La Villa dei Marchesi Paulucci di Calboli

 "La Villa dei Marchesi Paulucci di Calboli, Residenza d’Italia a Berna”, il nuovo libro dell’Ambasciatore Gaetano Cortese 

Fresco di stampa il nuovo libro dell’Ambasciatore Gaetano Cortese, pubblicato per la Collana dedicata alle Ambasciate e Residenze italiane nel mondo. Il prezioso volume "La Villa dei Marchesi Paulucci di Calboli, Residenza d’Italia a Berna” celebra il 165° anniversario dell’Unità d’Italia e delle relazioni diplomatiche tra l’Italia e la Confederazione Svizzera e nell’80° anniversario della Repubblica Italiana. 

La pubblicazione, oltre a ripercorrere la storia della Residenza sotto il profilo architettonico, artistico e diplomatico, ricostruisce la storia delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi riportando le visite di Stato e ufficiali dei Presidenti della Confederazione Elvetica in Italia e dei Presidenti della Repubblica Italiana in Svizzera assieme alle missioni dei Rappresentanti diplomatici italiani in Svizzera e dei Rappresentanti diplomatici della Confederazione in Italia.

Il libro si apre con la prefazione del Vice Presidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale On. Antonio Tajani e del Consigliere Federale e Capo del Dipartimento Affari Esteri Ignazio Cassis, seguiti dagli interventi dell’Ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado e dell’Ambasciatore della Confederazione Svizzera in Italia, Roberto Balzaretti.

 Il volume contiene inoltre un contributo dell’Ambasciatore e Consigliere di Stato Rocco Cangelosi su "Svizzera e Unione Europea: un equilibrio delicato tra autonomia ed integrazione” e si avvale di uno scritto dell’architetto Ketty Migliaccio dal titolo “Raniero e Giacomo Paulucci di Calboli protagonisti di un felice connubio tra Diplomazia, Architettura e Natura”.

La Residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Berna apparteneva alla famiglia dei Marchesi Paulucci di Calboli che vi dimorò fino agli inizi del 1900. Dal 1913 al 1919 fu la Residenza dell’Ambasciatore Raniero Paulucci di Calboli. Una lapide, posta sulla facciata del Palazzo, ricorda la medaglia d’oro Fulcieri, figlio dell’Ambasciatore volontario nella Prima Guerra Mondiale. La Marchesa Eugenia Virginia cedette allo Stato Italiano la Villa con relativa dependance e giardino per una superficie totale di 5.300 metri quadrati. Lo Stato Italiano acquistò la proprietà per 450.000 franchi svizzeri, con atto del 4 febbraio 1920 presso il notaio Frutiger di Berna. La registrazione dell’atto notarile presso il catasto della città di Berna porta la data del 3 aprile 1920.

L’intera proprietà consta di due edifici demaniali, la Villa destinata alla Residenza sita sulla Elfenstrasse 10 e la Villa destinata alla Cancelleria sita sulla Elfenstrasse 14. Il casato dei Marchesi Paulucci di Calboli ha legato il proprio nome alla storia di Forlì, dove sono stati fin dalle loro origini proprietari terrieri molto importanti per l’estensione dei loro beni. Basta ricordare ancor oggi il Palazzo Paulucci di Calboli, nei pressi dell’Abbazia di San Mercuriale a Forlì, edificio che costituisce un importante esempio dell’architettura barocca, costruito agli inizi del Settecento all’epoca del cardinale Fabrizio Paulucci (1651-1726). 

L’Inviato straordinario e Ministro Plenipotenziario Raniero Paulucci di Calboli raggiunse la sede di Berna nel 1913, proveniente dalla Rappresentanza diplomatica italiana di Lisbona, dov’era stato inviato in qualità di Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario nel 1906. Dopo una permanenza di 6 anni in Svizzera, il 17 febbraio 2020 venne destinato con il grado di Ambasciatore a Tokyo e successi­vamente a Madrid, il 10 novembre 1922, dal Re d’Italia Vittorio Emanuele III. Nello stesso anno venne nominato Senatore del Regno. 

Dalla consorte Virginia Lazzari Tornielli ebbe due figli: Fulcieri, eroe della Prima Guerra Mondiale e deceduto senza eredi, e Camilla, la quale sposerà Giacomo Barone Russo, che assunse poi il cognome Paulucci di Calboli per non lasciar finire il cognome di una delle più antiche famiglie nobiliari italiane. Nato Giacomo Barone, usò il doppio cognome aggiungendo il cambio in Giacomo Paulucci di Calboli Barone nel 1924. 

