Crollate alcune colonne di Palmira, Isis vuol portare il mondo indietro di 1500 anni
L'interpretazione estremista del Corano seguita dall'Is spinge i jihadisti a considerare inammissibili edifici risalenti all'epoca pre-islamica, ma anche quelli riconducibili ad altre fedi o ad altre sette dell'Islam o quelli in cui si onorano leader religiosi defunti diversi da Dio.
"Questa motivazione che, facendo qualche rapido calcolo, vuol dire al primo medioevo - stante il fatto che il profeta Maometto è del 570 d.c - , significa letteralmente cancellare 1500 anni di Storia.
L'aberrazione che ancora impaccia il mondo, anche perché i ragazzi dell'Isis furono visti come la risposta felice all'assassino Assad anni addietro, ed ora che si pigliano la rivincita fanno paura. Forse è questo il riserbo di Obama? Certo è che cadono monumenti del passato, che fanno parte del patrimonio culturale del mondo". (Rdg)
Secondo l'Unesco "negli ultimi due anni" Palmira è stata "trasformata in un campo militare" dalle forze di Assad e ci sono stati "danni" al sito archeologico. Lo ha affermato il direttore generale Irina Bokova, in un video pubblicato sul sito dell'organizzazione delle Nazioni Unite. Secondo la Bokova, prima della recente conquista della città a opera dei jihadisti dello Stato islamico (Is) "alcune colonne (del sito, ndr) sono crollate".
Le immagini dell'entrata dei miliziani nel sito archeologico sono state mostrate dalla televisione di Stato siriana e postate sugli account dei social media pro Is. ''Grazie a Dio, (Palmira, ndr) è stata liberata'', ha detto un jihadista dell'Is parlando dalla zona e citato dai siti Internet vicini al gruppo. Il miliziano ha spiegato che l'Is controlla anche l'ospedale usato come base dall'esercito siriano prima di ritirarsi, evacuando anche i civili.
Il timore è che i jihadisti di Abu Bakr al-Baghdadi possano commettere a Palmira lo stesso scempio realizzato nei siti archeologici di Hatra e Nimrud in Iraq, dove armati di asce, picconi e kalashnikov hanno distrutto reperti di inestimabile valore. "
Per quanto riguarda Palmira, 250 chilometri a nord est di Damasco, ieri il direttore delle Antichità e dei Musei siriani, Maamoun Abdulkarim, aveva rassicurato sul fatto che ''centinaia e centinaia di statue che temiamo vengano distrutte e vendute sono ora (state trasferite, ndr) in luoghi sicuri''. (adnkronos)
"Questa motivazione che, facendo qualche rapido calcolo, vuol dire al primo medioevo - stante il fatto che il profeta Maometto è del 570 d.c - , significa letteralmente cancellare 1500 anni di Storia.
L'aberrazione che ancora impaccia il mondo, anche perché i ragazzi dell'Isis furono visti come la risposta felice all'assassino Assad anni addietro, ed ora che si pigliano la rivincita fanno paura. Forse è questo il riserbo di Obama? Certo è che cadono monumenti del passato, che fanno parte del patrimonio culturale del mondo". (Rdg)
Secondo l'Unesco "negli ultimi due anni" Palmira è stata "trasformata in un campo militare" dalle forze di Assad e ci sono stati "danni" al sito archeologico. Lo ha affermato il direttore generale Irina Bokova, in un video pubblicato sul sito dell'organizzazione delle Nazioni Unite. Secondo la Bokova, prima della recente conquista della città a opera dei jihadisti dello Stato islamico (Is) "alcune colonne (del sito, ndr) sono crollate".
Le immagini dell'entrata dei miliziani nel sito archeologico sono state mostrate dalla televisione di Stato siriana e postate sugli account dei social media pro Is. ''Grazie a Dio, (Palmira, ndr) è stata liberata'', ha detto un jihadista dell'Is parlando dalla zona e citato dai siti Internet vicini al gruppo. Il miliziano ha spiegato che l'Is controlla anche l'ospedale usato come base dall'esercito siriano prima di ritirarsi, evacuando anche i civili.
Il timore è che i jihadisti di Abu Bakr al-Baghdadi possano commettere a Palmira lo stesso scempio realizzato nei siti archeologici di Hatra e Nimrud in Iraq, dove armati di asce, picconi e kalashnikov hanno distrutto reperti di inestimabile valore. "
Per quanto riguarda Palmira, 250 chilometri a nord est di Damasco, ieri il direttore delle Antichità e dei Musei siriani, Maamoun Abdulkarim, aveva rassicurato sul fatto che ''centinaia e centinaia di statue che temiamo vengano distrutte e vendute sono ora (state trasferite, ndr) in luoghi sicuri''. (adnkronos)

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