Ignazio Messina: Mafia Roma, pena esemplare, altro che patteggiamento

Altro che 900 euro di multa e una condanna minima che tra servizi sociali e altro si potrebbe risolvere con poco o nulla. Ci vuole una pena esemplare e la confisca del patrimonio.  Lo Stato dimostri il suo volto di rigore adeguato alla straordinaria gravità di quanto accaduto.  Concordo perciò pienamente con la Procura che ha dato parere negativo, quello che serve è una pena esemplare che serva da monito e per dissuasione.

Quello a cui assistiamo oggi in termini di corruzione in generale è la conseguenza, tuttora in atto, di un sistema di corruttela consolidato per anni ed anni e che ha proliferato in tutte le maglie del sistema pubblico italiano. Il fatto che, secondo i dati forniti dal Procuratore  regionale della Corte dei Conti del Lazio, la corruzione nella Capitale ed in Regione, sia quantificabile in 1 miliardo e 300 milioni, ci deve far stare con gli occhi spalancati su quanto sia diventata improcrastinabile la necessità di estirpare questo cancro a cominciare dalla generale estensione a i reati riguardanti il sistema corruttivo delle misure di prevenzione patrimoniale previste dalla normativa antimafia,  con la conseguente confisca del patrimonio di cui non sia provata la lecita formazione, con pene severissime, anche per la catena di comando che ha omesso di vigilare, e la sospensione dei dipendenti pubblici rinviati a giudizio.

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