C’è una penisola…



Nel continente europeo c’è una penisola, liberata e fasci-nata da una ducetta che striscia verso il più alto dei sette colli a guardia di una repubblica felice e distratta, nel cuore di una democrazia che viene polverizzata e colonizzata dalla sfera dei Maga che fanno soldi a palate… con licenze illimitate.

Nel continente europeo c’è una penisola, dove i segni infiniti di un dominio imperiale lasciano i riflettori sempre accesi sulla spesa pubblica, sulle famiglie e sulla patria che non sente le onde cristalline della pace, infranta e sotto-messa nel porto d’armi sicuro e negli alti e bassi fondi perduti… senza controllo.

Nel continente europeo c’è una penisola che non sanziona, rimane divisa e ingolfata negli stretti vicoli della diplomazia  dis-abilitata nel parlare, nell’agire e nell’amare e non riesce a pre-vedere tempi migliori e produce parole a braccio teso per la resa dei conti… tutti aperti e mai chiusi.

Nel continente europeo c’è una penisola, dove gli sciacalli delle alte sfere sono pronti a ri-creare nuovi anni di piombo e a sirene spiegate si passa dalla vita alla morte e si attende una nuova raccolta di rifiuti umani tra i re-migranti “comunisti” per tutti i frutti di stagione, per un lavoro nero e per un silenzio stampa… coatto.

Nel continente europeo c’è una penisola, liberata e fasci-nata da una ducetta che striscia verso il più alto dei sette colli a guardia di una repubblica felice e distratta, nel cuore di una democrazia che viene polverizzata e colonizzata dalla sfera dei Maga che fanno soldi a palate… con licenze illimitate.

Nel continente europeo c’è una penisola, dove i segni infiniti di un dominio imperiale lasciano i riflettori sempre accesi sulla spesa pubblica, sulle famiglie e sulla patria che non sente le onde cristalline della pace, infranta e sotto-messa nel porto d’armi sicuro e negli alti e bassi fondi perduti… senza controllo.

Nel continente europeo c’è una penisola che non sanziona, rimane divisa e ingolfata negli stretti vicoli della diplomazia  dis-abilitata nel parlare, nell’agire e nell’amare e non riesce a pre-vedere tempi migliori e produce parole a braccio teso per la resa dei conti… tutti aperti e mai chiusi.

Nel continente europeo c’è una penisola, dove gli sciacalli delle alte sfere sono pronti a ri-creare nuovi anni di piombo e a sirene spiegate si passa dalla vita alla morte e si attende una nuova raccolta di rifiuti umani tra i re-migranti “comunisti” per tutti i frutti di stagione, per un lavoro nero e per un silenzio stampa… coatto.

Docente nelle scuole secondarie di primo e secondo grado dal 1965 al 2004, ha sempre curato con gli studenti progetti dal basso: per 10 anni tra i baraccati di Palermo, nelle lotte per l’acqua pubblica, nel teatro d’avanguardia, a tutela dell’ambiente e contro la mafia, il razzismo, la violenza di genere e le guerre. Ha al suo attivo ricerche storiografiche e pubblicazioni sui Fasci Siciliani, sulle migrazioni, sulle stragi di Stato e su Danilo Dolci, articoli e raccolte di poesie. È segretario dell’Associazione Peppino Impastato.

 


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