Taras in Movimento chiede l'attuazione del regolamento comunale sul Piano delle Antenne
Il 4 giugno scorso, nella sala consiliare di Palazzo di
Città, si è tenuto un incontro per discutere del piano annuale di installazione
o modifica degli impianti di Telefonia Mobile, uno strumento che le società di
gestione sono tenute a presentare ogni anno entro il 31 marzo e che il Comune,
per coinvolgere la cittadinanza di Taranto, ha pubblicato sull' Albo pretorio .
E' da sottolineare, purtroppo, l'assenza ingiustificabile
all'incontro, oltre che della maggior parte dei gestori di telefonia mobile ad
esclusione di Wind, quella di ARPA Puglia, soggetto deputato ad effettuare le
rilevazioni.
Presenti
in buon numero invece le associazioni e i comitati di cittadini, tra cui il
gruppo Taras in Movimento, intervenuti per offrire utili indicazioni e
sottolineare il mancato rispetto di alcuni punti del Regolamento Comunale sul
piano delle antenne.
In primis è stata fatta notare la violazione dell'art. 5 del
predetto regolamento, che prevede il coinvolgimento del pubblico nei processi
decisionali in campo ambientale (secondo quanto disposto dalla Convenzione di
Aarhus), attraverso una comunicazione capillare e plurimodale, non solo dunque
attraverso la pubblicazione sull'Albo pretorio.
E ciò per garantire una efficace informazione e
partecipazione dei cittadini destinatari, al fine di condividere il servizio
offerto dalle società di gestione e, allo stesso tempo, di contemperare
l'interesse collettivo per l'esposizione a campi elettromagnetici dannosi per
la salute, i cui effetti andrebbero a sommarsi a quelli già molto critici
legati alle emissioni delle altre fonti di inquinamento presenti sul nostro
territorio.
E' stato, a tal proposito,
riportato l'esempio di alcuni Comuni virtuosi, come il Comune di Bari, il cui
piano delle antenne è redatto non dai gestori di telefonia, ma dal Comune
stesso, attraverso uno studio tecnico approfondito che individua i siti più
idonei nel rispetto della salute degli abitanti.
Non è poi stato sciolto il
dubbio su chi, tra Arpa e Comune di Taranto, debba garantire la consultazione
via web dell'intera mappa delle installazioni di impianti per la telefonia
mobile con relative emissioni, le schede tecniche delle antenne, la
documentazione autorizzativa e l'elenco aggiornato a scadenza triennale dei
siti "pubblici" sui quali, in accordo con i gestori, è preferibile
installare nuovi impianti ed eventualmente delocalizzare quelli già esistenti.
Si è rilevata, poi, anche la violazione dell'art. 3 del
regolamento, dato che le cinque società di telefonia mobile richiedenti hanno
omesso di presentare la relazione tecnica che dovrebbe riportare contenuti ed
obiettivi dello sviluppo della rete a firma di un tecnico qualificato.
Ed infatti, le
osservazioni delle associazioni presenti, hanno evidenziato l'importanza del
ruolo del responsabile dell'Ufficio Antenne che dovrebbe essere rivestito da un
tecnico, un ingegnere che abbia esperienza e competenza sui campi
elettromagnetici, anche se sarebbe altresì auspicabile la costituzione di
un'equipe di tecnici esperti nella rilevazione elettromagnetica, tra l'altro
prevista dal Regolamento Comunale, che sia da supporto al Responsabile
dell'Ufficio Antenne.
Tra le altre proposte avanzate
dalle associazioni e comitati di cittadini presenti, vi è stata quella di
coinvolgere l'amministrazione comunale nella scelta dei siti di prossima
installazione, privilegiando le aree e gli edifici pubblici lontani da zone
sensibili come scuole e strutture socio-sanitarie e siti densamente abitati
perchè le scelte di una buona amministrazione devono essere innanzitutto
orientate alla tutela della salute dei cittadini nonchè alla salvaguardia del
paesaggio; secondo il suggerimento di una delle associazioni le antenne
potrebbero essere installata nei pressi dei campi di calcio, di arene o stadi
poichè siti lontani dalle abitazioni e quindi frequentati in misura minore.
Si è inoltre invitata
l'amministrazione a farsi carico del monitoraggio costante delle emissioni elettromagnetiche
che non devono oltrepassare i limiti imposti da leggi nazionali e regionali,
limite massimo di 6 volt /metro e max due impianti sullo stesso sito, evitando
così il superamento della soglia di rispetto.
Detti controlli
potrebbero essere finanziati con gli eventuali introiti provenienti dai canoni
di affitto versati al Comune dalle compagnie telefoniche.
Queste indicazioni
potrebbero aiutare il Comune ad evitare la proliferazione selvaggia sul nostro
territorio di impianti di antenne telefoniche da parte dei gestori che
ovviamente perseguono interessi legati a profitti aziendali, trascurando
l'interesse della collettività.

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