Isis a Palmira 400 morti donne e bambini, togliete le risorse a questi mostri inferociti!

Non c'è alibi di sorta, nessuna falsa interpretazione che tenga. Non mi interessa discutere se Isis sia frutto dell'occidente, per quanti speravano nella primavera araba e non sapevano d'avere serpi tra le mani; non m'interessa sapere che tutto nasca dall'errore di uccidere Sadam o dalle prigioni di Guantanamo.


Né mi voglio soffermare sull'aberrazione della fede, su questa deviazione dell'islamismo, che è come se un gruppo di assatanati bibliofili seguisse l'allegoria dell'occhio per occhio e non il diritto romano sui cui si fonda la nostra cultura giuridica.

Non è questo il punto. Basta cincischiare sui ritardi di Obama impacciato sul disimpegno militare che non vuol mettere in discussione e sull'insufficienza dei droni che sono la risposta perversa al male oscuro, stesso schifo. Tutto quello che si è scritto e riscritto su intrecci economici tra alleati americani e paesi ipocriti deve finire.

Togliete il bancomat all'Isis, subito, chiudete loro i rifornimenti!

E' risaputo che dietro l'avanzata di questi assassini ci sia un impero economico. Quando, nei siti di disinformazione si parla di rapporto tra Usa e Isis, il fondo di verità è un altro, sono nazioni, amiche degli Stati Uniti, che sono alleate dell'Isis. Questo spiega in parte la titubanza nella risposta. Se non analizziamo questo aspetto su chi armi Isis e su quali siano le sue fonti finanziarie,  la sua marcia diventerà inarrestabile e il mondo stesso non avrà futuro. I paesi islamici additati come finanziatori sono Qatar e Kuwait. Se questo è, pensate al fatto che attraverso gli sceicchi il Qatar è già in Italia investendo soldi e comprandosi mezza Milano. Il Kuwait petroleum ce l’abbiamo dappertutto. 

Dovremmo dire che abbiamo il terrorismo in casa? I miliardi di dollari dell’Isis arrivano da qui, almeno da una parte di questi sceicchi. 
I jihadisti avanzando nei territori incrementando le loro risorse,  attraverso la gestione di decine di pozzi petroliferi recuperati e contrabbandando petrolio e gas; dietro questo mercato illegale ci sono alcuni paesi che beneficiano di questo oro nero come la Turchia. Sarebbe da capire come questo paese risponda all’Europa su tale tema. 

Distruggere questa rete illegale può essere uno strumento efficace per chiudere il rubinetto. 

Le ingenti risorse dell’Isis sono anch’esse un formidabile strumento di reclutamento di giovani frustrati che vengono affascinati dalla propaganda dei tagliatori di testa. Non abbiamo molto tempo. L’Isis avanzando comincia a gestire i territori, con la tassazione, assoggettando o facendo scappare le popolazioni, quindi restando con persone facilmente malleabili alla schiavizzazione e fedeli alla causa. In tal modo, applicando in modo radicale i precetti islamici controllati dalla polizia religiosa, va statalizzandosi. I terroristi si finanziano anche attraverso sequestri e riscatti, razzie di beni culturali.

Ora tocca agli americani risolvere la vicenda non solo militarmente, ma anche uscendo da quel coacervo sistema di interessi energetici e geopolitici dell’area, perché ora la partita si fa grossa, riguarda il futuro del mondo, lo urlano quelle 400 donne e bambini decapitati.

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