Alessandria - Viaggio tra i monumenti medioevali del territorio provinciale


Viguzzolo, Pieve di Santa Maria












La Pieve, è da considerarsi sicuramente il monumento più importante di Viguzzolo. Non fu la prima chiesa sorta nel paese e, a tale proposito è opportuno sottolineare che essa nacque nelle vicinanze di una precedente struttura religiosa. L’edificio attuale, in stile romanico, fu costruito intorno all’anno Mille, presenta tre navate, tre absidi semicircolari e tetto a doppio spiovente. La facciata, decorata da archetti pensili divisi irregolarmente da lesene, presenta una porta di accesso ad arco a tutto sesto, e un “occhio circolare”, probabilmente costruito come il piccolo campanile a vela, in epoca successiva alla costruzione della Pieve stessa. All'interno, le navate sono divise in quattro campate di pilastri di forma quadrangolare con semicolonne addossate e contrapposte. Infine, nella navata di destra si apre l'accesso alla piccola cripta.


Sezzadio, Abbazia di Santa Giustina

Descrizione:
La chiesa abbaziale di S. Giustina è uno dei monumenti medievali più interessanti del Piemonte. Composta da tre navate e con pianta a forma di T, faceva parte del monastero benedettino di S. Giustina di Sezzadio, in seguito sostituito dagli attuali edifici colonici. L’intero complesso, un tempo della famiglia Frascara Gazzoni, attualmente appartiene ad una Società privata che lo gestisce ospitandovi convegni e ricevimenti.
La chiesa sorge nello stesso luogo dove, secondo la tradizione, il saggio re dei Longobardi Liutprando (712-743), aveva fatto erigere un oratorio in onore di S. Giustina.
La costruzione della chiesa fu la conseguenza di un avvenimento soprannaturale capitato al re Liutprando durante il viaggio per la traslazione del corpo di S. Agostino, da Genova a Pavia.
Il re sostò a riposare nei pressi dell’attuale chiesa e, com’era solito fare, portava con sé le reliquie di S. Giustina in un pregiato cofanetto d’avorio che poggiò sul ramo di un albero sotto al quale si assopì.
Al suo risveglio, al momento di riprendere il cofanetto questo cominciò a volare da un ramo all’altro dell’albero sfuggendo alle mani del re. Leggenda vuole che, di fronte ad un tale segno divino, Liutprando fece costruire una chiesa in onore della santa protettrice.



In età medievale, quando la fede cristiana permeava la società e il vissuto pubblico e privato di tutti gli europei, i "cammini del Cielo", itinerari di pellegrinaggio mossi dalla fede verso Roma, San Giacomo di Compostela e Gerusalemme, rappresentavano la massima finalità esistenziale.
L'Europa si trasforma, in tale periodo, in un grande collettore di strade, sentieri e direttrici, tutti convergenti verso i luoghi di pellegrinaggio.

Santa Maria di Castello

La legge n. 270 del 7 agosto 1997, "Piano degli interventi di interesse nazionale relativi a percorsi giubilari e pellegrinaggi in località al di fuori del Lazio" ha offerto la possibilità alla Provincia di Alessandria di presdisporre un programma di valorizzazione religiosa-storica-culturale del proprio territorio.
L'intervento di restauro e di consolidamento strutturale dell'edificio si è reso indispensabile per la riconquista della sicurezza dell'assetto statico e per la ricomposizione dell'immagine più significativa dell'edificio.
Il piano terreno accoglierà durante l'evento giubilare gli uffici e gli spazi necessari al Centro Provinciale di Accoglienza.
Successivamente all'evento giubilare gli ambienti restaurati saranno utilizzati per ospitare il Centro Provinciale di Coordinamento dei Servizi di Promozione e Gestione Turistica, e per divenire sede di uffici della Provincia.
Il piano primo verrà adibito, nel periodo giubilare, ad attività ricettiva a basso costo al fine di soddisfare la domanda derivante dal flusso di pellegrini per l'Anno Santo.
Successivamente all'evento giubilare gli ambienti restaurati saranno utilizzati come Ostello provinciale al fine di sopperire alla mancanza di una tale struttura nel capoluogo.

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