Remo Pezzuto - NO alla “malascuola” di Renzi e Giannini. Difendiamo la Scuola della Repubblica
Con la mascalzonata del voto di fiducia Renzi imbavaglia il parlamento e cerca
di mettere davanti al fatto compiuto un movimento ampio e composito cresciuto di
giorno in giorno in modo proporzionale all'arroganza del Governo, alle pietose
argomentazioni di Ministri e Ministre, all'ignobile ricatto cui sono stati
sottoposti i precari, usati come “scudo umano” per portare a compimento le idee
di Moratti,
Gelmini e Aprea.
Con questa controriforma la scuola sarà sottratta ai suoi protagonisti reali (docenti, studenti e genitori) per essere messa nelle mani di un sola persona, il dirigente scolastico, e assoggettata alle logiche aziendalistiche. Non sarà più luogo della formazione di cittadine e cittadini liberi ed uguali, della garanzia del diritto allo studio per tutte e tutti, ma la scuola che enfatizzerà le differenze di territorio, di condizione economica e di classe sociale.
Questo voto di fiducia è una chiara violazione della democrazia e della Costituzione. È una sfida a un movimento che saprà trarre da questo passaggio un motivo in più per attrezzarsi, per raccogliere forze e consensi, per
prepararsi alla lunga battaglia per la cancellazione di questa riforma, con tutti gli strumenti che la Costituzione ci da. Alla fiducia del palazzo risponderemo con un referendum contro questa distruzione della scuola pubblica, un referendum che sia espressione del vastissimo arco di forze sociali, politiche e culturali che questa riforma non condividono: gli insegnanti non sono dei servi, i presidi non sono dei manager e l'istruzione non è una merce!
Gelmini e Aprea.
Con questa controriforma la scuola sarà sottratta ai suoi protagonisti reali (docenti, studenti e genitori) per essere messa nelle mani di un sola persona, il dirigente scolastico, e assoggettata alle logiche aziendalistiche. Non sarà più luogo della formazione di cittadine e cittadini liberi ed uguali, della garanzia del diritto allo studio per tutte e tutti, ma la scuola che enfatizzerà le differenze di territorio, di condizione economica e di classe sociale.
Questo voto di fiducia è una chiara violazione della democrazia e della Costituzione. È una sfida a un movimento che saprà trarre da questo passaggio un motivo in più per attrezzarsi, per raccogliere forze e consensi, per
prepararsi alla lunga battaglia per la cancellazione di questa riforma, con tutti gli strumenti che la Costituzione ci da. Alla fiducia del palazzo risponderemo con un referendum contro questa distruzione della scuola pubblica, un referendum che sia espressione del vastissimo arco di forze sociali, politiche e culturali che questa riforma non condividono: gli insegnanti non sono dei servi, i presidi non sono dei manager e l'istruzione non è una merce!
Remo Pezzuto
Partito della Rifondazione Comunista
Federazione di Taranto

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