Goffredo Palmerini, dalla memoria aquilana all’orizzonte globale
Profilo critico della sua attività giornalistica e letteraria in campo nazionale e internazionale
di Franca Colozzo
Introduzione
La figura di Goffredo
Palmerini, giornalista e scrittore aquilano, si colloca in una posizione
singolare nel panorama della cultura italiana contemporanea. La sua opera nasce
da una radice fortemente territoriale, L’Aquila e l’Abruzzo, ma si sviluppa progressivamente
verso una dimensione nazionale, europea e internazionale, seguendo soprattutto
le traiettorie della memoria, dell’emigrazione italiana, dell’identità
culturale e dell’incontro fra comunità.
La peculiarità della sua
produzione consiste proprio in questo movimento continuo fra radicamento e
apertura, fra la memoria del luogo d’origine e la conoscenza del mondo. Non è
dunque sufficiente definire Palmerini semplicemente come giornalista o scrittore
di interesse regionale: la sua attività costituisce piuttosto una forma di
geografia culturale dell’italianità, costruita attraverso reportage, incontri,
testimonianze, profili umani, cronache, viaggi e riflessioni.
I suoi articoli sono stati
pubblicati in Italia e in numerosi Paesi, tra cui Argentina, Australia,
Brasile, Canada, Cile, Germania, Gran Bretagna, Messico, Repubblica Dominicana,
Spagna, Stati Uniti, Svizzera, Sudafrica, Uruguay e Venezuela. La sua esperienza
con le comunità italiane all'estero costituisce pertanto non un elemento
marginale, ma uno dei fondamenti della sua identità intellettuale.
La bibliografia di Palmerini documenta un percorso ormai
pluridecennale: Oltre confine (2007),
Abruzzo Gran Riserva (2008), L’Aquila nel Mondo (2010), L’Altra Italia (2012), L’Italia dei sogni (2014), Le radici e le ali (2016), L’Italia nel cuore (2017), Grand Tour a volo d’Aquila (2018), Italia ante Covid (2020), Mario Daniele, il sogno americano
(2021), Mosaico di Voci (2021), Il mondo che va (2022), Il mondo di Mario Fratti (2023), Mario Setta, testimonianze di libertà
(2024), Ti racconto così (2024), cui
si aggiungono Intrecci di memoria
(2025), Personaggi e persone. 99 profili,
un patrimonio di memoria (2026) e Ricordando
Mario Fratti. Voci e memorie (2026). Questa produzione permette di
individuare una vera poetica della memoria, nella quale il giornalismo diviene
strumento di conservazione della storia e, contemporaneamente, forma di
relazione umana.
1. Oltre confine: l'inizio di una geografia
culturale
Con “Oltre confine” (2007),
Palmerini inaugura un percorso destinato a svilupparsi negli anni successivi.
Già il titolo contiene una dichiarazione programmatica: il confine non viene
considerato come una barriera, ma come una soglia. Il giornalista guarda
infatti all'Italia attraverso ciò che accade oltre i suoi limiti geografici,
soprattutto attraverso le comunità italiane nel mondo. L'emigrazione non viene
presentata esclusivamente come fenomeno storico o demografico, ma come continuazione
dell'identità italiana in altri territori. Il viaggio diviene quindi una
modalità di conoscenza. Palmerini non osserva il mondo da una distanza
puramente giornalistica: lo attraversa attraverso le persone, raccogliendo
storie, esperienze, ricordi e testimonianze.
2. Abruzzo Gran Riserva: il territorio come
patrimonio umano
Il successivo “Abruzzo Gran
Riserva” (2008) approfondisce la relazione fra territorio e identità. Il libro
raccoglie articoli pubblicati nell'arco di circa un anno su numerose testate
abruzzesi, italiane e internazionali e amplia la prospettiva già presente in
Oltre confine. L'Abruzzo di Palmerini non è soltanto una regione geografica. È
un deposito di memoria, valori, persone e storie. La metafora della “riserva”
suggerisce qualcosa che deve essere custodito senza essere opera museale. La
tradizione non viene congelata nel passato, ma mantenuta viva attraverso il
racconto. È significativo che proprio questo volume sia stato accolto anche
dalla stampa italiana all'estero, poiché rende evidente uno dei tratti
distintivi della scrittura palmeriniana: raccontare l'Abruzzo per raggiungere
il mondo e raccontare il mondo per ritrovare l'Abruzzo.
