Si presenta “Le date del mare non finiscono” al 99° appuntamento con il ciclo “Taranto – Il Nuovo Volto”
L’Associazione Culturale Hermes
Academy Onlus – Arcigay Taranto, per le ore 19.30 di martedì 23
giugno organizza, presso Piazzetta Delliponti, nel salotto culturale
esterno del suggestivo Caffè Letterario “Cibo per la Mente” (partner del
Progetto IsolArcobaleno), con ingresso in Via Duomo #237 nel cuore del
centro storico di Taranto, il 99° appuntamento del ciclo
Taranto – Il Nuovo Volto.
L’ultimo
appuntamento prima della pausa estiva (il
ciclo tornerà il 15 settembre, con il centesimo appuntamento, le celebrazioni
per il decimo anniversario della Hermes Academy, fondata il 15 settembre 2005, e
l’inaugurazione dell’undicesima stagione artistica) ha
come protagonista il romanzo edito da Scorpione “Le date del mare non
finiscono”, opera postuma di Salvatore De Rosa (attivista socio-politico sin
dagli anni ’70, tra i militanti a Genova durante il G8 del 2001), finalista al
Premio Letterario Nazionale Città di Taranto 2015.
In
apertura, l’attore Luigi
Pignatelli, presidente
dell’Associazione
Culturale Hermes Academy Onlus – Arcigay Taranto e fondatore della Rete
IsolArcobaleno,
proporrà la lettura drammatizzata di alcune delle pagine più significative del
libro. A seguire, Giancarlo Girardi dialogherà con Rosanna De Rosa, sorella
dell’autore (scomparso prematuramente
nel 2012 per i postumi di un incidente domestico) e
prefatrice dell’opera.
La
partecipazione è libera e gratuita.
A
seguire, alcuni passaggi tratti dalla recensione di Giancarlo
Girardi.
“Le
date, alle quali Salvatore De rosa lega le sue riflessioni e stati d’animo,
rappresentano la cronologia del suo corpo e della sua anima. Il titolo che lui
avrebbe dato, qualora avesse raccolto tutti i suoi scritti in questa “agenda del
mare”, è quello che oggi leggiamo: “Le date del mare non
finiscono”. Rappresentano il suo rapporto intimo con il mare “perché la terra
non mi dà emozioni pari a quelle che mi dà il mare” come egli affermerà
successivamente.
Un percorso in cui scopre che: “Saper nuotare è una qualità dell’anima, un completamento importante per il carattere”. È nel mare che Salvatore trova anche la forza di combattere la sua battaglia sociale, quella che lo ha accompagnato per tutta la sua esistenza, oltre quelle inevitabili che la vita riserva ad ognuno di noi. Sente il piacere del mare che è per lui “donna”, “femmina che lo accarezza e seduce”, che “lava i pensieri e semplifica le cose”, anche se in certi momenti sembra avere un “alito pesante, disperante, come quello che si leva dall’acqua corrotta” che circonda la nostra città. Racconta la sua voglia di conoscere nel suo peregrinare sulla costa e nel mare del Salento, poi della Sardegna, successivamente della Toscana, Liguria, Ostuni, Bari vecchia, la costa Normanna con Le Havre. Posti bellissimi, ma è Saturo che ha nel cuore, da lui tanto frequentato in vita, il luogo reso sacro prima ai Greci e successivamente sito di una villa romana, tanto sontuosa da apparire “arrogante”, con i suoi mosaici sopravvissuti quasi duemila anni prima di essere rimossi e conservati. Poi luogo di una torre antisaracena e nell’ultimo secolo di una casamatta militare, sui cui fianchi ancora oggi si leggono frasi scolorite dal tempo e promesse d’amore per le quali egli afferma: “Mi viene da supporre che quella torre possa aver agevolato più sogni agli innamorati di quanti abbia guastati ai saraceni”. Taranto Vecchia per cui si chiede se oggi “l’Isola non sembra avere più rabbia; pare come se aspetti una fine per vecchiaia” o sarà per lei, si chiede, necessario che “per rinascere deve prima morire?”. O la sensazione che lui prova quando “al risveglio sente di trovarsi in fondo alla Penisola, in fondo alla Storia, in fondo ad un disastro ecologico e culturale che continua”. Della città vecchia afferma: “Il tempo le scava le rughe, tragiche sino ai crolli, dipinge alcuni muri con tinte calde di autunno ed il legno, meno paziente della pietra, cede e scompare negli esterni, lasciando orbite vuote al posto degli infissi che, con l’ulteriore trascorrere del tempo, a volte si rallegrano di vegetale vivo.”. Il suo è un viaggio attraverso anche “sedimenti” letterari del pensiero di importanti poeti e scrittori che hanno parlato della nostra città e decantato la sua bellezza e che ispirano un suo percorso immaginario, il quale parte dal luogo antico dov’è l’attuale città moderna verso quella sacra ai greci, l’attuale isola. Con parole di straordinaria bellezza egli si augura che altri possano frequentare quel luogo della mente allo stesso modo. Nell’agosto 2006 la morte del padre e prima ancora quella della madre lo mettono a dura prova. Per otto giorni la sua storia si sospende nel tempo di “un lutto lento come il gocciolare dell’umido di una grotta”. Il nono giorno è il mare che gli si offre per riprendere il suo sogno e rigenerarsi insieme alla realtà del suo ritorno alla vita normale ed il trasferimento, allora, in una nuova abitazione della città “più vicina al mare”. Parla della moria di migranti avvenuta nel segno della “disumanità del lavoro che comincia dal mare”, che non potrà mai definirsi cimitero per questo. Il 4 settembre 2010 termina un quadro ad olio, il più importante della sua vita, il paesaggio della copertina del suo libro. Sembra voler finire le sue date con la riflessione del sito a lui, forse, più caro: Taranto Vecchia, il luogo di asperrime battaglie, “prua della nave Occidente, che si spopola e crolla”, mentre a vecchie divisioni nella città si prospettano nuove determinate dal come “distribuirsi la morte tra l’inquinamento che uccide, il lavoro in fabbrica pure, la disoccupazione può farlo”.
