Il Pd vince, no perde, ma che discussione è questa?

L’anomalia politica italiana è il Pd. Perché per la prima volta un leader politico, che stravince nel partito tra primarie e congresso, e per la particolare vicenda del Parlamento dove c’è ancora – finché non si vota – ha contro una vecchia maggioranza parlamentare che ha perso clamorosamente nel partito, che vuole condizionare tutto.
Una volta nel vecchio PC, nel cosiddetto centralismo democratico era proibitissimo mettere in discussione i dettami del partito. Ora appare, all’opposto, del tutto perfino logico riferire, nelle capziose riflessioni di qualche penna del Fatto Quotidiano, della maggioranza del Pd e chiamare i singoli comunemente “renziani”. Quindi l’analisi del voto non sarà legata alla conquista o meno di governi regionali o sindaci dei comuni, ma se i “renziani” hanno vinto o i “civati” della cosa possibile, se sono renziani veri o vecchia guardi di partito, ecc.

E pensando al Movimento Cinque Stelle, fuori dai ballottaggi nei comuni per il Sindaco, e senza apparentamenti, se restano puri, legittimamente soli, hanno perso l’occasione per contare davvero. Gli elettori non sono disposti ad aspettare che Grillo conceda spazio, anche se la nuova fase, più partecipazione ai dibattiti e più contenuti, rispetto agli slogan del blog, fa ora voti e percentuali. Ma essere il secondo partito e fare gli spettatori rumorosi non porta risultati veri.
Qualcuno difatti, raffrontando i dati elettorali dalle Politiche, Europee e Regionali vede una perdita di 2 milioni di elettori dei pantastellati, non tenendo conto che al massimo si deve tenere presente la % dei votanti per essere onesti.


Fare il confronto tra elezioni Europee e amministrative è davvero un esercizio pericoloso per le meningi. E come voler discutere del mare guardando le mille piscine. Sono votazioni differenti dove i numeri possono anche andare molto in alto per poi scendere. 

Il dato amministrativo è sempre legato alle scelte locali, alle cose da fare, le politiche, i piani da rivedere, i comuni da gestire. Sono elezioni particolari che abbisognano di un altro approccio. Chi si diverte a fare ragionamenti politici del tipo, il Pd di Renzi è tornato ai livelli di Bersani, è libero di farlo, è una opinione legittima, come chi dice che avere il governo della stragrande maggioranza delle regioni, è una forza in più per il governo nazionale.  O no?

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