Oggi più che mai bisogna investire sui giovani e sulla loro formazione
Intervista ad Antonella Polimeni, Rettrice della Sapienza Università
di Roma
ROMA - Sapienza
Università di Roma si avvia al 723° Anniversario ed è la più antica di Roma
e la più grande d’Europa. Sapienza conferma la propria posizione tra gli atenei
di eccellenza in Italia e nel mondo nelle più autorevoli classifiche
universitarie, con il primato a livello nazionale tra le università generaliste
e quello mondiale negli studi classici.
Rettrice, quali sono oggi le principali sfide strategiche dell’Ateneo e quali obiettivi vi ponete per il futuro, anche alla luce della necessità di reperire risorse adeguate, ad esempio per rafforzare il sistema delle residenze e dei servizi agli studenti?
Quella della carenza dei posti letto per gli
universitari è un problema strutturale a livello nazionale, che si ripropone
ogni anno e che va affrontato a livello di sistema con una strategia condivisa
tra i soggetti istituzionali coinvolti. Occorre cioè una grande sinergia tra
Atenei, Comune, Regione e ed Enti regionali per il diritto allo studio. Come
Sapienza abbiamo ampliato nel corso degli anni l’offerta di posti letto: oltre
alla Residenza Serianni, in via del Castro Laurenziano, sono in corso di realizzazione,
grazie ai fondi del Pnrr, altri progetti: nel 2026 dovremmo vedere l’apertura
dello studentato di via Osoppo e lo Sdo di Pietralata, dove per altro sorgerà
anche la sede del Rome Technopole, sistema regionale integrato per innovazione
e ricerca reso possibile dal PNRR. Inoltre nell’ambito del progetto per la
rigenerazione architettonica e urbana del Policlinico Umberto I è previsto che
alcuni tra gli attuali padiglioni storici non più destinati ad attività
sanitarie, accoglieranno aule studio, residenze per studenti, punti ristoro,
spazi per il benessere/fitness e alloggi dedicati ai visiting professor,
nell’ottica di un vero e proprio campus universitario integrato.
L’Università ha una solida dimensione internazionale attraverso numerose collaborazioni e sinergie. Può farci il punto? Quali sono gli incentivi per gli studenti stranieri iscritti a La Sapienza?
Il processo di internazionalizzazione di Sapienza, con i suoi 11.000 studenti internazionali, punta sul potenziamento dell’offerta formativa attraverso la promozione di percorsi di apprendimento flessibili e interdisciplinari, con incremento delle partnership internazionali finalizzate al rilascio di doppi titoli e di titoli di studio congiunti; quindi, corsi di laurea congiunti con università straniere e insegnamenti erogati in lingua inglese che sono maggiormente attrattivi per gli studenti internazionali. Dal punto di vista della ricerca, cresce il numero partnership, di pubblicazioni cofirmate da autori italiani con colleghi stranieri e di partecipazioni a progetti internazionali di ricerca interdisciplinare. L’Offerta formativa di Sapienza 2025-2026 comprende 311 corsi di studio, di cui: 166 Corsi di laurea, 127 Corsi di laurea magistrale; 18 Corsi di laurea magistrale a ciclo unico: di questi 38 Corsi di studio sono esclusivamente in lingua inglese, 22 con almeno un curriculum in inglese e 10 corsi che offrono alcuni insegnamenti in inglese).
Quali sono le doti che occorrono, a suo avviso, per guidare un Ateneo così importante?
Come Rettrice della Sapienza cerco di relazionarmi con
tutti, dai docenti al personale tecnico-amministrativo, bibliotecario e
sanitario, e naturalmente con gli studenti che contribuiscono allo sviluppo
dell’Ateneo. Ho sempre sostenuto che le decisioni sono frutto di un lavoro
comune e che l’ascolto e il dialogo debbano essere sempre privilegiati,
impegnandosi a ricercare le istanze di sintesi e di integrazione tra le diverse
sensibilità e competenze.
In definitiva, perché una studentessa o uno studente dovrebbe scegliere la Sapienza per il suo percorso di studi? Secondo il suo parere, la sua visione e l’esperienza, come sarà e immagina questa università da Lei oggi diretta?
Con circa 125.000 iscritti, Sapienza continua a essere
la più grande università d’Europa e registra trend di crescita positivi che
confermano l’efficacia delle politiche messe in campo a sostegno della qualità
dell’offerta formativa e dei servizi a disposizione della comunità studentesca.
Anche il 2025 è stato un anno di grandi risultati per il nostro Ateneo a
livello internazionale. Si tratta di riconoscimenti che premiano un modello di
università capace di valorizzare la propria natura generalista attraverso la
contaminazione tra saperi e la ricerca transdisciplinare. Il merito va alle
nostre ricercatrici e ai nostri ricercatori, ai docenti, al personale, al loro
lavoro quotidiano di eccellenza che viene portato avanti dalla nostra comunità
e alla sua capacità di innovare senza mai rinunciare alla qualità.
