Cosmetici 'green', 'eco' e 'naturali': verso una legge ad hoc
"Penso che si possa arrivare a una soluzione che permette di dare certezze ai
cittadini sulla qualità dei prodotti, sui marchi e che introduca elementi di
attenzione all'ambiente e alla salute". Lo ha detto all'Adnkronos il presidente
della Commissione Ambiente Ermete Realacci a proposito
dell'iter della proposta di legge sulla 'certificazione ecologica dei prodotti
cosmetici' /Video.
L'abbiamo incardinata: è iniziata la discussione che è fatta sia dalla
Commissione Ambiente e Territorio della Camera che dalla Commissione Attività
Produttive, adesso faremo un
ciclo di audizioni delle sensibilità ma anche degli interessi coinvolti in
questo settore che sono enormi", ha detto Realacci, primo firmatario
della pdl.
"Penso - ha continuato - che si possa arrivare a una soluzione che permette di dare certezze ai cittadini sulla qualità dei prodotti, sui marchi e che anche nel campo della cosmesi, come già sta accadendo ma in modo poco controllato, introduca elementi di attenzione all'ambiente e alla salute più forti di quanto non sia stato fatto in passato".
"Oggi abbiamo delle norme contraddittorie: ad esempio ci sono delle sostanze che sono vietate nei detersivi ma non sono vietate nei prodotti cosmetici. Come minino è una svista, considerato che alcuni di questi prodotti hanno un contatto molto forte non solo con il corpo, che è una macchina molto delicata, ma anche con l'acqua se pensiamo a creme solari, abbronzanti, ecc...", ha detto ancora Realacci.
Così il provvedimento intende "da un lato stabilire dei filtri di controllo più trasparenti e dall'altro dare certezza che quando uno su una confezione si scrive che un prodotto è ecologico, biologico, attento all'ambiente siano stati rispettati determinati criteri".
Ad oggi "esiste un uso non controllato" dei termi 'eco', green', 'naturale'. "Immagino che le grandi case produttrici siano attente a non usare questi termini senza gli adeguati controlli però ognuno si inventa un marchio suo e si autodefinisce ecologico, biologico, sostenibile. Penso sia giusto che ci siano criteri semplici ma trasparenti."
"Penso - ha continuato - che si possa arrivare a una soluzione che permette di dare certezze ai cittadini sulla qualità dei prodotti, sui marchi e che anche nel campo della cosmesi, come già sta accadendo ma in modo poco controllato, introduca elementi di attenzione all'ambiente e alla salute più forti di quanto non sia stato fatto in passato".
"Oggi abbiamo delle norme contraddittorie: ad esempio ci sono delle sostanze che sono vietate nei detersivi ma non sono vietate nei prodotti cosmetici. Come minino è una svista, considerato che alcuni di questi prodotti hanno un contatto molto forte non solo con il corpo, che è una macchina molto delicata, ma anche con l'acqua se pensiamo a creme solari, abbronzanti, ecc...", ha detto ancora Realacci.
Così il provvedimento intende "da un lato stabilire dei filtri di controllo più trasparenti e dall'altro dare certezza che quando uno su una confezione si scrive che un prodotto è ecologico, biologico, attento all'ambiente siano stati rispettati determinati criteri".
Ad oggi "esiste un uso non controllato" dei termi 'eco', green', 'naturale'. "Immagino che le grandi case produttrici siano attente a non usare questi termini senza gli adeguati controlli però ognuno si inventa un marchio suo e si autodefinisce ecologico, biologico, sostenibile. Penso sia giusto che ci siano criteri semplici ma trasparenti."


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