Dopo una missione diplomatica in Giappone, dove esercitava le funzioni di Ambasciatore suo suocero Raniero Paulucci di Calboli, Capo della rappresentanza diplomatica italiana a Tokyo, rientrò in Italia per assumere nell’ottobre del 1922 l’incarico di capo di Gabinetto presso il Ministero degli Esteri del Governo Mussolini. In seguito venne inviato come Ambasciatore nelle sedi di Bruxelles, il 29 gennaio 1940, e subito dopo presso l’ambasciata d’Italia a Madrid, il 12 febbraio 1943, fino alla fine missione nell’otto­bre del 1944. 

Gaetano Cortese è stato, dal 2006 al 2009, Ambasciatore d’Italia nel Regno dei Paesi Bassi e Rappresentante Permanente d’Italia presso l’Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPAC) a L’Aja e Ambasciatore d’Italia nel Regno del Belgio dal 1999 al 2003. In precedenza aveva prestato servizio presso le sedi diplomatiche d’Italia di Zagabria, Berna, L’Avana, Washington e alla Rappresentanza Permanente d’Italia presso l’Unione Europea di Bruxelles, in qualità di Ministro Consigliere. Dal 1992 al 1999 ha ricoperto l’incarico di Consigliere aggiunto per l’Informazione e la Stampa del Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro

È autore di testi giuridici e di numerosi articoli di diritto comunitario e internazionale pubblicati quando a Parigi era Docteur de l’Université de Paris en Droit International nella Facoltà di Giurisprudenza della Sorbona con il Prof. Charles Rousseau e a Roma Assistente di Organizzazione Internazionale e di Diritto Internazionale alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi La Sapienza di Roma con il Prof. Riccardo Monaco. È inoltre di pubblicazioni sulle Rappresentanze diplomatiche italiane di Ankara, Berlino, Berna, Bruxelles, Bucarest, Dublino, Helsinki, Il Cairo, Istanbul, L’Aja, Lisbona, Madrid, New Delhi, Oslo, Stoccolma, Vienna e Washington, per la preziosa Collana dell’Editore Carlo Colombo di Roma. 

Gaetano Cortese ha conseguito nel 1964 la Laurea in Scienze Politiche all’Università “La Sapienza” di Roma e nel 1968 il Dottorato in Diritto Internazionale alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università “La Sorbona” (Docteur de l’Université de Paris) con il Prof. Charles Rousseau. Dopo aver assolto agli obblighi di leva, in qualità di Tenente di Complemento del Corpo Commissariato dell’Aeronautica Militare, è entrato nel 1969 nella carriera diplomatica, assegnato alla Direzione Generale per l’Emigrazione e gli Affari Sociali, alla Segreteria del Sottosegretario di Stato, alla Segreteria Generale e alla Direzione Generale per i Paesi delle Americhe, oltre i già citati incarichi nelle Rappresentanze diplomatiche italiane all’estero. 

Numerosi e prestigiosi i riconoscimenti che gli sono stati tributati, sia come Autore di preziose pubblicazioni sia alla Carriera quale insigne diplomatico. Nel 2016 il Circolo della Stampa di Milano ha conferito all'Ambasciatore Gaetano Cortese il Premio della Cultura quale riconoscimento per la realizzazione della prestigiosa Collana di libri dell'Editore Carlo Colombo di Roma. Nel 2018 il Presidente di Artecom (Accademia in Europa di Studi Superiori), Prof. Nicolò Giuseppe Brancato, gli ha conferito il Premio per la Cultura, con il titolo di “Accademico honoris causa”. Nel 2020 gli sono stati assegnati il Premio per la Valorizzazione del Patrimonio Librario Diplomatico Italiano “Premium International Florence Seven Stars”, a Firenze, e il Premio della Cultura “Poeta Ebbro di Colori”, in contemporanea con il Festival dei due Mondi a Spoleto. Nel 2022 gli è stato conferito a Firenze il Premio “Il Diplomatico dell’Anno”. 

Nel 2023 gli sono stati tributati a Roma, in Piazza Venezia, pressa la sede del Parlamento Europeo “European Area Davide Sassoli” il Premio “Books for Peace International Award”, per il contributo reso a favore della Cultura e della Pace; a Milano, dal Circolo della Stampa, il Premio “Libro dell’Anno 2023” per la pubblicazione dedicata alla Residenza dell’Ambasciatore d’Italia a Dublino “Lucan House”. Nel 2024 gli è stato conferito presso il Circolo degli Esteri, a Roma, il Premio “Federico II International Award”. Nel 2025 è stato insignito, presso l'Auditorium della Cultura Friulana a Gorizia - Capitale Europea della Cultura 2025, del Premio distintivo d’Eccellenza alla Carriera per la Diplomazia “Città del Galateo - Antonio de Ferraris”, XII Edizione. 

Goffredo Palmerini 

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