Medico e odontoiatra, docente di Malattie odontostomatologiche, prima donna Preside della facoltà di Medicina e Odontoiatria, onora e svolge il suo mandato di Rettrice della Sapienza con grande e riconosciuto prestigio. Che effetto le fa?
Indossare l’ermellino dell’Università tra le più
antiche e prestigiose d’Europa è stato un momento di orgoglio e di emozione, ma
rappresenta anche il riconoscimento personale di un percorso che ho iniziato in
questo Ateneo da studentessa di Medicina. Quando sono stata eletta nel 2020
solo 6 Atenei erano guidati da donne, la prima rettrice è stata Bianca Maria
Tedeschini Lalli eletta nel lontano 1992, oggi a ricoprire questa carica siamo
in 22. Voglio ricordare che la presidente della Conferenza dei rettori delle
università italiane è la rettrice Laura Ramaciotti, preceduta da Giovanna
Iannantuoni, prima presidente donna della Crui. Di strada quindi ne è stata
fatta ma non basta. Secondo un’indagine condotta nel 2025 su 898 Dipartimenti
universitari italiani, cuore scientifico e organizzativo delle università, il
72% è diretto da uomini. Il mio motto è sempre stato “pari opportunità per pari
capacità”. Mi auguro, quindi, che arrivi presto il giorno in cui non si dovrà
più sottolineare la presenza femminile in ruoli apicali e di leadership come un
evento straordinario ma che si giudicherà solo in base al merito e alle
competenze di ciascuna persona.
Quali sono i punti cardine del suo programma che l’hanno porta aa distinguersi tanto, come testimoniano il suo successo e grande considerazione di cui gode?
Se ripercorro gli ultimi sei anni, credo di aver
rispettato pienamente i principali obiettivi del mio programma elettorale, in
particolare quelli finalizzati a rendere la Sapienza più moderna, più inclusiva
e più efficiente. E questo nonostante le difficoltà che abbiamo dovuto
affrontare. In primis la pandemia, che ha messo a dura prova tutti noi ma che
al tempo stesso ha dato un impulso importante verso l’informatizzazione di
tutti i processi lavorativi. Dall’altro abbiamo convissuto, e continuiamo a convivere,
con uno scenario internazionale complesso a cui Sapienza, attraverso iniziative
mirate, ha dato il proprio supporto ospitando studenti e docenti delle
università colpite dai conflitti ma anche civili e in particolare bambini
offrendo loro assistenza sanitaria presso il Policlinico universitario Umberto
I. Un altro aspetto che ha caratterizzato il mio mandato è l’aver portato
avanti una politica universitaria volta a contrastare ogni forma di
discriminazione e a rafforzare le tutele per tutte e tutti coloro che vivono i
nostri spazi e compongono la nostra comunità. In questa direzione ad esempio,
si muove l’approvazione da parte degli organi di ateneo nello scorso novembre
del nuovo “Codice di condotta per la tutela della dignità delle persone e per
la prevenzione delle molestie” che amplia il perimetro dei comportamenti, anche
verbali, che ricadono nell’ambito delle molestie. Contestualmente abbiamo
voluto ricordare con un’ulteriore iniziativa la nostra studentessa Ilaria Sula,
intitolando un premio alla sua memoria per tesi sul tema della violenza
maschile contro le donne e sulle discriminazioni di genere. Su questo fronte
abbiamo lavorato molto operando nel campo della formazione per esempio con
l’istituzione di un corso interdisciplinare “La cassetta degli attrezzi contro
la violenza di genere” che si è aggiunto alle numerose iniziative dedicato a
questo già presenti nell’offerta dell’ateneo. Questo perché ritengo necessario
fornire, soprattutto alle giovani generazioni, gli strumenti culturali per
affrontare, comprendere e superare alcuni stereotipi e pregiudizi che ancora
oggi sono radicati nella società.
Come giudica il distacco tra scienza e società? Internet ha contribuito ad allargare piuttosto che riunire “le maglie”?
È indubbio il ruolo della Rete nel processo di
democratizzazione che ha interessato il modo in cui i cittadini accedono,
producono e interagiscono con i contenuti scientifici. Tuttavia, avanzare in
tale direzione significa richiedere agli utenti di essere in grado non solo di
avere accesso alle conoscenze scientifiche, ma anche di avere le capacità per
valutare criticamente le informazioni e per individuare i contenuti validi e
veritieri. Diviene dunque necessario che le istituzioni deputate alla formazione,
come ad esempio la scuola e le università, forniscano gli strumenti conoscitivi
utili in tale processo. Purtroppo ancora oggi la maggior parte delle persone
non hanno un’adeguata “alfabetizzazione” per decodificare correttamente la
grande quantità di informazioni che ricevono. Da questo punto di vista Sapienza
sente una grande responsabilità nel fortificare il rapporto tra scienza e
società promuovendo attività di orientamento ad hoc nelle
scuole e iniziative per diffondere la cultura scientifica tra il grande
pubblico. Tutto questo è di fondamentale importanza se si intende stabilire un
dialogo profondo e duraturo tra scienza, ricerca e cittadini, in una
prospettiva non solo individuale ma sociale.
