Il Comune di Carosino sostiene il Puglia Pride 2015. Ambiguo l’atteggiamento del Comune di Taranto
L’Onda
Pride giunge in Puglia: un corteo vivace e colorato sfilerà il 4 luglio per il
centro della città di Foggia, fino a raggiungere piazza Cesare Battisti, dove si
concluderà ai piedi del Teatro Giordano accogliendo testimonianze, interventi,
riflessioni. Madrina d’eccezione dell’evento sarà la foggiana Vladimir Luxuria.
Il coordinamento del Puglia Pride, composto dalle otto associazioni fondatrici
Arcigay Bari, Arcigay Bat, Arcigay Salento, Arcigay Taranto, ArciLesbica Bari,
KéBari, TGenus e dalle numerose associazioni aderenti, per il secondo anno ha
organizzato, nella settimana che precede la parata, una lunga serie di
iniziative di sensibilizzazione, informazione, formazione nelle città di Lecce
(il 28 giugno), Brindisi (30 giugno), Taranto (1° luglio), Bari (2 luglio),
Barletta (3 luglio).
Nell’ambito
delle iniziative previste nella provincia di Taranto per la tappa del Puglia
Pride del 1° luglio, il Comune di Carosino (TA) ospita presso il Municipio e
presso il Castello D’Ayala l’Associazione Culturale Hermes Academy Onlus –
Arcigay Taranto e Agedo.
Per
tutta la giornata del 1° luglio, a Carosino la bandiera arcobaleno sventolerà
dal Municipio, a testimonianza della sensibilità
e dell’impegno congiunto nella lotta contro ogni forma di discriminazione.
A
sorpresa, invece, dal Comune di Taranto (che ha patrocinato moralmente la
manifestazione) giunge la notizia che la bandiera arcobaleno, a seguito delle
dichiarazioni omofobe che il consigliere Cataldo Renna ha rilasciato lo scorso
maggio, non sarà nuovamente affissa sul balcone centrale di Palazzo di Città:
ennesima riprova dell’insensibilità del consiglio
comunale ionico. Il Sindaco Ippazio Stefano ha più volte manifestato la propria
vicinanza alla comunità LGBT e la volontà di aprire il Registro delle Unioni
Civili e, nel caso specifico, il desiderio di esporre nuovamente la bandiera, ma
il Consiglio Comunale è composto per la maggior parte da individui contrari
all’estensione dei diritti, che ignorano le difficoltà in cui vertono le
famiglie omogenitoriali. Inquieta e spaventa la presenza di uno di questi
individui nel Consiglio Regionale.
Anthony
Kennedy, nella parte finale delle motivazioni della sentenza della Corte
Suprema, che
venerdì 26 giugno ha legalizzato i matrimoni
gay in tutti gli Stati Uniti, ha
scritto:
“Nessuna
unione è più profonda del matrimonio, dato che contiene gli ideali più alti di
amore, fedeltà, devozione, sacrificio e famiglia. Unendosi in matrimonio, due
persone diventano qualcosa di più grande rispetto a cos’erano prima,
separatamente. Come hanno dimostrato alcuni dei querelanti in questo caso, il
matrimonio implica un amore che può durare anche oltre la morte. Affermare che
questi uomini e queste donne non rendono onore all’ideale di matrimonio sarebbe
irrispettoso. Lo rispettano a tal punto che lo desiderano per sentirsi
pienamente realizzati. La loro speranza è quella di non essere condannati a
trascorrere la vita in solitudine, esclusi da una delle più antiche istituzioni
umane. Chiedono di essere trattati davanti alla legge con la stessa dignità
delle altre persone. La Costituzione dà loro questo diritto.”

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