Un percorso in cui scopre che: “Saper nuotare è una qualità dell’anima, un completamento importante per il carattere”. È nel mare che Salvatore trova anche la forza di combattere la sua battaglia sociale, quella che lo ha accompagnato per tutta la sua esistenza, oltre quelle inevitabili che la vita riserva ad ognuno di noi. Sente il piacere del mare che è per lui “donna”, “femmina che lo accarezza e seduce”, che “lava i pensieri e semplifica le cose”, anche se in certi momenti sembra avere un “alito pesante, disperante, come quello che si leva dall’acqua corrotta” che circonda la nostra città. Racconta la sua voglia di conoscere nel suo peregrinare sulla costa e nel mare del Salento, poi della Sardegna, successivamente della Toscana, Liguria, Ostuni, Bari vecchia, la costa Normanna con Le Havre. Posti bellissimi, ma è Saturo che ha nel cuore, da lui tanto frequentato in vita, il luogo reso sacro prima ai Greci e successivamente sito di una villa romana, tanto sontuosa da apparire “arrogante”, con i suoi mosaici sopravvissuti quasi duemila anni prima di essere rimossi e conservati. Poi luogo di una torre antisaracena e nell’ultimo secolo di una casamatta militare, sui cui fianchi ancora oggi si leggono frasi scolorite dal tempo e promesse d’amore per le quali egli afferma: “Mi viene da supporre che quella torre possa aver agevolato più sogni agli innamorati di quanti abbia guastati ai saraceni”. Taranto Vecchia per cui si chiede se oggi “l’Isola non sembra avere più rabbia; pare come se aspetti una fine per vecchiaia” o sarà per lei, si chiede, necessario che “per rinascere deve prima morire?”. O la sensazione che lui prova quando “al risveglio sente di trovarsi in fondo alla Penisola, in fondo alla Storia, in fondo ad un disastro ecologico e culturale che continua”. Della città vecchia afferma: “Il tempo le scava le rughe, tragiche sino ai crolli, dipinge alcuni muri con tinte calde di autunno ed il legno, meno paziente della pietra, cede e scompare negli esterni, lasciando orbite vuote al posto degli infissi che, con l’ulteriore trascorrere del tempo, a volte si rallegrano di vegetale vivo.”. Il suo è un viaggio attraverso anche “sedimenti” letterari del pensiero di importanti poeti e scrittori che hanno parlato della nostra città e decantato la sua bellezza e che ispirano un suo percorso immaginario, il quale parte dal luogo antico dov’è l’attuale città moderna verso quella sacra ai greci, l’attuale isola. Con parole di straordinaria bellezza egli si augura che altri possano frequentare quel luogo della mente allo stesso modo. Nell’agosto 2006 la morte del padre e prima ancora quella della madre lo mettono a dura prova. Per otto giorni la sua storia si sospende nel tempo di “un lutto lento come il gocciolare dell’umido di una grotta”. Il nono giorno è il mare che gli si offre per riprendere il suo sogno e rigenerarsi insieme alla realtà del suo ritorno alla vita normale ed il trasferimento, allora, in una nuova abitazione della città “più vicina al mare”. Parla della moria di migranti avvenuta nel segno della “disumanità del lavoro che comincia dal mare”, che non potrà mai definirsi cimitero per questo. Il 4 settembre 2010 termina un quadro ad olio, il più importante della sua vita, il paesaggio della copertina del suo libro. Sembra voler finire le sue date con la riflessione del sito a lui, forse, più caro: Taranto Vecchia, il luogo di asperrime battaglie, “prua della nave Occidente, che si spopola e crolla”, mentre a vecchie divisioni nella città si prospettano nuove determinate dal come “distribuirsi la morte tra l’inquinamento che uccide, il lavoro in fabbrica pure, la disoccupazione può farlo”.
L’incontro
socio-culturale rientra nella
sesta
edizione della kermesse di Arti Sceniche, Visive e Letterarie “Hermes on Streets
Summer’s Festival” – promossa, dal 26 maggio al 26 settembre, dall’Associazione
Culturale Hermes Academy Onlus, nell’ambito del Progetto
IsolArcobaleno e delle attività del Centro di Ascolto LGBTQI di Taranto e
provincia, con il patrocinio morale del Comune di Taranto e dell’Ufficio
Provinciale della Consigliera di Parità, con il supporto di numerose altre
associazioni –
che, attraverso mostre di arte visiva, reading, recital, proiezioni, lectio
magistralis e concerti, celebra l’estate tarantina, con la finalità di
riscoprire, valorizzare e conservare la memoria storica locale, educare le nuove
generazioni (e non solo) alla bellezza, alla diversità e allo sviluppo
sostenibile.
Tutte
le attività previste dal 9 al 27 giugno rientrano
negli eventi di sensibilizzazione dedicati al Puglia
Pride, iniziativa di orgoglio LGBT, che dopo i vari eventi della Pride Week
nelle provincie della Regione Puglia (il 1° luglio a Taranto, Carosino e
Massafra), raggiungerà la sua apoteosi con la Parata Finale il 4 Luglio a
Foggia. Nell’ambito
delle iniziative, sarà possibile contribuire al fund raising per il Puglia Pride
2015, tramite l’acquisto delle opere edite donate dalla Hermes Academy Onlus
(tra cui Pagine di Diario e Anima di Latta di Luigi Pignatelli) o
semplice offerta libera.

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