Lei crede che ci sarà ancora di
più un ruolo specifico delle donne nel mondo dell’istruzione?
Parlare oggi di un ruolo specifico delle donne
rispetto agli uomini nello studio e nel lavoro è sbagliato oltre che
anacronistico. Se facciamo riferimento ad esempio agli ambiti in cui la
presenza femminile è maggiore, i dati ci dicono che in area umanistica le donne
superano abbondantemente gli uomini, mentre nelle discipline Stem la presenza
maschile è ancora prevalente. Un recente studio presentato da Almalaurea nella
giornata internazionale delle donne e delle ragazze nella scienza 2026,
registra però un aumento sensibile della presenza femminile nell’area Stem.
Purtroppo a questo incremento non corrispondono però maggiori opportunità di
impiego e la stessa remunerazione degli uomini. È per colmare questa disparità
che dobbiamo agire.
Ritiene che la situazione economica del Paese impatterà sulla formazione dei nostri giovani studenti? Se si come e in che termini e con quali mezzi si possono aiutare?
Oggi più cha mai bisogna investire sui giovani e sulla
loro formazione: viviamo una fase segnata da profonde trasformazioni
economiche, sociali e tecnologiche che richiedono capacità di lettura e di
interpretazione del presente e di cambiamento per il futuro. L’università è
chiamata a dare un contributo essenziale, attraverso la formazione di capitale
umano di elevata qualità e facendo il possibile affinché chiunque voglia abbia
la possibilità di accedere alla carriera universitaria e proseguire gli studi. Per
questo la politica di Sapienza è sempre stata quella di fare in modo che il
diritto allo studio fosse una possibilità concreta per tutte e tutti, non un
principio astratto. Lo scorso dicembre il Cda dell’Ateneo ha varato una serie
di misure che ci consentono di raggiungere un numero più ampio di studentesse e
studenti e di rispondere a bisogni reali, che vanno dall’emergenza abitativa al
disagio psicologico, dal costo del materiale didattico alle situazioni di
particolare fragilità. È una visione di università che si prende cura della
propria comunità rimuovendo gli ostacoli che possono compromettere i
percorsi di studio e di vita, e che mette al centro equità, inclusione e
ascolto.
Così la Rettrice Antonella Polimeni che ringraziamo
per la disponibilità.
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Antonella Polimeni è rettrice della Sapienza dal 1° dicembre 2020. È nata a Roma
nel 1962, è sposata e ha due figli. Nel 2019 le è stato conferito da
parte del Presidente della Repubblica l’Onorificenza di Commendatore dell’Ordine “Al Merito della Repubblica Italiana”. Dal
2024 è Coordinatrice della Commissione
“Medicina” della Conferenza dei Rettori delle Università Italiane,
Componente del Tavolo Consultivo per le materie e le questioni connesse
all’accesso e formazione nei corsi di studio di area di Scienze della Salute,
istituito dal Ministro dell’università e della ricerca. Ha
all’attivo circa 650 pubblicazioni edite
su riviste internazionali e nazionali, più di 100 proceedings congressuali,
nazionali e internazionali, 6 manuali, di cui
uno edito in lingua inglese, 2 monografie. Ha curato inoltre l’edizione
italiana di un testo atlante e di due manuali, nonché linee guida edite dal
Ministero della Salute. La produzione scientifica si è sviluppata in network con numerosi
ricercatori di Atenei ed Enti di ricerca nazionali e internazionali.
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Università di Roma La Sapienza
La Sapienza è una delle più antiche università
italiane, fondata nel 1303 da papa Bonifacio VIII. Nei sette secoli dalla sua
fondazione è stata al centro della storia di Roma e del Paese, prima come
ateneo legato ai Papi, poi come Studium Urbis autonomo, estendendo il suo
prestigio accademico via via a nuove discipline, scientifiche e umanistiche, e
traslocando dalla sede di Trastevere al palazzo della Sapienza nel rione
Sant’Eustachio e poi alla Città universitaria piacentiniana. Oggi la Sapienza,
con un grande campus a pochi passi dalla stazione centrale Termini e diverse
sedi sul territorio metropolitano, si caratterizza come una research university
dove si può fare ricerca e studiare in tutti i settori disciplinari, collocata
ai primi posti tra gli atenei italiani nei principali ranking internazionali

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