Isis: Cameron, ora intolleranti contro intolleranza estremisti
Londra, 29 giu. - In una sorta chiamata alle armi ideologica contro i terroristi dopo il massacro in Tunisia, dove si teme che le vittime britanniche possano essere 30, David Cameron ha scritto una lettera al conservatore Daily Telegraph in cui esortato i connazionali ad iniziare ad essere "intolleranti contro l'intolleranza" frutto dell'estremismo islamico.
Per Cameron si può sconfiggere il terrorismo solo promuovendo quelli che il premier, in un eccesso di comprensibile retorica, "valori britannici" - ma che non sono loro esclusivo appannaggio - di "pace, democrazia, tolleranza e libertà.
"Dobbiamo essere intolleranti dell'intolleranza, condannando chiunque tolleri la prosa dell'estremismo islamico, creando cosi' le condizioni perché' questo fiorisca.
Dobbiamo rafforzare le nostre istituzioni che mettono in atto i nostri valori: la nostra democrazia, il nostro sistema legale, i diritti delle minoranza, la libertà dei nostri media, le nostre forze dell'ordine, tutte cose che i terroristi odiano". (AGI)
Tunisia: sotto accusa Foreign Office, diplomatici scortesi e lenti.
Londra, 29 giu. - Tragedia nella tragedia per i parenti di quelle che si temono siano ormai le 30 vittime britanniche della follia omicidi dei barbari assassini di Isis in Tunisia. I parenti hanno accusato senza mezzi termini il ministero degli Esteri, di essere stato "scortese e di averli abbandonati a se stessi" nella gestione della crisi dopo il massacro. Secondo quanto riferisce il Guardian i testimoni hanno descritto di "essere stati lasciati per ore all'oscuro dopo la carneficina, mentre altri hanno denunciato che i funzionari del servizio consolare britannico sono stati lenti nel raggiungere la scena del massacro, sottolineando che i giornalisti sono arrivati prima di loro". Il Guardian racconta di come "i reporter arrivati dalla capitale Tunisi agli hotel (di Sousse) a meta' pomeriggio di venerdi', la sparatoria era avvenuta prima di mezzoggiorno, hanno trovato i sopravvissuti che si aggiravano senza meta, chiedendo ai cronisti cosa dovessero fare" Il viceministro degli esteri, Tobias Ellwood, ha ignorato le critiche e si e' limitato a riferire di aver trascorso la maggior parte di sabato - 24 ore dopo la strage - al telefono con i parenti delle vittime, aggiungendo che il Foreign Office sta ora cambiando i "consigli di viaggio" per la Tunisia e che un secondo team di diplomatici e' stato alla fine inviato in Tunisia. (AGI) .

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