3. L'Aquila nel Mondo: la città come centro
di una rete globale
Con “L’Aquila nel Mondo”
(2010) il rapporto fra città e dimensione internazionale diviene ancora più
esplicito. L'Aquila non appare più soltanto come luogo natale dell'autore, ma
come nodo di una vasta rete umana costituita dalle comunità aquilane e
abruzzesi disseminate nei diversi continenti. La città viene così sottratta
alla dimensione puramente locale e reinterpretata come centro simbolico di una
diaspora. Il concetto di “mondo” diviene una categoria fondamentale della
produzione di Palmerini. Il mondo non è l'opposto della patria: è lo spazio nel
quale la patria continua a vivere attraverso la memoria degli emigrati.
4. L'Altra Italia: l'identità italiana
oltre i confini
In “L'Altra Italia” (2012)
questa intuizione raggiunge una maggiore maturità. “L'altra Italia” è quella
che vive fuori dall'Italia geografica, ma conserva, trasforma e rinnova
elementi dell'identità nazionale. Palmerini porta quindi all'attenzione del
lettore un'Italia spesso poco rappresentata dal discorso pubblico: quella delle
associazioni, delle famiglie emigrate, delle comunità, degli intellettuali,
degli imprenditori, degli artisti e dei protagonisti della vita sociale
italiana all'estero. La sua prospettiva assume qui una rilevanza quasi
sociologica: attraverso storie individuali viene ricostruito un fenomeno
collettivo.
5. L'Italia dei sogni: il Paese raccontato
attraverso le sue singolarità
Con “L'Italia dei sogni”
(2014), Palmerini amplia il campo d'indagine. L'Italia non è più soltanto
quella dell'emigrazione e delle comunità all'estero, ma diviene un grande
mosaico di fatti, personaggi, luoghi e singolarità. Il libro rivela una
caratteristica importante della sua scrittura: l'interesse per ciò che
normalmente rischia di rimanere ai margini della grande cronaca. La sua
attenzione si concentra spesso sul particolare, sul personaggio, sulla vicenda
apparentemente minore, perché proprio nel particolare egli individua il valore
universale dell'esperienza umana.
6. Le radici e le ali: la sintesi della sua
poetica
“Le radici e le ali” (2016)
può essere considerato uno dei libri centrali per comprendere l'intera opera di
Palmerini. Il titolo stesso contiene una struttura binaria che attraversa tutta
la sua produzione: radici e movimento, appartenenza e viaggio, memoria e
futuro. Le radici rappresentano la storia, la famiglia, l'Abruzzo, L'Aquila,
l'Italia e la memoria degli emigrati. Le ali rappresentano invece il viaggio,
l'apertura internazionale, la curiosità, la cultura e la capacità dell'identità
di trasformarsi senza dissolversi. Una precedente analisi critica del volume ha
sottolineato proprio la continuità fra i libri di Palmerini e la fitta rete di
collegamenti che li unisce, evidenziando come l'autore costruisca
progressivamente un grande racconto degli italiani e dell'italianità nel mondo.
È probabilmente questa la chiave più efficace per interpretare la sua opera
complessiva.
7. L'Italia nel cuore: il viaggio come
esperienza emotiva
Con “L'Italia nel cuore”
(2017), il viaggio assume una dimensione più esplicitamente personale. Il
sottotitolo, Sensazioni, emozioni, racconti di viaggio, evidenzia come la
scrittura di Palmerini non sia soltanto documentaria. Il giornalista osserva,
ma contemporaneamente partecipa emotivamente a ciò che racconta. Il reportage
diventa così una forma di memoria affettiva. Il mondo viene conosciuto
attraverso le persone incontrate, mentre l'Italia continua a essere il centro
emotivo verso il quale convergono esperienze apparentemente lontane.
