La Cape de firr
Segni particolari: altezza 128 cm. base circolare 38 cm, forma
conica, corredata di appello e vaschetta di recupero delle acque, totalmente in
ghisa, rubinetto a getto intermittente con meccanismo interno in ottone, frutto
dell'ingegno degli uomini che hanno fatto l'Acquedotto Pugliese, ancora oggi a
produzione artigianale. Parliamo del simbolo dell'Acquedotto Pugliese, la
storica fontanina che tante piazze della Puglia e del meridione
conoscono e che ha portato la prima acqua salubre pubblica in Puglia e che,
ancora oggi, rappresenta l'icona indiscussa di questa epocale conquista sociale
Una storia che ha inizio nel lontano 1902, con la legge
per la costruzione e l'esercizio dell'Acquedotto Pugliese in cui si dispone che
"il Consorzio dovrà costruire a sue spese in ciascun comune, in numero
proporzionato agli abitanti, fontanine gratuite pel pubblico, restando in
facoltà del comune di disciplinarne
l'uso, ed a suo carico il pagamento dell'acqua". Il regolamento e il capitolato
per la costruzione e l'esercizio dell'Acquedotto Pugliese, approvato con Regio
decreto nel 1904, ne disciplina la
installazione, "in ragione di una per ogni 2500 abitanti nei grossi centri
che ne contano più di 20 mila, una per ogni 1500 nei comuni di popolazione
compresa tra i 10 e 20 mila abitanti, ed infine una per ogni 1000 abitanti o
meno nei centri minori".
"Ogni fontanina - si legge ancora nel regolamento - non
dovrà erogare meno di 25 metri cubi d'acqua al giorno e sarà a luce tassata, mediante
apposito rubinetto idrometrico, e l'acqua dovrà dai comuni essere pagata al prezzo di 0,20 lire".
Nel 1914, trova attuazione il dettato normativo sulle fontanine e
viene stabilito il tipo che oggi conosciamo. Nel corso degli anni si
moltiplicano le storie ed i poemi in rima sulla fontanina. Una letteratura
popolare, il più delle volte in dialetto ("all'acqua, all'acqua, alla
fendana nova, ci non tene la zita - leggasi fidanzata - se la trova"
recita ad esempio una filastrocca anonima risalente agli anni '20) che
testimonia l'affetto incondizionato che le popolazioni pugliesi riservano a
questo semplice strumento di vita.
Una storia
affascinante che ha sedotto finanche l'architetto di fama internazionale Renzo
Piano che, per la realizzazione del nuovo santuario dedicato a Padre Pio in San
Giovanni Rotondo, ha espressamente richiesto l'installazione di una batteria di
6 fontane dell'Acquedotto Pugliese a corona dell'atrio d'ingresso della chiesa.


Commenti
Posta un commento
Commenti non moderati comportarsi civilmente