Narcissus me: perché leggere un libro autopubblicato? La parola ai nostri autori

Agli occhi del lettore un libro autopubblicato merita pari dignità e opportunità di un libro pubblicato da un editore. Non sempre self equivale a scarsa qualità.
Sei d’accordo? Spiega ai lettori le tue ragioni!
Ricordate? È a partire da questo invito che, qualche settimana fa, abbiamo lanciato l’iniziativa “Narcissus per #ilmaggiodeilibri (e oltre)“, cercando di coinvolgervi nel dare la vostra testimonianza a favore della lettura dei libri autopubblicati. Vi abbiamo chiesto di registrare un video e spiegare, in 90 secondi, perché un lettore dovrebbe leggere un libro indie.
Abbiamo ricevuto diversi contributi, frutto di esperienze con l’autopubblicazione disparate, ciascuno oltremodo significativo e interessante. Ciascuno frutto di autentico entusiasmo e voglia di mettersi in gioco, di realizzare un progetto, di diffondere un messaggio. Ve li riproponiamo tutti, cercando di metterne in risalto i passaggi più importanti, quelli che forse accomunano un po’ tutte le esperienze da autore/autrice indipendente; quelli che forse possono meglio motivare un approccio senza pregiudizi e resistenze a questo meraviglioso mondo che è la scrittura indipendente.

Perché i nostri autori consigliano di leggere autopubblicato?


Scegliere un libro autopubblicato equivale ad abbreviare le distanze, instaurando un rapporto vivo diretto con l’autore, al di là da ogni mediazione inevitabilmente dettata dal lavoro della casa editrice. Utilizzando una metafora, significa andare direttamente al produttore, un po’ come fa chi – alla ricerca di un prodotto genuino e di qualità – preferisce rivolgersi al contadino, piuttosto che andare al mercato.

Guarda il video di Federico Spadini, autore di Età privataLeggere un libro indie, significa andare alla fonte di un’esperienza autentica, espressione libera dell’autore, al di là dei vincoli che, altrimenti, gli sarebbero stati imposti dall’editoria tradizionale. Il self publishing, d’altra parte, mette a disposizione di chiunque abbia qualcosa da dire, gli strumenti per farlo, secondo un approccio aperto e democratico. Per questo, il lettore che legge un libro indipendente, potrà scoprire un contenuto “incontaminato”, così come l’autore l’aveva immaginato, appunto perché libero dai filtri dettati dal lavoro editoriale.


La lettura di un libro autopubblicato, cambia lo status stesso del lettoreche può contribuire in maniera diretta al successo o all’insuccesso del libro, ponendosi al vertice della selezione (non più fatta dall’editore). Selezione che, perché no, può equivalere alla scoperta di un nuovo e brillante talento.


L’autore indipendente è dipendente solo dai suoi lettori. […] Non alimenta la produzione come oggetto fisico […] è un artigiano che non risponde a logiche commerciali.  Guarda il video di Enrico Mattioli, autore La città senza uscita.


L’autopubblicazione è una cosa straordinaria […] cosa c’è di meglio della libertà? Non esiste una classificazione della scrittura che dipenda dalla modalità di pubblicazione […] la vera differenza è il contenuto. Guarda il video di Roberto De Giorgi, autore diCronache irriverenti tarantine.

Già: la differenza la fa il contenuto, purché sia di qualità. Non è detto, infatti, che un libro autoprodotto sia frutto di inesperienza o di scarsa cura. Autopubblicato non equivale a improvvisato. Molti, infatti, sono gli autori che investono concretamente nel loro progetto editoriale, impiegando delle risorse e coinvolgendo altri professionisti, allo scopo di ottenere un risultato di alto livello.


Dietro molti libri autopubblicati si nascondono degli importanti progetti di cui il libro è solo un piccolo tassello, utile però alla realizzazione di qualcosa di più grande: acquistare un libro autopubblicato spesso equivale solo a contribuire a un risultato commerciale.


La qualità di un libro autopubblicato non è minore rispetto a quello che viene pubblicato tramite una casa editrice tradizionale: l’autopubblicazione è estremamente democratica […]. Narcissus mi ricorda la più grande biblioteca del mondo antico, quella d’Alessandria d’Egitto, dove venivano conservati rotoli provenienti da tutto il mondo allora conosciuto. Non esistevano case editrici e non esistevano censureGuarda il video di Sante Biello, autore di diversi ebook tra cui L’a-Dio e La Scienza.

L’autopubblicazione può rappresentare un vantaggio solo per i lettori di generi fiction? Certo che no. A giovarne può essere anche il lettore dilibri scientifici o saggistica e, in generale, tutti quei contenuti passibili di aggiornamento costante (es. ultimi risultati di una ricerca); unaggiornamento, in questo caso, non soggetto ai tempi e ai costi di gestione che, diversamente, riguarderebbero il lavoro di riedizione curato da una casa editrice. Autopubblicare significa portare i contenuti là dove servono, metterli a disposizione di tutti, senza vincoli di prezzo o distribuzione.

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