8. Grand Tour a volo d'Aquila: il viaggio
come metodo di conoscenza
“Grand Tour a volo d'Aquila”
(2018) porta nel titolo una doppia dimensione: il riferimento al tradizionale
Grand Tour europeo e l'esplicito richiamo all'Aquila. Il viaggio assume qui un
significato quasi metodologico. Palmerini osserva il mondo da una prospettiva
che mantiene costantemente una doppia focalizzazione: vedere il mondo
attraverso l'Italia e vedere l'Italia attraverso il mondo. La sua scrittura si
colloca quindi a metà strada fra reportage giornalistico, diario di viaggio,
testimonianza culturale e narrazione civile.
9. Italia ante Covid: la testimonianza di
una soglia storica
“Italia ante Covid” (2020)
assume oggi anche un particolare valore documentario. Il libro fotografa
un'Italia immediatamente precedente alla pandemia, diventando involontariamente
una testimonianza di una fase storica destinata a essere profondamente
trasformata. Palmerini continua a esercitare la sua funzione di osservatore
della società, ma la prospettiva temporale conferisce alle pagine una nuova
dimensione: ciò che era cronaca diventa memoria.
10. Mario Daniele, il sogno americano:
biografia e diaspora
Con “Mario Daniele, il sogno
americano” (2021), Palmerini concentra il proprio interesse su una singola
esperienza biografica. La storia individuale diventa una lente attraverso cui
leggere il più vasto fenomeno dell'emigrazione italiana. Il fatto che il volume
sia stato tradotto e pubblicato anche negli Stati Uniti rafforza la dimensione
internazionale della sua produzione. Il “sogno americano” viene così inserito
nella lunga storia delle aspettative, delle fatiche e delle conquiste degli
italiani emigrati.
11. Mosaico di Voci: la polifonia della
contemporaneità
“Mosaico di Voci” (2021)
costituisce un'importante sintesi della metodologia giornalistica dell'autore. Il
volume raccoglie articoli, reportage, recensioni, relazioni, cronache e
interviste e viene indicato come il decimo volume della serie iniziata nel
2007. La metafora del mosaico è particolarmente appropriata: Palmerini non
pretende di raccontare la realtà attraverso un'unica voce, ma la ricostruisce
attraverso una pluralità di testimonianze. La sua opera assume pertanto una
struttura corale.
12. Il mondo che va: osservare la
trasformazione
Con “Il mondo che va” (2022),
lo sguardo si sposta maggiormente verso la contemporaneità e i suoi mutamenti. Il
titolo possiede una significativa ambivalenza: indica un mondo che procede,
cambia, si trasforma, ma anche un mondo che può perdere rapidamente persone,
luoghi e memorie. Palmerini reagisce a questa transitorietà attraverso il
racconto. La scrittura diviene così una forma di resistenza all'oblio.
13. Il mondo di Mario Fratti: memoria
teatrale e identità culturale
“Il mondo di Mario Fratti”
(2023) approfondisce la dimensione biografica e culturale attraverso la figura
del grande drammaturgo aquilano, vissuto a New York. L'interesse per Fratti
permette a Palmerini di entrare nel mondo del teatro, della cultura italiana
internazionale e della relazione fra L'Aquila e New York. Non si tratta quindi
soltanto della biografia di un uomo di cultura, ma della ricostruzione di una
rete intellettuale transnazionale.
14. Mario Setta, testimonianze di libertà
“Mario Setta, testimonianze
di libertà” costituisce un ulteriore passaggio verso la scrittura della memoria
civile. Il protagonista viene restituito attraverso testimonianze e ricordi,
secondo una modalità ormai caratteristica di Palmerini: la biografia non è
isolata, ma diviene spazio di riflessione sui valori. La libertà, la
responsabilità individuale e la memoria storica diventano categorie narrative e
civili.
