Tara, la rete non si è mai arresa

 


La rete civica “Difesa Fiume Tara” comunica che è stato presentato ricorso contro l’autorizzazione del dissalatore sul fiume Tara.
 

L’iniziativa nasce dall’esigenza di tutelare il fiume e le aree interessate dai lavori, riconosciute come luoghi di rilevanza ambientale e culturale per l’intera comunità ionica.

Il ricorso è promosso dalla rete civica, che raccoglie la ricca e libera comunità del Tara, e dal Gruppo di Intervento Giuridico, con il supporto degli avvocati Filippo Colapinto e Giacomo Sgobba.

 

Si rende noto che il PAUR è stato impugnato dinanzi al T.A.R. del Lazio – sede di Roma – competente per le controversie riguardanti opere finanziate tramite PNRR. Contestualmente, è stata presentata istanza cautelare con l’obiettivo di sospendere i lavori già avviati, addirittura prima della pubblicazione dell’autorizzazione definitiva.

 

Si tratta di un passaggio significativo, che evidenzia ancora una volta la distanza tra le scelte politiche e gli interessi economici e le reali esigenze della comunità.
È opportuno ricordare che l’intero Consiglio comunale e l’Amministrazione di Taranto avevano assunto un impegno, successivamente disatteso.
Lo stesso sindaco Bitetti, in piena campagna elettorale, aveva dichiarato che il fiume sarebbe stato tutelato con ogni mezzo giuridico e urbanistico.

 

Il 3 ottobre è stato inoltre consegnato all’assessora Gravame un dossier contenente elementi sufficienti per consentire un approfondimento da parte del Comune di Taranto. Ad oggi, nulla è stato fatto in tal senso. Al contrario, le richieste della comunità sono state completamente ignorate, sia dal sindaco – al quale sono state inoltrate diverse richieste di incontro – sia dalla sua maggioranza, dove vi sono anche esponenti del cosiddetto panorama ambientalista, che hanno di fatto accettato passivamente l’inerzia di un’amministrazione comunale dimostratasi immobile e dell’avvocatura comunale, che ha ritenuto che non ci fossero i presupposti per procedere al ricorso.

 

Noi invece quei presupposti li abbiamo trovati e sostenuti e ora sono alla base del nostro ricorso.

 

Attraverso una raccolta fondi volontaria sono stati finora raccolti 4.843,41 euro. Di questi, 650,00 euro saranno destinati al pagamento del contributo unificato per la presentazione del ricorso, mentre la restante somma sarà accantonata per eventuali spese di soccombenza.

 

Questo ricorso rappresenta non solo un atto giuridico, ma anche una presa di posizione chiara di fronte a una politica che ha scelto di ignorare gli impegni assunti pubblicamente.

Si ringraziano sentitamente gli avvocati Sgobba e Colapinto per l’impegno profuso e per la sensibilità dimostrata verso le istanze della comunità del Tara.

 

Tramite le pagine social “difesafiumetara” saranno forniti aggiornamenti puntuali e informazioni sui prossimi appuntamenti.

 

Commenti

Post popolari in questo blog

Borraccino: "Vertenza call center commessa ENEL, a fianco ai lavoratori"

AVS Taranto: no alla deregolamentazione del lavoro nei call center ENEL

“Divinamente donna”, le insignite speciali e la classifica del premio letterario