Liviano incontra i suoi elettori, non è una vittoria singola, ma di tutti noi #diamocidelnoi

Liviano ci accoglie come un gentiluomo, non è avvezzo a fare polemica, lo dirà dopo, quando inevitabilmente il discorso ricadrà sull`amministrazione Stefano, a proposito dell`avanzo di bilancio che non si destina all`università ionica  che sta in cattive acque: "..non si tratta di un azienda in attivo se non si investe in attività di servizio che cosa rappresenta lente locale?"

E' un passo della conferenza,  mi piace partire da qui per far conoscere il personaggio. Liviano parla con voce bassa, articolando in basso le mani e guardando intorno senza imporre lo sguardo. Colpisce il suo voler ribadire il concetto di squadra, con gli elettori: "non è l`elezione di uno, ma di tutti.   Ora è davvero chiaro quel diamoci del noi, che campeggia nei manifesti". La scommessa è valorizzare i saperi, le competenze, per ragionare in grande, per andare oltre il singolo.

Detto cosi il progetto di Liviano è chiaro, lineare, intrigante. Mette in moto un meccanismo di partecipazione  davvero inedito. Se i 50 consiglieri, e quelli di M5S lo vogliono garantire, ma non sappiamo ancora come, fossero tutti così, sarebbero milioni i cittadini a governare le regioni.

Non ci sono temi, ma solo suggestioni; del resto siamo ancora in attesa di un assessorato. Svicola su una domanda sull`ambiente. Ma conferma se questo fosse l'impegno ci sarebbe un incontro preliminare sul territorio. Anche se un assessore deve guardare alla Puglia. E allora ci dovrebbe essere un giudizio sulla gestione Vendola, a parole e in poesia molto eco, di fatto molto libero. Ma questo è un discorso che si dovrà rimandare. La domanda che avrei fatto, io se non dovessi scappare per l'appuntamento settimanale all'ANT. Perché Taranto, me lo hanno detto all'Istituto Nazionale Oncologico di Roma, è anche questo viatico.

Andare oltre l'Ilva, dice Liviano, con un gioco di squadra, raccogliere le differenze per convergere su comuni obiettivi, puntare alla felicità, alle cose più vicine ai bisogni della gente. Passaggi concreti, sperimentati nei forum, con approfondimenti necessari e opportuni. Da descrivere in seguito. Ora sono i ringraziamenti

Ma di fronte a questo cosa fa la politica?

Ho ascoltato Capriulo - e purtroppo non Venneri -, gli altri due consiglieri comunali che con Liviano hanno fatto da anni gruppo consiliare. Diceva che gli hanno chiesto di restare al Comune creando il feeling con la Regione. Un rapporto inedito - dice il già più che onorevole Angelici - in riferimento al ruolo della Regione nel territorio, da anni perso nei personalismi, nelle poltrone dei singoli e lontani dagli elettori.  Angelici, come lo scrivente, ha visto nascere le regioni, che ora qualcuno vorrebbe eliminare come le province. La storia degli slip verdi fa condivisione e opinione. Invece l'idea del #diamocidelnoi  è ritorno alle origini quando le leggi regionali si discutevano davvero nel territorio, quando tra i consiglieri c'era il compianto Dilonardo, tra i fondatori della Regione Puglia.

Che dire, in questo momento in cui l'attenzione sarà su Emiliano, riversando su di lui la preoccupazione di un astensionismo dilagante - a Taranto il 58% non è andato a votare - con la solita diceria che governa il 43% della metà degli elettori, come se in "non votanti" fossero talmente determinanti per la legittimazione, chi si occuperà di Taranto è l'unico consigliere della città, quel Liviano che a Emiliano hanno denigrato "... ti sei fissato con lui".

Che, nel mondo vicino o meno al sindaco, o al partito democratico, vedono come una sorta di alieno fra noi, ovviamente con messaggi anche diretti allo scrivente. In tutta sincerità l'approccio da tempo ci è apparso buono, il fatto di valorizzare i progetti per la città, e per la Puglia, ci sembra sul serio una novità, un buon inizio. Nel cinguettio di Twitter gli ho scritto in bocca al lupo e Dio salvi te e il lupo, e lo confermo in questo articolo, scritto qui, perché il giornale è ancora in manutenzione dopo l'attacco dell'Isis.

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