15. Ti racconto così: il ritorno alla
persona
Con “Ti racconto così”
(2024), il titolo stesso dichiara la natura dialogica della scrittura. “Ti
racconto” presuppone un interlocutore. Non è la voce impersonale dello storico,
ma quella di chi ha incontrato persone e desidera consegnarne l'esperienza al
lettore. Il libro conferma inoltre la vastità della produzione giornalistica di
Palmerini e la sua capacità di intrecciare il territorio aquilano con la
dimensione nazionale e internazionale.
16. Berardino Scipioni, storia di una vita all’estero
Con “Berardino Scipioni,
storia di una vita all’estero” Palmerini racconta l’esperienza d’un altro
emigrato, una vita tra la Svizzera e il Belgio. In più d’una occasione l’autore
ha affermato che le storie vive d’emigrazione talvolta raccontano molto più e
meglio che un saggio sul fenomeno migratorio. Con questo libro, tradotto e
pubblicato anche in francese, dimostra ancora una volta d’aver ragione.
17. Intrecci di memoria: la maturità della
narrazione
“Intrecci di memoria. Trame
di vita, territori e sguardi in cammino” (2025) rappresenta una naturale
evoluzione della sua poetica. Le parole “intrecci”, “memoria”, “vita”,
“territori” e “sguardi” sembrano quasi condensare l'intero itinerario
intellettuale dell'autore. La memoria non è più soltanto ricordo del passato: è
una rete nella quale si incontrano persone, luoghi, migrazioni, esperienze e
generazioni.
18. Ricordando Mario Fratti: la memoria come
eredità culturale
La più recente “Ricordando
Mario Fratti. Voci e memorie. Testimonianze e interviste al grande drammaturgo
aquilano” (2026) approfondisce ulteriormente il rapporto fra memoria,
testimonianza e cultura. Il ritorno alla figura di Fratti mostra quanto il lavoro
di Palmerini sia fondato sulla convinzione che la cultura non sopravviva
soltanto attraverso le opere, ma anche attraverso le testimonianze di coloro
che hanno conosciuto gli autori e ne hanno condiviso una parte del percorso
umano. Una bibliografia che diventa autobiografia intellettuale. Considerata
nel suo complesso, la produzione di Palmerini può essere letta come una
autobiografia intellettuale indiretta. L'autore non racconta necessariamente se
stesso in forma autobiografica tradizionale. Racconta invece le persone che ha
incontrato, i luoghi che ha attraversato, le comunità che ha conosciuto e gli
avvenimenti ai quali ha assistito. Ma attraverso questi incontri emerge
inevitabilmente anche il suo profilo.
19. Personaggi e Persone: la memoria come
patrimonio
Nel 2026 Palmerini pubblica “Personaggi
e persone: 99 profili, un patrimonio di memoria” 2005-2025. L'opera assume un
particolare rilievo perché raccoglie 99 figure incontrate dall'autore nel corso
di vent'anni. I protagonisti hanno origini aquilane o abruzzesi, ma anche
provenienze italiane e internazionali; molti sono collegati alla città
dell'Aquila o alle comunità italiane nel mondo. Il libro può essere
interpretato come una sorta di atlante umano. Il numero dei ritratti non è
soltanto quantitativo: la scelta di raccogliere persone diverse per
professione, esperienza e collocazione geografica permette di costruire una
memoria plurale. La critica ha sottolineato come l'opera rappresenti una
risposta all'“oblio digitale”, restituendo profondità temporale a persone che
rischierebbero di essere sommerse dalla rapidità della comunicazione
contemporanea. Qui il giornalista diventa definitivamente custode della
memoria.
La sequenza dei titoli è, in
questo senso, eloquente: Oltre confine → Abruzzo Gran Riserva → L'Aquila nel
Mondo → L'Altra Italia → L'Italia dei sogni → Le radici e le ali → L'Italia nel
cuore → Grand Tour a volo d'Aquila → Italia ante Covid → Mario Daniele, il
sogno americano → Mosaico di Voci → Il mondo che va → Il mondo di Mario Fratti
→ Mario Setta, testimonianze di libertà → Ti racconto così → Intrecci di
memoria → Personaggi e persone → Ricordando Mario Fratti. È una
progressione che conduce dal territorio alla persona, dalla persona alla
comunità, dalla comunità alla nazione, dalla nazione al mondo e dal mondo
nuovamente alla memoria personale.
