Bertinotti a Radio Cusano: "Serve una rivolta. Renzi e Salvini mi annoiano"

"Renzi e Salvini? Mi annoiano, sono prevedibili e complici entrambi di questa operazione di svuotamento della democrazia. L'unica possibilità di rinascita passa attraverso una rivolta. Il Movimento Cinque Stelle? Apprezzabile la mobilitazione per il reddito di cittadinanza, magari lo facesse qualche forza di sinistra. Il Papa? Un rivoluzionario".


Nella mattinata di oggi Fausto Bertinotti, ex presidente della Camera dei Deputati, storico leader di Rifondazione Comunista, è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, l'emittente dell'Università degli Studi Niccolò Cusano, nel corso del format ECG Regione, condotto da Roberto Arduini e Andrea Di Ciancio. Tante le tematiche affrontate. 

"Renzi e Salvini? Me ne occupo poco, la politica di oggi è una noia mortale. E' una osservazione di stereotipi che rende tutto troppo prevedibile. Siamo tutti in grado di sapere cosa dirà Salvini domani e cosa dirà Renzi dopodomani. Bisognerebbe non lasciarsi distrarre dalle pure importanti personalità che occupano la scena della politica e andare ad affrontare i processi globali. La nuova elegge elettorale realizza il compimento di un'opera che è durata 25 anni e di questo sono tutti complici. Sono tutti complici di questa operazione di svuotamento della democrazia. Nessuno ricorda che si dovrebbe votare per definire la rappresentanza popolare e non per garantire la governabilità. Il partito di governo si è affidato alla legge elettorale per poter governare senza consenso". 


Quale potrebbe essere la via d'uscita? Bertinotti parla apertamente di rivolta: "La possibilità di rinascita non può che cercarsi fuori dal recinto della politica istituzionale. So di dire una cosa pesantissima, ma penso che la rivolta sia una possibilità, per la rivoluzione non siamo ancora maturi. Ovviamente parlo di una rivolta non violenta. La via d'uscita può venire dai barbari, non da quelli che stanno nella cittadella. Il sistema dall'interno è diventato irriformabile". 

Sul Movimento Cinque Stelle: "Chi pensa che il Movimento Cinque Stelle ha perso un'opportunità perché non è entrato nella dialettica politica si sbaglia. Tanto è vero che continua ad avere un consenso sensibile, proprio perché è una forza anti sistema. La mobilitazione per il reddito di cittadinanza dimostra che il Movimento ha una capacità di interpretazione della fase non disprezzabile. Magari lo facesse qualche forza di sinistra...".

Sul Papa: "E' un rivoluzionario, se per rivoluzionario intendiamo una persona che mette in discussione l'ordine esistente. Il suo messaggio erode nel profondo le fondamenta di questo iniquo e intollerabile ordine sociale. Per descrivere la povertà, la debolezza e la schiavitù in cui versano alcune persone in questo mondo usò l'espressione 'Terza guerra mondiale', ma la classe dirigente ha fatto finta di non sentirlo". 

Su Mafia Capitale: "Buzzi disse che i migranti rendono più della droga? Da un lato questa frase mi angoscia, perché è intrisa di un cinismo riluttante, ma dall'altro lato devo dire che non sono per nulla sorpreso. Il processo di mercificazione portato avanti da questo capitalismo è totalitario e si propone anche come religione". 

Su quello che dovrebbe fare lo Stato per produrre innovazione sociale, Bertinotti condivide alcune delle teorie avanzate dalla celebre economista Mariana Mazzucato, che domani terrà un seminario proprio all'Università Niccolò Cusano: "O ci rassegna al fatto di avere stabilmente una disoccupazione di massa oppure si ripensa a un intervento strategico dello Stato come attore del modello di sviluppo della sua trasformazione".  Deve essere lo Stato, nelle economie più avanzate, il maggior protagonista dell'innovazione e promotore dei mercati del futuro? Bertinotti ha le idee chiare:  "Certamente. Come la Mazzucato lucidamente indica è l'investimento pubblico la chiave per produrre innovazione sociale".

Commenti

  1. Bertinotti come tutti gli ex non è facile da capire e va letto fra le righe, il suo pensiero è collegato ad una altra uscita su la crisi del sindaco autoreferenziale e punta per chi non l'avesse compreso a Landini, quando si rammarica, a proposito del movimento 5 stelle, della mancanza di una forza di sinstra.

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