Taranto - Piero Bitetti (Pd) - La classe dirigente ci metta la faccia, basta piangere i morti
Riceviamo e pubblichiamo
Sono tanti,
ormai troppi, i problemi irrisolti con cui dobbiamo fare i conti. Il senso di
impotenza si fa largo interrogando le nostre coscienze di uomini e di
amministratori pubblici. Un giovane uomo – e non è il primo - che perde la vita
sul posto di lavoro rappresenta un fatto inaccettabile. Ma le parole, anche le
più sincere, rischiano di trasformarsi in vuota retorica e in questi casi
possono risultare quasi offensive.
Ma proprio
in questi momenti la classe dirigente deve metterci la faccia. Dobbiamo avere
il coraggio di dire che non possiamo più tollerare simili episodi. Perché nel
mentre si susseguono le analisi politiche sul voto delle Regionali, Taranto e
la sua provincia continuano a piangere i loro morti e a perdere posti di lavoro.
Un numero
indefinito di vertenze si abbatte sul già povero e fragile tessuto sociale ed
economico della nostra comunità: dalla portualità agli ipermercati, dal destino
delle società a partecipazione pubblica ai call center, non c’è settore che non
venga in qualche modo colpito dalla crisi o da scelte manageriali alquanto
discutibili e che come tali andrebbero fortemente contrastate.
La politica
- dai più alti livelli istituzionali fino alle amministrazioni locali - finisce
sul banco degli imputati con la duplice accusa di non essere in grado, da un
lato, di difendere l’occupazione e, dall’altro, di non riuscire a dare risposte
concrete al bisogno di futuro dell’area tarantina.
Siccome
abbiamo il dovere di parlare il linguaggio della verità, è giusto rilevare che
tali osservazioni non sono prive di fondamento. La politica ha le sue
responsabilità.
Ma proprio
in questi frangenti occorre parlarsi, rimettersi in gioco, fare autocritica.
Facciamolo tutti quanti, perché serve e servirà alla causa comune. Per altro
verso sarebbe però sbagliato consegnarci alla logica del disfattismo che nulla
risolve, come la storia ci insegna.
Da parte
mia, avverto forte il dovere di fare di più e meglio per la mia città. Ma
l’impegno dei singoli, al di là dei nostri eventuali meriti, non basta.
L’individualismo è uno dei mali della nostra terra, riconoscerlo è il primo
passo per provare ad inaugurare una nuova stagione politica. Taranto non ha
bisogno di eroi o salvatori della patria poiché coloro che come tali sono stati
definiti o presentati all’opinione pubblica, hanno miseramente fallito; Taranto
ha invece bisogno dell’apporto appassionato delle sue energie migliori. Risorse
e intelligenze non mancano, quel che manca è un sano protagonismo delle forze
sociali, economiche e del mondo associativo.
Chi ha
voglia di misurarsi con la sfida dei problemi collettivi ci dia una mano, provi
ad interloquire con le Amministrazioni civiche, formuli nuove proposte da
mettere sul tavolo per avviare una discussione franca, trasparente e senza
pregiudizi.
La comunità
ionica è sempre apparsa divisa e litigiosa. È il momento di riscoprire quello
spirito unitario senza il quale qualunque obiettivo diventa irraggiungibile.
Piero Bitetti consigliere comunale

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