Il
giornalista come mediatore culturale
Uno
degli aspetti più interessanti dell'opera di Palmerini è la sua collocazione
fra giornalismo e cultura. Il suo lavoro non appartiene esclusivamente al
giornalismo informativo. Esiste una componente documentaria, ma anche una
componente memorialistica, narrativa e civile. Palmerini è soprattutto un
mediatore culturale. La sua funzione consiste nel mettere in comunicazione:
·
L'Aquila
e il mondo;
·
Abruzzo
e diaspora italiana;
·
memoria
e contemporaneità;
·
individuo
e comunità;
·
storia
locale e storia dell'emigrazione;
·
esperienza
personale e memoria collettiva;
·
Italia e
italianità nel mondo.
La sua attività con la stampa
italiana all'estero conferma concretamente questa funzione di collegamento. Le
numerose collaborazioni internazionali hanno trasformato il suo lavoro in una
rete editoriale che attraversa più continenti.
Il
valore della memoria
Il concetto più importante
che attraversa l'intera opera di Palmerini è probabilmente quello della
memoria. Non una memoria nostalgica, ma una memoria attiva. Ricordare significa
infatti, nella sua prospettiva, riconoscere il valore delle persone, preservare
le esperienze degli emigrati, restituire dignità ai territori e impedire che la
velocità della contemporaneità cancelli ciò che è stato. In questo senso, il
suo giornalismo possiede una precisa dimensione etica. La scrittura diventa un atto di
responsabilità verso il passato e verso le generazioni future.
La
dimensione internazionale
L'internazionalità di
Palmerini non consiste soltanto nella presenza dei suoi articoli all'estero o
nei suoi viaggi. È una dimensione tematica e antropologica. Il vero
protagonista della sua opera è l'essere umano in movimento. L'emigrante,
l'artista, il giornalista, il drammaturgo, l'intellettuale, l'amministratore,
il cittadino: ciascuno porta con sé una storia individuale, ma anche un
frammento della storia collettiva. In questa prospettiva Palmerini contribuisce
alla costruzione di una narrativa dell'italianità contemporanea che supera il
concetto statico di appartenenza nazionale. L'italianità diventa una identità
mobile, capace di abitare più Paesi senza necessariamente perdere la propria
origine.
Considerazione
conclusiva
Nel panorama nazionale e
internazionale, Goffredo Palmerini può dunque essere interpretato come una
figura di confine nel senso più alto e positivo del termine: non uomo del
confine, ma uomo che trasforma il confine in incontro. La sua opera
giornalistica e letteraria costruisce nel tempo una grande mappa dell'Italia
vista attraverso le sue persone e attraverso le comunità che, partendo
dall'Italia, hanno contribuito a costruire altre società nel mondo. Da Oltre confine a Personaggi e Persone, il suo percorso è quello di una progressiva
trasformazione dello sguardo: dapprima il territorio, poi la comunità, quindi
l'emigrazione, l'Italia, il mondo e infine la persona come centro ultimo della
storia. La sua scrittura non pretende di sostituirsi alla storiografia
accademica. Il suo contributo è diverso e, proprio per questo, prezioso:
raccogliere la materia viva della storia prima che diventi documento
d'archivio. In Palmerini il giornalismo assume quindi una funzione memoriale;
la memorialistica acquisisce una dimensione narrativa; il viaggio diviene
strumento di conoscenza; il territorio si trasforma in identità; l'identità si
apre al mondo. È stato da qualche critico anche definito scrittore odeporico,
per la capacità di fondere descrizione dei luoghi, emozioni, riflessioni
storiche e antropologiche con una tecnica narrativa che eleva i suoi racconti
di viaggio ad autentico contributo letterario. È inoltre questa sua continuità
a conferire unità a una bibliografia ormai vasta e articolata.
