" L'ultimo segreto di Mussolini ".La complicità del governo italiano nella nascita della Rsi
Una
nuova verità storica nel libro " L'ultimo segreto di Mussolini " di Vincenzo Di
Michele
Nel
giorno della festa della Repubblica, a distanza di più di settant'anni, quanti
segreti mantenuti ancora in ombra sulla complicità del governo italiano nella
nascita della R.S.I.! L' 8
settembre del 1943 l’Italia annunciò l’armistizio con le Forze Alleate. C’era
però un altro tavolo, quello non ufficiale, dove il governo Badoglio
continuò a collaborare con il vecchio amico tedesco. Tra ricatti, ostaggi,
minacce e sotterfugi, l’illustre prigioniero Mussolini veniva così
sottratto agli Alleati e consegnato ai tedeschi il 12 settembre a Campo
Imperatore.
In
una dichiarazione scritta rilasciata a Vincenzo Di Michele
- autore della novità editoriale "L'ultimo segreto di
Mussolini" - l’agente Nelio Pannuti, addetto alla sorveglianza
personale di Mussolini al Gran Sasso, affermò che quell’incursione dei
tedeschi “sembrava proprio un’azione concordata, tant’è che, una volta
liberato il Duce, ci fu un momento conviviale tra soldati italiani e tedeschi
nella sala dello stesso albergo, tutti con le armi in spalla
pacificamente”.
Per
non parlare del riaggiustamento storico nella cronologia dei fatti. Il
comandante dei carabinieri al Gran Sasso Alberto Faiola fu pure
encomiato, quando al contrario questi non solo non predispose alcuna misura
cautelativa, ma venne anche meno ai suoi doveri invitando alcuni suoi amici
proprio in quei giorni all’albergo di Campo Imperatore.
Una
nuova verità storica con inediti e nuove testimonianze. Si trattò di un accordo
tra il governo Badoglio e i tedeschi e la vicenda è raccontata sin dagli inizi
grazie anche alla testimonianza – sconosciuta a molti – di Karl Radl,
l’aiutante di colui che erroneamente è stato sempre considerato il vero artefice
dell’“Operazione Quercia”: il capitano Otto Skorzeny.

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