AGRICOLTURA: STEFÀNO (SEL), “MISURE PIÙ STRINGENTI PER MANTENERE QUALITÀ E VALORE DEGLI OLI DOP E IGP: IL SISTEMA DEI CONSORZI È A RISCHIO”
"Può bastare
essere inseriti nel sistema di controllo degli oli DOP e IGP per ottenere il
premio o, piuttosto, bisogna cominciare a pensare a parametri di valutazione
maggiormente selettivi e
stringenti?" A chiederlo, in un’interrogazione al ministro dell’agricoltura
Martina, il senatore Dario Stefàno che punta il dito contro un sistema che ha
rivelato da tempo gravi falle a discapito di una produzione che dovrebbe
rappresentare il fiore all’occhiello, in tutto il mondo, della qualità del Made
in Italy agroalimentare.
“Serve subito una circolare
applicativa – sottolinea Stefàno - per
chiarire i termini relativi all'erogazione dei premi, alla luce della nuova Pac.
Come pure, è necessaria una revisione dei decreti 61414 e 61413 per scongiurare la perdita del
riconoscimento giuridico dei Consorzi di tutela del comparto olio DOP e
IGP”.
“Ciò che è accaduto al Consorzio
per la Valorizzazione e la Tutela dell'olio extravergine di oliva D.O.P. Terra
di Bari è replicabile, purtroppo, anche in altri territori: il sistema dei
consorzi è a rischio, è il caso dunque di introdurre una
misura
secondo cui le olive
certificate, sul cui quantitativo si calcola oggi la percentuale prevista dai
"decreti De Castro", siano solo quelle da cui si ottiene l'olio extravergine di
oliva DOP realmente certificato, consentendo in tal modo ai Consorzi
interessati, sia l'ottenimento del riconoscimento giuridico, che il suo
mantenimento”.
“Il caso della DOP Terra di Bari –
spiega Stefàno – è emblematico: il Consorzio è stato costituito allo scopo di
promuovere, valorizzare e tutelare gli interessi generali della Denominazione di
Origine Protetta Terra di Bari, territorio olivetato nazionale dove si ottiene
la maggiore quantità di olio extravergine di oliva di
qualità, ottenendo il relativo riconoscimento giuridico dal
Ministero.
Con
l'introduzione del regolamento CE 73/2009 e del premio di
1 euro per chilogrammo di olio certificato, si è verificata una esponenziale
adesione di produttori al sistema di controllo della DOP Terra di Bari, a cui però ha corrisposto solo in minima parte una
contestuale adesione degli stessi produttori al Consorzio.
Ciò ha determinato la
perdita del riconoscimento giuridico per il Consorzio, che riferisce che nelle quattro annualità in cui è stato
erogato il premio, solo una parte dell'olio ottenuto dalle olive
convalidate è stato certificato (circa il 45% ) mentre la gran parte, pur non
essendo stato sottoposto a certificazione, ha beneficiato del premio
previsto”.
“L’immissione nel mercato di una
massiccia quantità di olio "potenzialmente DOP" ha prodotto di fatto un
disvalore ed una banalizzazione dell'olio certificato DOP che, negli anni
antecedenti alla entrata in vigore del citato regolamento, era riuscito ad
attestarsi ad un prezzo
di mercato superiore
di un 15% rispetto al prezzo dell'olio extravergine convenzionale”.
“Questa situazione, che non
riguarda solo le Terre di Bari, è resa ancor più critica dal Decreto
Ministeriale n. 6513 del 18/11/2014, che recepisce il regolamento UE
1307/2013,
e dal premio accoppiato previsto per le superfici olivetate dei produttori
che sono presenti nei
sistemi di controllo delle produzioni di qualità DOP e IGP. È evidente dunque –
conclude Stefàno - che il ministro Martina debba agire con urgenza”.

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