Taranto - Fossi in te io insisterei al ciclo “Il profumo di un libro”
Mercoledì
17 giugno, CasArcobaleno,
la prima sul territorio ionico, con ingresso in Vico Greco, all’interno degli
spazi del Laboratorio Urbano Cantiere Maggese, nel cuore del centro
storico, alle ore 20.00 ospita il nuovo appuntamento del ciclo “Il
profumo di un libro”, nell’ambito del quale l’attore e scrittore Luigi
Pignatelli darà lettura delle pagine più significative dell’opera edita “Fossi
in te io insisterei. Lettera
a mio padre sulla vita ancora da vivere” di
Carlo Giuseppe Gabardini, edito da Mondadori.
Gabardini
ritorna a parlare di amore, solitudine, omosessualità, senso della vita, in un
libro che è una franca e coraggiosa lettera al padre, scomparso qualche anno fa,
a cui lui era legatissimo. Stimato avvocato milanese, uomo di altri tempi, dai
sani ma rigidi principi morali, un padre affettuoso ma forse “impegnativo”, con
la memoria del quale Carlo prova oggi a fare i conti, per fare i conti con se
stesso. E riprendere in mano la sua vita.
“Ciao
papà, non so se ti spedirò mai questa lettera, ma intanto la scrivo. Ti devo
dire delle cose perché qua la vita si fa complessa ed è sempre più difficile
capire, restare lucidi, trovare un senso, interrogarsi sulla felicità.” Inizia
così la lettera di Carlo G. Gabardini al padre. Una lettera che è il dialogo a
lungo rimandato fra un figlio diventato adulto e un padre troppo esemplare e
troppo amato a cui, chi scrive, deve dire addio per affrontare la vita ancora da
vivere. Alternando ciò che è stato e ciò che è, Gabardini dà voce ad un romanzo
famigliare, che prende avvio nella Milano degli anni Settanta-Ottanta in un
appartamento nel quale i protagonisti – un padre, una madre e cinque figli, fra
maschi e femmine – consumano cene politicamente scorrette, si confrontano e si
contano per scegliere la nuova auto da acquistare o il luogo dove trascorrere
uno specialissimo compleanno, giocano partite di Trivial Pursuit, si danno
appuntamento in cucina per tè notturni, che diventano il momento più atteso e
più intimo della loro quotidianità.
“Fossi
in te io insisterei” è un racconto intimo e coraggioso, ironico e struggente, in
cui è impossibile non riconoscersi perché, come scrive Gabardini, “il coming-out
non è un’esclusiva degli omosessuali, ma di tutti. Perché “venir fuori”,
mostrarsi per chi si è realmente, urlare cosa si desidera per la propria
esistenza, non concerne solo la sfera sessuale, riguarda il nostro senso di
stare al mondo. Ognuno
di noi deve trovare il coraggio di prendere la propria vita in mano e insistere
nel viverla: «Insistere è un buon termine, perché non contiene la
certezza di farcela, perché pone l’accento sul cammino e non sulla meta, la
quale all’improvviso diviene meno indispensabile, dunque più
raggiungibile».
In
chiusura dell’incontro, gli allievi del laboratorio di arti sceniche tenuto da
Pignatelli (tra cui migranti fuggiti da paesi in cui l’omosessualità è reato), a
grande richiesta, riproporranno la performance di teatro sociale “Coming
Out”. Tra monologhi, letture, scambi di ruolo e
flussi di coscienza, gli interpreti portano in scena l’orgoglio delle proprie
peculiarità e la messa in discussione di pregiudizi, archetipi e stereotipi. Il
teatro incontra il sociale, tra i quadri della performance, che sviluppa il tema
della diversabilità, della violenza di genere, dell’insanità mentale,
delle discriminazioni razziali e dei
pregiudizi legati alla sfera dell’identità di genere e dell’orientamento
sessuale. Verrà, inoltre, proiettato il
video “Spot contro l’omofobia”, realizzato da Martina Manca, Federico Paolini, Giacomo
Volpe, coordinatori di Hermes Academy
Onlus – Roma, ed interpretato da Raffaello Nencioli, Francesco Petrelli, Daniele Scavo,
Amanda Kajam, Valerio Paradiso, Romina Alba, Sara
Oddo.
La
partecipazione è libera e gratuita. È
necessario, però, prenotare al +39 346 622
6998.

Commenti
Posta un commento
Commenti non moderati comportarsi civilmente