Taranto Vecchia: manifesti in tutta la città per il ritorno dei Misteri
L'iniziativa interamente
organizzata da residenti e commercianti dell'Isola: "Grazie, adesso non rubateci
la speranza"
"Grazie, adesso
non rubateci la speranza": con queste parole gli abitanti e i commercianti della
Città Vecchia di Taranto hanno voluto ringraziare l'Arcivescovo, la
Confraternita del Carmine e tutti gli operatori coinvolti nella processione del
Venerdì dei Misteri che quest'hanno ha eccezionalmente percorso i vicoli
dell'Isola.
Un messaggio di ringraziamento e di speranza
per il futuro affidato ad una campagna di affissioni, interamente realizzata e
finanziata dalla cooperazione tra le realtà produttive e il tessuto sociale
della Città Vecchia: un fatto di per sé storico trattandosi di una novità
assoluta per il quartiere più antico e forse più dimenticato della città. "Il
fatto che sia stato il quartiere tutto ad incontrarsi, attivarsi ed agire è
emblematico dell'impatto assolutamente fecondo che il ritorno della processione
dei Misteri ha avuto in Città Vecchia", spiegano i protagonisti dell'iniziativa.
"Siamo passati dal sogno collettivo alla riflessione diffusa e, infine,
all'azione coordinata. Si tratta di un fatto eccezionale in un contesto
caratterizzato da sempre minore partecipazione individuale e collettiva alla
vita civica, specie in una Città Vecchia, storicamente abituata a subire
iniziative e proposte dall'esterno. Per la prima volta ci siamo messi insieme,
senza interventi o aiuti esterni, con un messaggio positivo e con una proposta
semplice: riannodiamo i fili della Storia, ripartiamo da un pezzo sottratto alla
nostra identità storica, sociale ed antropologica per iniziare un percorso di
vera rivalutazione".
Stretto riserbo sui nomi dei privati, delle
associazioni e delle realtà produttive coinvolte nell'iniziativa. "Preferiamo
muoverci lontano da protagonismi, sigle e strumentalizzazioni, come soggetto
collettivo Città Vecchia. Vogliamo tornare al momento storico in cui la fine dei
Misteri in Città Vecchia è stato simbolo di una città che abbandonava il mare
per inseguire il sogno della modernizzazione, di una Taranto che lasciava
l'Isola madre per i nuovi quartieri residenziali abbandonando a se stessa
l'Isola. In tal senso riportare i Misteri in Città Vecchia equivale a
cominciare, come città, a riappropriarci della nostra storia".
Partendo da questa considerazione gli
organizzatori dell'iniziativa che ha portato in mezza città i manifesti con le
emblematiche immagini del Cristo Morto e dell'Addolorata, auspicano un momento
di riflessione collettiva. "Ci aspettavamo un dibattito più ampio in città dopo
il 250imo. Era lecito aspettarsi io giusto tributo a Vescovo e Priore per una
scelta temeraria e di vero impatto sulla Città Vecchia, anzitutto", proseguono
gli organizzatori. "Un grazie da estendere a tutta la Confraternita e a chi ha
duramente lavorato per il 250imo, dal 118 guidato dal dottor Mario Balzanelli
all'AMIU passando per i volontari della protezione civile. Un grazie a cui ci
aspettavamo avrebbe fatto seguito una semplice domanda: vogliamo davvero
privarci per i prossimi cinquanta o cento anni di quanto di straordinario
abbiamo vissuto questo Venerdì Santo, con tutte le sue implicazioni spirituali,
storiche e sociali? Su questo vorremmo che la città tutta avviasse una
riflessione serena e proficua, animata dalla consapevolezza del ruolo
fondamentale dei Riti per l'identità cittadina. Una riflessione che metta in
agenda una possibilità: quella di ragionare insieme sulla possibilità e sulle
modalità di un ritorno stabile dei Misteri tra i vicoli in cui sono nati e
vissuti per secoli. Non rubateci la
speranza".

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