Angeli oggi 2 ottobre
Gesù disse: -In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli.
E chi accoglierà un solo
bambino come questo nel mio nome, accoglie me. Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi
dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre nostro che è nei cieli -.
L’angelo
custode conduce sempre ognuno di noi ad ogni scelta per difenderci dal nostro demonio
che mena al male. Io l’ho appreso dalla mamma quand’ero piccino.
Significa:
sii ben responsabile!
Crescendo,
mio padre mi ha educato ad essere res –pons- abile (abile nel far ponte sulla
cosa) nel preferire sempre il bene sul male, in zumero (a giro): pu – n – sa – bi – le-el (lil)- resh:
“bene – che anima unisce – esso/loro – nel Vento/Spirito di Dio biblico- sulla
cosa”. LESSEMA 51
Il mio angelo custode ha aspettato in silenzio fino all’autunno 2003 (mi pare ora). Il 17-18-19 ottobre andai in treno a Pinerolo, al CeSMAP, Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica Museo Civico di Archeologia e Antropologia, a narrare “Orientamento sumero del cielo di Publio Virgilio Marone”.
Fu un successo, grazie allo
Spirito di Dio, che mi guidò e al Figlio di Dio, che mi convertì da agnostico
in credente. Tornai a casa felicissimo della conversione (e dell’amicizia con
Dario Seglie, direttore del Cesmap). Persi la donna, che capì prima di me il
mio cambiamento radicale e non venne più a trovarmi da Treviso.
Mi assunsi
23 anni fa, nel III millennio iniziato da poco, la responsabilità che mi è
chiarissima ora (dal 21 settembre 2026) in questo autunno 2026.
Il mio III
millennio àncora il cammino di vita che sto facendo (mente fui stato (credente)
– agnostico nel II millennio, dove vissi dal 1948 al 2000); adesso mi impegno
ancòra nella pratica cristiana della ricerca nell’archeologia del linguaggio
per capire come si sviluppi la conoscenza in me e negli altri con le parole
fino a vedere in faccia (forse) il sorriso del Padre nostro.
It. ancòra
àncora (accenti preziosi), lat. ancora, dal
gr. ankyra, dal zum.: an- ki-i3 –ra = Terraki-
distante da chi parla-i3 –Cieloan
Lessema 54 (Anima 52, ara, 53).
Grazie, o
Spirito di Dio!

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