La sua
opera può essere sintetizzata attraverso una traiettoria essenziale:
L'Aquila → Abruzzo → Italia →
emigrazione → mondo → persona → memoria.
E proprio nella parola
memoria si trova forse la chiave interpretativa più profonda dell'intero
itinerario di Goffredo Palmerini: una memoria non rivolta semplicemente
indietro, ma capace di costruire ponti verso il futuro. In tale prospettiva,
Palmerini si configura come giornalista, scrittore, testimone e mediatore
culturale dell'italianità nel mondo, la cui produzione contribuisce a
preservare un patrimonio di storie individuali e collettive che, senza il
lavoro della scrittura, rischierebbero di disperdersi nella rapidità della
contemporaneità.
Goffredo Palmerini
nell’universo nazionale e internazionale
Goffredo Palmerini, nato
all’Aquila nel 1948, occupa da diversi decenni uno spazio significativo nel
panorama del giornalismo e della cultura italiana. La sua peculiarità risiede
soprattutto nella capacità di trasformare la dimensione locale in sguardo internazionale,
facendo dell’Abruzzo e dell’Italia punti di partenza per raccontare persone,
territori, memoria, emigrazione e identità. La sua attività giornalistica ha
infatti oltrepassato ampiamente i confini italiani. I suoi articoli sono
apparsi sulla stampa italiana all’estero e su testate di numerosi Paesi. Questo
radicamento internazionale non è soltanto geografico. Palmerini ha sviluppato
nel tempo una sorta di geografia umana dell’italianità nel mondo, incontrando
comunità, protagonisti dell’emigrazione, intellettuali, artisti e personalità
che hanno mantenuto un rapporto con l’Italia e con le proprie radici. Il suo
giornalismo diventa così testimonianza di una Italia diffusa, che continua a
vivere oltre i confini nazionali. La sua produzione libraria conferma questa
vocazione.
Anche la sua attività
istituzionale ha contribuito a costruire questa prospettiva: per quasi
trent’anni è stato amministratore del Comune dell’Aquila, ricoprendo più volte
l’incarico di assessore e quello di vicesindaco. Questa esperienza gli ha
consentito di conoscere direttamente il tessuto civile della città e,
parallelamente, di sviluppare rapporti con le comunità italiane all'estero.
Direi quindi che Goffredo Palmerini rappresenta una figura di
“giornalista-ponte”: ponte fra locale e globale, fra memoria e contemporaneità,
fra l’Italia territoriale e l’Italia delle comunità nel mondo.
La sua opera può essere letta
attraverso quattro assi fondamentali: L’Aquila → Abruzzo → Italia → Mondo.
Ed è proprio in questo
progressivo allargamento dell’orizzonte che risiede il valore della sua
esperienza: partire dalla memoria di una città per raccontare la complessità
dell’identità italiana nel mondo. Nel panorama nazionale, dunque, Palmerini si
colloca come giornalista e scrittore fortemente legato alla cultura
territoriale e alla memoria civile; nel panorama internazionale, assume invece
il profilo di ambasciatore culturale dell’italianità, con particolare
attenzione alla diaspora italiana, alle sue radici e alle sue nuove identità.
La sua attività è inoltre documentata da numerosi riconoscimenti.
