Dal Parlamento Europeo D'Amato insiste e con diverse sigle inviano un doc al Ministro Martina per la Xyella
XYLELLA: CIA, FEDERBIO, COPAGRI, PAN EUROPE ED
EURODEPUTATA D'AMATO INVIANO DOCUMENTO CONGIUNTO A MINISTRO MARTINA. "ADOTTARE
PRATICHE ALTERNATIVE IN PUGLIA"
Federbio, Copagri, CIA, PAN Europe e l'eurodeputata M5S Rosa
D'Amato chiedono al ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, di
valutare e applicare misure alternative, rispetto a quelle raccomandate dalla
Commissione Ue, per fronteggiare l'emergenza Xylella in Puglia. Lo fanno
attraverso un documento congiunto, che è stato presentato al Parlamento europeo
a Strasburgo e che è stato inviato oggi al ministro, in cui l'eurodeputata e le
associazioni chiedono, da un lato, di fermare l'uso intensivo di pesticidi e
limitare le eradicazioni e i divieti di impianto, e dall'altro, di favorire
l'attuazione di pratiche alternative, in particolare del biologico, e garantire
adeguate risorse sia per la ricerca che per le compensazioni agli
agricoltori.
"Con questo documento - dice D'Amato, che è membro della
commissione parlamentare Agricoltura - chiediamo di attuare una strategia
alternativa che affronti realmente il problema del disseccamento degli ulivi
senza creare più danni di quelli che già gli agricoltori pugliesi si trovano ad
affrontare. Le parole chiave sono biologico, ricerca, buone pratiche. Parole
che, purtroppo, non abbiamo ancora riscontrato essere prioritarie nelle
decisioni a livello nazionale e comunitario".
Il documento, consegnato anche al commissario Ue alla Salute
Vytenis Andriukaitis, è frutto del lavoro congiunto dell'eurodeputata del
Movimento 5 Stelle, Rosa D'Amato, di FederBio (Federazione italiana per
l'agricoltura biologica e biodinamica), Copagri (Confederazione dei produttori
agricoli), Cia (Confederazione italiana agricoltori) e PAN Europe (Pesticide
Action Network di Bruxelles).
Nel documento, si chiede di: limitare fortemente l'uso di
pesticidi , soprattutto vietando quelle sostanze che sono già state revocate e
livello nazionale; privilegiare invece l'uso di sostanze attive previste dalla
normativa Ue sull'agricoltura biologica e più in generale le tecniche e le
pratiche proprie del biologico, salvaguardando così una produzione, come quella
pugliese, che fa del marchio bio uno dei suoi punti di forza; escludere la vite
dalla lista delle piante suscettibili di divieto di esportazione; rivedere
l'obbligo di eradicare le piante che si trovano nel raggio di 100 metri rispetto
agli ulivi infetti, privilegiando pratiche alternative come il monitoraggio e
l'isolamento; rivedere il divieto di coltivare piante che possono essere ospiti
del batterio, anche in questo caso privilegiando pratiche alternative e
monitoraggio; garantire risorse umane e finanziarie adeguate per attuare le
strategie di contenimento della Xylella, prevedendo compensazioni per il
settore. Infine, ma non meno importante, assicurare fondi adeguati per la
ricerca, l'analisi e i rimedi contro la Xylella e i suoi vettori.

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