Firenze- un summit per parlare di energia
FIRENZE - Un giorno, cento nazioni e più di diecimila cittadini: tutti
insieme a parlare di clima e energia. Sarà quello che accadrà anche in Toscana
il 6 giugno, unica in tutta Italia: un momento in cui cittadini 'comuni' si
siederanno attorno ad un tavolo, anzi più tavoli, per parlare di cambiamenti
climatici, energie alternative e di tutto ciò che l'uomo (e le nazioni) possono
fare per recar meno danni possibili al pianeta e all'ambiente in cui viviamo,
per meglio preservarlo e avanzare proposte su politiche da far adottare agli
Stati.
"Parleranno i cittadini di tutto il mondo - racconta l'assessore alla presidenza, Vittorio Bugli - e non poteva mancare la Toscana, visto che la Toscana è stata la prima regione in Italia ad approvare, la prima volta nel 2007 e poi nel 2013, una legge per far partecipare e permettere ai cittadini di dir la propria sui progetti e le decisioni politiche delle istituzioni".
In Toscana e non per un caso, visto che in questa regione sono stati tenuti a battesimo ui primi studi della meterologia con l'Accademia del Cimento, poi diffusi nel mondo attraverso i Gesuiti. In Toscana che non è nuova ad utilizzare gli strumenti della partecipazione per progetti che hanno a che fare con l'ambiente, la protezione civile e il clima.
"Il cambiamento climatico - aggiunge l'assessore Bugli - è oramai una realtà con cui fare i conti e che avanza più rapidamente delle nostre reazioni. L'uragano delle settimana scorsa è l'ennesima riprova. Per questo di questi temi è importante parlare".
C'è la necessità di agire nell'immediato e concretamente, ma è anche urgente porre una questione di più ampio respiro e di più lungo termine: un cambiamento di mentalità e di pratiche. "Questo - spiega l'assessore - lo si può fare solo coinvolgendo i cittadini". Nella presa di coscienza della portata del fenomeno e delle responsabilità e nell'elaborazione poi delle politiche e delle strategie per affrontarlo.
"Alla politica - conclude - si chiede capacità di rispondere e di reagire in maniera immediata e efficace a situazioni di crisi come quelle delle catastrofi naturali. Ma la politica non si può ridurre solo a essere reattiva: ha il compito di essere lungimirante e strategica e di fare scelte che avranno conseguenze al di là dell'orologio dell'urgenza. Due piani su cui la politica ha bisogno dell'apporto dei cittadini, perché solo tutti assieme si costruisce una società capace di identificare il rischio, gestirlo e prevenirlo. E per questo è importante ospitare in Italia e in Toscana il World wide views 2015".
"Parleranno i cittadini di tutto il mondo - racconta l'assessore alla presidenza, Vittorio Bugli - e non poteva mancare la Toscana, visto che la Toscana è stata la prima regione in Italia ad approvare, la prima volta nel 2007 e poi nel 2013, una legge per far partecipare e permettere ai cittadini di dir la propria sui progetti e le decisioni politiche delle istituzioni".
In Toscana e non per un caso, visto che in questa regione sono stati tenuti a battesimo ui primi studi della meterologia con l'Accademia del Cimento, poi diffusi nel mondo attraverso i Gesuiti. In Toscana che non è nuova ad utilizzare gli strumenti della partecipazione per progetti che hanno a che fare con l'ambiente, la protezione civile e il clima.
"Il cambiamento climatico - aggiunge l'assessore Bugli - è oramai una realtà con cui fare i conti e che avanza più rapidamente delle nostre reazioni. L'uragano delle settimana scorsa è l'ennesima riprova. Per questo di questi temi è importante parlare".
C'è la necessità di agire nell'immediato e concretamente, ma è anche urgente porre una questione di più ampio respiro e di più lungo termine: un cambiamento di mentalità e di pratiche. "Questo - spiega l'assessore - lo si può fare solo coinvolgendo i cittadini". Nella presa di coscienza della portata del fenomeno e delle responsabilità e nell'elaborazione poi delle politiche e delle strategie per affrontarlo.
"Alla politica - conclude - si chiede capacità di rispondere e di reagire in maniera immediata e efficace a situazioni di crisi come quelle delle catastrofi naturali. Ma la politica non si può ridurre solo a essere reattiva: ha il compito di essere lungimirante e strategica e di fare scelte che avranno conseguenze al di là dell'orologio dell'urgenza. Due piani su cui la politica ha bisogno dell'apporto dei cittadini, perché solo tutti assieme si costruisce una società capace di identificare il rischio, gestirlo e prevenirlo. E per questo è importante ospitare in Italia e in Toscana il World wide views 2015".

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