La Fifa? È cosa loro!
Le
testate che passano per essere le più importanti si accaniscono sul tema della
riconferma di Blatter all’indomani del terremoto giudiziario nella Fifa. Sono
gli stessi che si appassionano sulla riconferma o meno dei vari Berlusconi, e
capi e capetti politici. Per questi giornalisti non conta altro che il controllo
e la occupazione delle poltrone. Una specie di voyerismo applicato alla gestione
del potere. E’ quanto riporta il CorrierePL.it nel suo editoriale di
oggi.
In
realtà la concentrazione estrema di danari e decisioni ha allontanato i vertici
dalla realtà. Nel calcio, come in ogni sport ad alto tasso di mercificazione,
gli affezionati sono sempre meno sportivi e sempre più appartenenti ad un
gruppo; se i danari condizionano i vertici, la violenza e l’estremismo imperano
tra i tifosi. Mentre il merito
sportivo (che una volta si condensava nella formula
“vinca il migliore”) svanisce miseramente, i soldi imperano
indisturbati ed impongono le loro regole. Il calcio che, come icona del nostro
tempo, ha incarnato decenni fa il periodo dello slancio e dell’impegno,
dell’entusiasmo e della fiducia, della lealtà e della partecipazione, oggi
incarna questo attuale momento fatto di interessi deviati e di appartenenza, di
potere e di decadenza.
La
decomposizione di ogni aspetto del potere è la stessa in politica e nella
finanza, nel calcio come nel ciclismo o nelle Olimpiadi o nella formula uno. La
concentrazione di danari corrompe chiunque e prepara la fine del sistema. A ben
guardare il sistema occidentale, quello che ha creato meraviglie incredibili,
quello che premiava le idee e la parola data, quello che si fondava sulla
perseveranza e sul lavoro, è finito da tempo; è finito da quando fare il vigile
è meglio che fare il negoziante; è finito da quando fare soldi con la finanza è
meglio che produrre e vendere cose; è finito da quando i grandi imprenditori
come i piccoli preferiscono la politica all’impresa; è finito da quando le
Università insegnano politiche economiche talmente sballate che se applicate
veramente uccidono una intera nazione in pochi mesi; è
finito da quando l’informazione è in mano agli stessi che controllano tutto il
resto;… il sistema occidentale è finito da quando un burocrate ha il
potere di non farti lavorare o di toglierti tutto quello che
hai; da quando le tasse si applicano alla proprietà e al
consumo e non al reddito.
Quindi
la questione Fifa, che è
emersa grazie ad un tardivo lavoro delle polizie più blasonate del mondo, non è
certo una questione solo sportiva o di giustizia. È il normale coronamento di
stadi condizionati dai violenti, di economie controllate da chi non ha mai fatto
nulla e di Istituzioni pubbliche occupate da organizzazioni ignare
dell’interesse pubblico. La gente per bene non va più allo stadio da tempo per
non essere coinvolta in questioni che gli sono estranee e perché ormai cosciente
che le partite si decidono altrove. Quella stessa gente non va a votare e ritira
i soldi dalle banche che sa non essere più un posto sicuro.
Noi
diciamo che evitare questi malavitosi che occupano tutto ciò che conta, è una
sana reazione; e quindi è comprensibile che non si vada a votare o non si vada
allo stadio o non si investa più o non si spenda una lira a nessuna condizione;
ma noi diciamo anche che insistendo per questa via si finisce con il lasciare
il potere a questi malavitosi e si consente che l’attuale fase di vuoto
etico, vuoto morale e vuoto politico
sancisca il definitivo affidamento della nostra vita e quella dei nostri figli a
questi criminali. Vale la pena di risvegliarsi e
ricordarci che loro sono nel torto, mentre nel giusto siamo noi! E quindi sono
loro che si devono nascondere non noi! Rialziamo le testa fino a che siamo in
tempo.
Canio
Trione
Vice
Direttore

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