Bologna 2 agosto 1980 ore 10,25

 

Appello delle organizzazioni, associazioni e realtà della società civile di Bologna

Mentre ci apprestiamo a celebrare l’anniversario della strage fascista del 2 agosto 1980, appuntamento imprescindibile del calendario civile antifascista, è importante ricordare che cosa quella strage abbia significato per ciascuno di noi.

Memoria e responsabilità civile

Bologna è da sempre uno snodo fondamentale tra Nord e Sud. Dalla stazione di Bologna Centrale transitano ogni giorno circa 700-800 treni, con una media di quasi 160.000 passeggeri.

Un ricordo personale

Quarantasei anni fa ero un giovane animatore impegnato negli scambi internazionali. Partii da Taranto con un gruppo di adolescenti diretto a Bologna, dove avremmo preso il treno per Praga, allora ancora in Cecoslovacchia.

Arrivammo alle prime luci dell’alba e restammo nella sala d’aspetto per quasi due ore, in attesa della coincidenza. Ricordo quella sala gremita: c’era chi dormiva con la valigia sotto la testa e chi, seduto con i gomiti sulle ginocchia, fissava il pavimento.

È solo un’immagine, ma noi lasciammo quella sala due ore prima della strage. Non vi dico le ambasciate, la questura che ci accolse a Praga e le telefonate da fare ai nostri cari a Taranto.

La risposta democratica di Bologna

Come 46 anni fa, Bologna — medaglia d’oro alla Resistenza e medaglia d’oro al valor civile — continua ad affermare il proprio impegno civile e la sua straordinaria vocazione democratica, riempiendo le piazze.

Quando c’è bisogno, Bologna risponde e sa farlo al meglio, trasformando la città in un autentico presidio di resistenza democratica e antifascista.

Verità, giustizia e rifiuto dell’odio

Ancora una volta siamo chiamati a ribadire i nostri valori, gli stessi sanciti dalla Costituzione, dopo un gravissimo episodio che ha provocato la morte di un uomo. Auspichiamo che siano accertate verità e giustizia, come chiedono la famiglia di Abderrahim Fakir e tutta la Bologna democratica, respingendo odio e vendetta.

Consideriamo del tutto strumentali, e al limite dello sciacallaggio, gli attacchi rivolti all’amministrazione comunale, così come le ricostruzioni diffuse sui social sulla vita di Abderrahim Fakir.

Diritto alla mobilitazione democratica

Rivendichiamo il diritto alla mobilitazione democratica, anche attraverso la cancellazione dei decreti sicurezza. A chi pensa di poter condizionare lo Stato di diritto con fantomatiche istruttorie, il cui unico obiettivo è limitare la libertà di manifestare e l’azione delle istituzioni democratiche, ribadiamo ancora una volta che Bologna resisterà un minuto in più.

Adesioni

ANPI, CGIL, ARCI, ANED, ANPPIA, ASGI, Associazione dei Parenti delle Vittime della Strage di Ustica, Associazione tra i Familiari delle Vittime della Strage della Stazione di Bologna del 2 Agosto 1980, Associazione per una Sanità del Servizio Pubblico, AUSER, Casa delle Donne, Cassero LGBTQIA+ Center, Comitato per la difesa della libertà e della democrazia in Iran, Comma 2 – Lavoro è dignità, Comunità maliana di Bologna – Yeredemeton, Cucine Popolari, Donne per Nasrin, Famiglie Accoglienti Aps, Federconsumatori, Gruppo di Bologna Emergency, Gruppo Salvagente Bologna, Il Manifesto in Rete, Legambiente, Libera, Libertà era restare, Mediterranea, Percorsi di Pace Casalecchio, Period Think Tank, Piazza Grande, Portico della Pace, Rete degli Studenti Medi, Rete Sulla Stessa Barca, Salvaciclisti, SOS Donna, SUNIA, UDI, UDU – Unione degli Universitari

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