GOFFREDO PALMERINI - BIOGRAFIA
Goffredo Palmerini, nato a
L’Aquila il 10 gennaio 1948, è giornalista e scrittore. È stato dirigente delle
Ferrovie dello Stato nel settore commerciale dell’esercizio. Per quasi
trent’anni amministratore della Città capoluogo d’Abruzzo, fino al 2007, è
stato più volte assessore e Vice Sindaco dell’Aquila. Scrive su giornali e
riviste in Italia e sulla stampa italiana all’estero. Suoi articoli sono
ospitati su molte testate in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada,
Cile, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Messico, Perù,
Repubblica Dominicana, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Sud Africa,
Uruguay e Venezuela. È in redazione presso numerose testate giornalistiche in
Italia, sia come collaboratore e corrispondente presso la stampa italiana
all’estero. Molto ricca e feconda la sua scrittura sulle bellezze dell’Italia,
sulle tradizioni regionali, sulle meraviglie artistiche e architettoniche delle
città e dei borghi italiani, sulle storie di emigrazione della gente d’Abruzzo
in ogni angolo del mondo, sui personaggi insigni che all’estero rendono onore
alla loro terra d’origine. Nell’arco di 20 anni si stimano in circa 60mila
pagine i suoi contributi pubblicati in Italia e sulla stampa italiana nel
mondo, su giornali riviste e periodici. La sua attività con la stampa italiana
all’estero non si limita ai suoi scritti, ma da tempo accompagna la
pubblicazione dei contributi di importanti personalità della cultura italiana.
Ha pubblicato i volumi “Oltre
confine” (2007), “Abruzzo Gran Riserva” (2008), “L’Aquila nel Mondo” (2010),
“L’Altra Italia” (2012), “L’Italia dei sogni” (2014), “Le radici e le ali”
(2016), “L’Italia nel cuore” (2017), “Grand Tour a volo d’Aquila” (2018),
“Italia ante Covid” (2020), “Mario Daniele, il sogno americano” (2021),
tradotto e pubblicato anche in USA, “Mosaico di Voci” (2021), “Il mondo che va”
(2022), “Il mondo di Mario Fratti” (2023), “Mario Setta, testimonianze di
libertà” e “Ti racconto così” (2024), Intrecci di memoria e Berardino Scipioni,
storia di una vita all’estero (2025), tradotto e pubblicato anche in francese, “Ricordando
Mario Fratti, voci e memorie” (2026), “Personaggi e Persone” (2026). Nel 2008
gli è stato tributato il Premio Internazionale “Guerriero di Capestrano” per il
contributo reso alla diffusione della cultura abruzzese nel mondo. Conferiti
nel 2014 il Premio Roccamorice e a Lecce il Premio Speciale “Nelson Mandela” per
i Diritti Umani, nel 2017 a Galatone il Premio della Critica Letteraria. Gli
sono inoltre stati conferiti Premi alla Cultura a Galatone (2016), a Spoleto e
a Montefiore Conca (2019). Nel 2020 il
Premio Nazionale Pratola per la Letteratura e dall’India il riconoscimento di
“Scrittore d’eccellenza” dal World Pictorial Poetry Forum. Nel 2021 il Premio
internazionale Città di Firenze per la Cultura e nel 2022 a Erice il Premio
alla carriera “Anfora di Calliope” e in Spagna il Premio internazionale Ciesart
“Patricio Vivanco Williams”.
Vincitore nel 2007 del XXXI
Premio Internazionale Emigrazione per la sezione Giornalismo, gli sono poi
stati tributati, sempre per l’attività giornalistica: lo Zirè d’Oro nel 2008,
il Premio internazionale “Gaetano Scardocchia” (2017) con Medaglia del Presidente
della Repubblica, il Premio Giornalistico Nazionale “Maria Grazia Cutuli”
(2017), il Premio Giornalistico dell’Anno 2017 dall’Associazione Stampa
italiana in Brasile, il Premio internazionale “Fontane di Roma” (2018) e il
Premio internazionale di Letino (2019). Nel 2021, sempre per il Giornalismo,
gli sono stati conferiti a Spoleto il Premio “I Grandi Dialoghi”, a Penne il
Premio Irdi per la Comunicazione, a Roma/Washington il Premio Eccellenza
Italiana alla carriera, a Cefalù il Premio internazionale Federico II. Nel 2023
il Premio Napoli Cultural Classic per il Giornalismo internazionale e a Pescina
la Menzione speciale al Premio internazionale Ignazio Silone. Nel 2024 a Roma
presso la Treccani il Premio Genius Loci, a Firenze il Premio internazionale
“Florence Seven Stars”. Conferito inoltre il Books for Peace international
Award per i diritti umani.
