroso, e che continua a rappresentare la vera
sciagura del sistema dell’editoria. La tale questione sarà risolta nelle
opportune sedi amministrative e giudiziarie.
In aggiunta, ci permettiamo di osservare che definire gli editori che applicano il Contratto USPI-FIGEC “imprenditoria corsara” rappresenta non solo la cifra del livello educativo e culturale della fonte un tempo autorevole, ma andrà a rappresentare anche il fondamento di un’altra questione giuridica che riguarderà la portata diffamatoria di talune affermazioni, come questa in particolare, e la scorretta informazione, quindi la produzione di disinformazione, vera piaga del giornalismo italiano.

Commenti
Posta un commento
Commenti non moderati comportarsi civilmente