Ilva - incidente Morricella ustionato con la ghisa, la solidarietà del Comune di Martina Franca e di Rifondazione

L’Amministrazione comunale di Martina Franca esprime solidarietà ad Alessandro Morricella e alla sua famiglia per l’incidente subito dall’operaio martinese mentre effettuava le operazioni di controllo della temperatura nella fase di colaggio dell'altoforno 2  dell’Ilva di Taranto.


Questi tragici avvenimenti devono portare ad una riflessione urgente e importante sull’applicazione delle norme di sicurezza sul posto di lavoro, sui controlli e sugli investimenti che possano garantire ai lavoratori di svolgere il proprio ruolo nelle migliori condizioni possibili, specie nel siderurgico tarantino dove questi incidenti sono frequenti.

Ci auguriamo che l’indagine aperta dall’azienda porti all’individuazione della cause che hanno provocato la disgrazia e che, nella ricostruzione della dinamica della vicenda, siano comprese le eventuali criticità per impedire che in futuro si ripetano tali incidenti.

Siamo vicini alla famiglia di Alessandro e auguriamo al nostro concittadino di vincere questa difficile battaglia.


Il comunicato di Rifondazione

Basta incidenti sul lavoro! Le Istituzioni intervengano!

Ancora un incidente sul lavoro in Ilva. Esprimiamo la nostra vicinanza al giovane operaio colpito e alla sua famiglia. Ribadiamo, inoltre, la nostra preoccupazione sulla frequenza sempre più serrata di episodi infortunistici nello stabilimento siderurgico di Taranto. Un paese incapace di garantire la sicurezza alla gente che lavora, non è un paese civile. Chiediamo alle istituzioni e alla magistratura di accertare se la dinamica di questo ennesimo infortunio è data dalla riduzione e/o inosservanza delle misure di prevenzione o dall’omissione dei dispositivi di protezione e sicurezza vigenti.

Il Partito della Rifondazione Comunista di Taranto chiede un maggiore impegno delle Istituzioni nel rilanciare la cultura della sicurezza e della prevenzione sui luoghi di lavoro, tematiche che sembrano essere uscite dal vocabolario di chi governa, e risultano troppo spesso ignorate da chi fa impresa. E' necessario che vengano aumentati i controlli per la sicurezza, ripristinate le sanzioni nei confronti di datori di lavoro, dirigenti e preposti (dimezzate dal Dlgs 106/09), che vengano aumentate le pene per responsabili delle morti sul lavoro. E' ora di dire basta! A chi dice che è impossibile eliminare il rischio di infortuni sul lavoro rispondiamo che è obbligo delle aziende mettere in condizione di sicurezza i propri dipendenti, anche se ciò comporta un rincaro dei costi. La logica del profitto, che fa arricchire i datori di lavoro, ha un costo salato per la nostra gente: nessuna vita umana deve essere messa a repentaglio. Uno Stato che non fa tutto il possibile per evitare la fine dei propri cittadini, martiri del lavoro, ha poco diritto a definirsi civile.



Partito della Rifondazione Comunista
Federazione di Taranto

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