Da molti anni svolge
un’intensa attività con le comunità italiane all’estero. Studioso di
emigrazione, è membro del Comitato scientifico internazionale del “Dizionario
Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo” (ed. SER - Fondazione
Migrantes, 2014), per la quale opera è anche uno degli Autori. Membro di
prestigiose istituzioni culturali italiane e internazionali, è Presidente
aggiunto del movimento mondiale RRM3-Rinascimento Renaissance Millennium III,
Vicepresidente dell’associazione culturale VerbumlandiArt, Presidente del
Comitato scientifico del Centro Studi Federico II, Presidente di L’Aquila Made
In e, a New York, componente del Board of Advisors dell’AIAE-Association
Italian American Educators.
Hanno commentato e recensito i suoi libri
Mariza Bafile (Venezuela),
Gabriele Lucci, Angelo Paoluzi, Letizia Airos Soria (Usa), Liliana Biondi
(Università dell’Aquila), Anna Ventura, Emanuela Medoro, Francesca Pompa, Laura
Benedetti (Georgetown University, Usa), Giuseppe Della Noce, Maria Grossmann
(Università dell’Aquila), Iacobo Vanicelli (Svezia), Alessandro Clementi
(Università dell’Aquila), Gianfranco Colacito, Franco Ricci (University of
Ottawa, Canada), Gianfranco Cocciolito, Berardo Zocaro (Università di Teramo),
Ezio Sciarra (Università d’Annunzio, Chieti-Pescara), Errico Centofanti,
Salvatore Bizzarro (Colorado College, Usa), Gianfranco Giustizieri, Anna
Pisani, Flavia Stara (Università di Macerata), Gianni Carozza, Carlo Di
Stanislao, Giulio Borrelli Sciorilli, Sandro Marinacci, Adriano Ciccotosto,
Luciano Andrian, Paolo Fratte, Francesco Piero Franchi, Walter Capezzali,
Giovanna Binelli, Carla Maturi, Mario Narducci, Amedeo Esposito, Fulvio
Giustizia, Mario Fratti (Columbia University, Usa), Lucia Patrizio Gunning
(London College, Gran Bretagna), Pino Pelloni, Domenico Logozzo, Lucilla
Sergiacomo, Franco Presicci, Francesco Lenoci (Università Cattolica, Milano),
Antonio Bini, Flavia Cristaldi (Università La Sapienza, Roma), Mario Setta,
Luisa Prayer, Carla Rosati (Università per Stranieri, Perugia), Carlo Fonzi,
Walter Cavalieri, Luigi Casale (Università di Clermont-Ferrand, Francia),
Patrizia Tocci, Hafez Haidar (Università di Pavia), Tiziana Grassi, Antonella
Colonna Vilasi, Nicola Felice Pomponio, Valentina Di Cesare, Luciano Scateni,
Angelo De Nicola, Fiorella Franchini, Fabrizio De Jorio, Annella Prisco, Regina
Resta, Lina Palmerini, Benedetta Rinaldi, Giustino Parisse, Mons. Orlando
Antonini, Fulgo Graziosi, Francesca La Marca, Massimo Pamio, Ketty Millecro,
Michela Santoro, Giuseppe Lalli, Giovanna Chiarilli, Paola Inverardi (Gran
Sasso Science Institute, L’Aquila), Maria Rosaria La Morgia, Pierfranco Bruni,
Bruno Di Bartolo, Nicola De Grandis, Franca Del Monaco, Giovanna Di Lello,
Sonia Cancian (McGill University, Canada), Gabriella Izzi Benedetti, Giorgio Di
Domenico, Federico Gentilini, Cinzia Rota, Valeria Valeri, Carlo Franza,
Anthony J. Tamburri (Queens College, New York), Ennio Bellucci, Rosanna Scimia,
Raffaele Daniele, Roberta Gargano, Mino Sferra, Monia Manzo, Laura Lamberti,
Marina Marinucci, Luca Bergamotto, Andrea Fusco.

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