Isis - I macellai che si temono a giorni alterni, mentre è già guerra
Il mondo occidentale non ha capito la partita che sta giocando; distratte
da problemi di altra natura, le cosiddette democrazie affrontano il tema del
terrorismo jihadista solo quando colpisce il cuore dell'Europa.
Ieri, tra l'altro i colpi mortali sono stati tre, in Francia in una holding
del gas americana, a Tunisi nel resort frequentato da americani, e tanto per
finire nella moschea del Kwait, dove la strage di mussulmani, è il segno
inequivocabile che per questi scalmanati l'obiettivo principale è quel miliardo
di fedeli che deve cambiare rotta, un sorta di conversione di massa a botta di
machete e teste tagliate.
Muovere risorse, orientamenti per diffondere la
propaganda dello Stato Islamico, è loro obiettivo strategico. La grande
disponibilità di risorse viene proprio dai paesi del petrolio.
Eppure l'attentato suicida nella moschea di
Al-Imam al-Sadeq con almeno 27 morti, accertati nelle ultime ore, dovrebbe far
riflettere quanti pensano che dietro l'Isis ci siano paesi come il Qatar, Kwait
ed Emirati Arabi. L'attacco al cuore dell'Islam ha il motivo citato prima,
probabilmente qualche sceicco ancora deve fare qualche scelta dal momento
che, formalmente questi paesi fanno parte dell'alleanza anti-Isis.
Allora appare chiaro che
questo diventa il vero terreno d'azione delle diplomazie del mondo, fare
chiarezza tra gli alleati, capire che il terrorismo è un nemico comune e chiudere
il bancomat a questi assassini.
La cosa che in conclusione va detta, è che questa è una nuova guerra mondiale, è in discussione il modello di vita, non è solo un fatto religioso. Ed è una guerra moderna, insidiosa, con un nemico che appare su una spiaggia di vacanza, per colpire una nazione che vuole rinascere con il turismo, in chiesa, ovunque; che ammalia usando la rete e il satellite, che stampa moneta, un dinaro Isis vale 700 dollari. Se non si chiude il rubinetto delle risorse il mondo è destinato al clima di terrore.
La cosa che in conclusione va detta, è che questa è una nuova guerra mondiale, è in discussione il modello di vita, non è solo un fatto religioso. Ed è una guerra moderna, insidiosa, con un nemico che appare su una spiaggia di vacanza, per colpire una nazione che vuole rinascere con il turismo, in chiesa, ovunque; che ammalia usando la rete e il satellite, che stampa moneta, un dinaro Isis vale 700 dollari. Se non si chiude il rubinetto delle risorse il mondo è destinato al clima di terrore.

il 29 celebriamo ss Pietro e Paolo o un anno di califfato di Abu Bakr?
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