Il Mare Adriatico è un mare fragile….ma sottoposto a VIA non è tale?

Una recente procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) si è occupata dei Permessi di prospezione "d 1 B.P-SP" e "d 1 F.P-.SP". Si tratta di un programma di lavori nel Mare Adriatico che prevede l’esecuzione di rilievi geofisici tramite la tecnica Air Gun 2 0, una tecnica sismica di riflessione per studi finalizzati alla ricerca di eventuali giacimenti di idrocarburi. La Spectrum Geo srl, con una campagna di prospezioni, nell’ambito dei suoi progetti “Multi Client”, intende fornire agli operatori petroliferi, e agli istituti di ricerca comunque interessati, uno studio geologico di due aree del mare Adriatico: Mare Adriatico centrale e Meridionale, per un'estensione di 14.128 Km2 e 16.169 Km2, per complessivi 8.134 km di profili sismici. Si estenderà da Rimini a Santa Maria di leuca, a 25 km dalla riva e per ben 700 km di costa interessando le regioni Puglia, Emilia Romagna, Molise, Marche, Abruzzo. La durata delle attività sarà di circa tre mesi e mezzo.  Quali gli enti territoriali e non.. coinvolti da tali studi?

Dalla documentazione riguardante il progetto, osserviamo che la società proponente, inizialmente con una nota in data 14/10/2011, aveva ritenuto non necessario il deposito della totalità della “documentazione di progetto” presso tutte le amministrazioni locali poste lungo le coste dei due tratti di mare Adriatico interessato, pur riconoscendone l’interesse al progetto, argomentando che la documentazione era disponibile sul sito del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM).
Dalle osservazioni in seguito presentate dalla Regione Puglia, invece, apprendiamo che il Servizio Ecologia della Regione, il 31/10/2011, aveva ritenuto opportuno comunicare il progetto alle Province di Foggia, BAT, Taranto, Brindisi e Lecce e ai quarantasei comuni coinvolti, quindi a tutti gli enti locali della costa, nonostante ciò non fosse previsto dalla legge 152/2006 e s.m.i., al fine di operare secondo i principi di trasparenza e partecipazione del territorio. Intanto anche il Ministero MATTM aveva ritenuto opportuno per la “ottimale procedibilità dell’istanza” indicare alla Spectrum Geo srl la necessità di coinvolgere Regioni, Province e Comuni interessati, secondo quanto prescritto dalle norme comunitarie e internazionali (convenzione di Aarhus). Pertanto la Spectrum Geo srl ha dovuto comunicare agli enti interessati l’avvio della procedura VIA.
Tra le 160 osservazioni, in seguito prevenute al Ministero, troviamo quelle della Regione Marche con parere negativo, Puglia con parere sfavorevole, Abruzzo con parere negativo, due della Provincia di Chieti con parere sfavorevole, quindi sfavorevole anche quella della provincia di Lecce che ha inoltre invitato, il 21/11/2011, i sindaci della provincia ad approvare un ordine del giorno relativo al parere di ferma contrarietà a qualsiasi operazione della Spectrum Geo srl. Troviamo le osservazioni del comune di Giulianova con parere sfavorevole, quindi Mosciano (TE) con parere negativo, Tiggiano (LE) con parere negativo in particolare per il tratto di mare antistante al Parco Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase, Monopoli (BA) con parere contrario e anche l’associazione Folgore di Trani tra gli enti non territoriali con parere negativo, insieme a quelle di innumerevoli privati.
Il comitato regionale VIA della Regione Puglia, assente quel giorno l’allora Presidente Vendola, ha ritenuto di esprimere parere sfavorevole di compatibilità e nelle sue osservazioni ha riflettuto sul programma di ricerca della Spectrum Geo srl, che non sarà ovviamente fine a se stesso, e pertanto, nel caso di esito positivo della prospezione, il seguito (trivellazioni, estrazioni) configurerebbe la necessità di nuove procedure VIA, quindi diverrebbe d’obbligo una visione globale delle caratteristiche e delle vocazioni dell’ambiente marino e della costa pugliese, delle politiche ambientali, produttive e di sviluppo che è in particolare basato sul turismo?  Tali politiche sono seguite con determinazione dalle istituzioni locali e dalla collettività nel ferreo tentativo di invertire gli esiti negativi del periodo di crisi che interessa la regione. Pertanto non si comprendono le ragioni di tali ricerche geologiche in una zona di alto valore naturalistico e turistico, dove tali attività e soprattutto quelle in divenire, nel caso di ritrovamenti petroliferi, avrebbero un impatto negativo dai punti di vista ambientale, sociale ed economico. Lo studio non chiarisce gli esiti delle attività e non riporta alcuna analisi costi-benefici dell’intervento previsto e nemmeno una sua visione strategica nel quadro della pianificazione degli spazi marittimi interessati. Trascura invece le vocazioni dell’ambiente marino e le caratteristiche delle coste dell’Adriatico, non tenendo conto delle politiche ambientali e produttive già in atto, in particolari di quelle turistiche.
Pertanto, nonostante tali osservazioni negative, e ci siamo limitati ad analizzare solo quelle Pugliesi…ma il diniego si è avuto anche altrove, un provvedimento del MATTM, emesso il 3 giugno 2015, decreta la compatibilità ambientale. Il provvedimento indica il necessario quadro prescrittivo e in aggiunta una serie di monitoraggi ante-operam, monitoraggi e misure di mitigazione sulla cetofauna in corso d’opera e monitoraggi post -operam, e ammette ovviamente ricorso al provvedimento stesso al TAR entro 60 giorni, e al Capo dello Stato entro 120 giorni dalla data di pubblicazione nella GU o di notifica, così come è ammesso ricorso ai decreti 104, 105 e 106 relativi ad altri permessi di prospezione, tutti nel Mare adriatico, emessi di seguito e pubblicati l'8 giugno."
La Spectrum Geo srl ha l’onere di notificare il provvedimento agli enti interessati indicati, Regioni, Province e Comuni, mentre le Regioni dovranno comunicarlo ad altri enti e organismi interessati, intanto il provvedimento è già disponibile sul portale del Ministero MATTM.
8 giugno 2015
Maria Angela Amato


p.s. :Responsabile del procedimento:Carmela Bilanzone - tel. 0657225935 - bilanzone.carmela@minambiente.it

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