Messa in sicurezza del Costone tra Lido Silvana e Baia Serrone

 

Nessuna risposta all'istanza del Consigliere Di Lena e la palese contraddizione del silenzio istituzionale.

Messa in sicurezza del Costone tra Lido Silvana e Baia Serrone: nessuna risposta all'istanza del Consigliere Di Lena e la palese contraddizione del silenzio istituzionale.

PULSANO – La tutela del litorale pulsanese e la salvaguardia del nostro patrimonio storico e ambientale non possono essere gestite con il silenzio. Il tratto di costa compreso tra la Baia di Lido Silvana e la località Serrone, dominato dalla storica Torre Castelluccia – uno dei siti archeologici dell'Età del Bronzo più importanti del Golfo di Taranto – rappresenta una risorsa preziosa per tutti i cittadini e richiede la massima trasparenza procedurale.

In qualità di Presidente della III Commissione Lavori Pubblici e della IV Commissione Cultura, il Dott. Angelo Di Lena torna a intervenire sulla procedura di gara relativa ai lavori di "Mitigazione rischio idrogeologico loc. Costone tra Lido Silvana e Serrone" (CUP: F94H20000560001 - CIG: BD4FE4E958), evidenziando una palese contraddizione politica e amministrativa.

A fronte dell'istanza di verifica e chiarimenti depositata dallo stesso Consigliere lo scorso 5 ottobre — formulata con un approccio sintetico, mirato e preventivo, nel pieno rispetto dei richiami volti a evitare l'appesantimento burocratico degli uffici — l'Amministrazione non ha fornito alcun riscontro, preferendo pubblicare in tutta fretta, il 13 ottobre, un bando di gara con una finestra di soli quindici giorni per la presentazione delle offerte (scadenza 28 ottobre).

I tre punti fondamentali dell'istanza del 5 ottobre

Nella richiamata istanza del 5 ottobre, rimasta ad oggi inevasa, si chiedevano chiarimenti di buon senso su tre punti fondamentali:

1. Adempimenti preliminari e aree demaniali: Il completo e formale perfezionamento dei pareri dell'Autorità di Bacino Distrettuale dell'Appennino Meridionale e la certezza della disponibilità delle aree demaniali, presupposti indispensabili per evitare che l'avvio delle opere vada incontro a sospensioni, ricorsi o blocchi dei cantieri.

2. Scadenze del finanziamento: La verifica della perfetta aderenza del cronoprogramma alle scadenze del decreto di finanziamento ministeriale originario.

3. Stabilità del quadro economico: Il riscontro circa la tenuta delle somme a disposizione a seguito delle modifiche documentali intervenute a ridosso dell'adozione della delibera.

Particolarmente evidente è il cortocircuito istituzionale che ne deriva: in passato, la maggioranza ha invitato a snellire le interlocuzioni ed evitare sovraccarichi di lavoro alla macchina amministrativa. Oggi che il Consigliere Di Lena sceglie la via di una collaborazione diretta, preventiva e istituzionale, la risposta dell'Ente è il silenzio. Delle due l'una: o i richiami al buon andamento valevano solo per contenere l'attività della minoranza, oppure il silenzio nasconde la difficoltà di fornire garanzie concrete su un appalto da oltre 500 mila euro condotto a tappe forzate.

Assai singolare, peraltro, appare il clima di surreale disattenzione che si registra sui canali di discussione pubblica: mentre certi sostenitori dell'operato amministrativo sono solitamente pronti a salire in cattedra e a redarguire chiunque sollevi legittimi dubbi o criticità sul paese, di fronte a richieste formali di trasparenza su appalti di mezzo milione di euro si assiste a una repentina e comoda sparizione dal dibattito.

Spiegazione in breve dei rischi di una gestione affrettata:

• Un bando da oltre 500.000 euro (fondi statali): Serve a mettere in sicurezza e consolidare la parete rocciosa tra Lido Silvana e Baia Serrone per proteggere bagnanti, spiagge e sito archeologico.

• Cosa si rischia con tempi troppo stretti (15 giorni): C'è il pericolo di limitare la partecipazione delle imprese specializzate, riducendo la concorrenza e la qualità tecnica delle offerte.

• Cosa si rischia senza pareri certi: L'avvio di cantieri privi del blindaggio dell'Autorità di Bacino espone l'opera a blocchi o contenziosi che finiscono per generare "varianti in corso d'opera", ovvero costi aggiuntivi a carico delle tasche dei cittadini.

 

"Il nostro obiettivo – dichiara il Dott. Angelo Di Lena – non è fare polemica o rallentare il Paese, ma fare in modo che i soldi pubblici vengano spesi con la massima responsabilità. Avevamo presentato quesiti preventivi proprio per evitare errori; prendiamo atto del silenzio delle istituzioni, ma continueremo a vigilare con fermezza affinché la nostra costa e i diritti della comunità di Pulsano siano sempre protetti."

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