Serve attuare la strategia “Rifiuti zero” nella Puglia in emergenza rifiuti e ambientale
La Puglia è in piena emergenza rifiuti, ma i temi della campagna
elettorale continuano ad essere gli stessi da settimane nonostante le denunce e
le richieste dei comitati cittadini.
Fino ad oggi il ciclo dei rifiuti in Puglia si è basato prevalentemente sull'uso delle discariche. E' eclatante il ritardo dei Comuni sull'avvio della raccolta differenziata porta a porta che ha contribuito all'emergenza rifiuti, penalizzando ancora una volta i già vessati cittadini.
Fino ad oggi il ciclo dei rifiuti in Puglia si è basato prevalentemente sull'uso delle discariche. E' eclatante il ritardo dei Comuni sull'avvio della raccolta differenziata porta a porta che ha contribuito all'emergenza rifiuti, penalizzando ancora una volta i già vessati cittadini.
Uno dei primi interventi del nuovo governo regionale dovrà essere necessariamente la revisione del Piano dei Rifiuti, avviando una progressiva riduzione, differenziazione e riuso dei materiali, finalizzato all’opzione rifiuti-zero e di conseguente eliminazione delle discariche di emergenza, degli inceneritori e dei cementifici.
La differenziata fa fatta per Ambiti e non per Comuni. Ad oggi il 67% dei rifiuti urbani smaltito sotto terra e con una media percentuale regionale di raccolta differenziata al 27 per cento nel 2014"
la media percentuale regionale di raccolta differenziata è ancora troppo bassa, si attesta intorno al 27% nel 2014. Il Comune di Brindisi raggiunge solo il 30,3%, Bari il 24,8% a guida di Michele Emiliano, Trani 16,2%, Lecce 13,9% e Taranto 11,5% a Foggia dove si è fermi al 4%.
Le emergenze di accavallano un giorno dopo l'altro: ad Autigno è stata sequestrata la discarica per una serie di difformità dalle autorizzazioni: per il conferimento dei rifiuti dei venti Comuni della provincia di Brindisi è vera emergenza.
Dal monitoraggio dell’Arpa era emerso che le acque di falda risultano inquinate per il superamento dei limiti tabellari con riferimento al nichel, al ferro, al manganese.
Ad Andria è stato sospeso il conferimento dei rifiuti nella discarica a San Nicola La Guardia.
Quindi dal 30 maggio bisognerà individuare nuovi siti per i sette Comuni della BAT, gravando sui paesi deputati a raccogliere i rifiuti, tra cui la discarica Italcave di Statte nel tarantino, come indicato dalla Giunta regionale guidata da Vendola, che ha ordinato il 2 aprile scorso al gestore della discarica per rifiuti speciali non pericolosi della Società Italcave Spa di derogare ai quantitativi relativi alla capacità di smaltimento giornaliera stabiliti in autorizzazione,
prevedendo un incremento di ulteriori 200 t/giorno passando quindi da 2200 t/giorno a 2400 t/giorno. Insomma, ulteriori 200 tonnellate al giorno di rifiuti provenienti dai Comuni al di fuori della provincia di Taranto.
Ancora una volta Statte ed i suoi cittadini vedono ricadere sul proprio territorio il peso della cattiva gestione dei rifiuti: non dimentichiamo che quel territorio vive già una serie di gravi emergenze.
Proprio a Statte, nel deposito di rifiuti Cemerad ci sono 16.724 fusti, di cui 3.344 con rifiuti radioattivi mentre, nei restanti 13.380, ci sono rifiuti decaduti.
La Cemerad srl, che operava nella raccolta di rifiuti radioattivi, è fallita nel 2005. Da oltre dieci anni il deposito è sotto sequestro preventivo, ma non è ancora stato fatto nulla.
Intanto cresce il numero di malati di tumore nella zona.
Ma è di questi giorni anche questione relativa all'ampliamento di Ecolevante a Grottaglie: un ampliamento per otto milioni di metri cubi della cava in contrada “Amici”, dismessa da anni.
Questo mostruoso progetto di ampliamento, prevede scavi fino a 30 metri di profondità. Otto milioni di metri cubi equivalgono a ben 47 campi di calcio.
Una cava di queste dimensioni, infatti, e nella stessa zona del III Lotto, non solo costituirebbe uno scempio e un pericolo per il territorio e per la salute, ma sarebbe sicuramente destinato a diventare una nuova discarica. Il progetto, presentato da Ecolevante nel 2006, fu respinto dalla Regione nel 2010 per incompatibilità ambientale, anche grazie alle puntuali, argomentate e pertinenti osservazioni del comitato “Vigiliamo per la discarica”, come esplicitato nella determina regionale
il Comitato “Vigiliamo per la Discarica” richiesto al Consiglio comunale di deliberare, come previsto, il ricolmo con terreno vegetale della cava esaurita e dismessa,
mai fatta eseguire, e l’acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle aree individuate nella medesima ordinanza, ma anche una variante urbanistica che preveda l’impossibilità di destinare a discarica, o al recupero con discarica,
le aree destinate a cava del Piano regolatore generale vigente. Purtroppo ciò non è avvenuto.
E' chiaro che le responsabilità di questo disastro sono di natura politica e amministrativa a livello regionale e comunale: infatti Emiliano, in qualità di Sindaco di Bari, non ha attuato la strategia Rifiuti zero che promette di attuare se verrà eletto. Il nuovo Governatore dovrà caricarsi dell'onere di riorganizzare il ciclo dei rifiuti, risanare l'impatto ambientale, ma anche limitare le conseguenze sulla vita dei cittadini. Ci preme ricordare che la strategia Rifiuti zero può generare posti di lavoro che invece le politiche a danno dell'ambiente distruggono, attraverso i danni all'agricoltura derivanti dalle falde inquinate, ad esempio, per non parlare dei costi derivanti dalla bonifica del territorio che spesso gravano sul contribuente italiano stante la cronica incapacità di applicare il principio "Chi inquina paga!"
Gregorio Mariggiò
Candidato a Presidente della Regione Puglia
Federazione dei Verdi di Puglia


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