Messina (UDC) interviene sul taglio alla sanità tarantina

 

Messina (UDC): “non chiamatelo riequilibrio, è un taglio alla Sanità della Provincia di Taranto”

Intervento del consigliere UDC della Provincia di Taranto, Emiliano Messina.

 Ho avuto modo di leggere le recenti precisazioni formulate dalla Direzione strategica della ASL Taranto sulla riduzione del budget destinato alle attività aggiuntive necessarie per l’erogazione delle prestazioni sanitarie. Tali riduzioni vengono definite dalla stessa ASL come azioni finalizzate al riequilibrio economico e finanziario.

Credo però che sia arrivato il momento di smetterla di giocare con le parole e di prendere in giro i cittadini. Ridurre di ben 4 milioni di euro le risorse destinate alle attività aggiuntive non può essere banalmente definito un riequilibrio: è, a tutti gli effetti, un taglio ai fondi indispensabili per garantire le cure ai cittadini della provincia di Taranto.

Questa decurtazione, unita alla cronica carenza di personale sanitario, produrrà inevitabilmente conseguenze gravissime sulla qualità dell’assistenza e sul numero delle prestazioni erogabili. Sarà infatti sempre più difficile garantire la copertura dei turni all’interno dei reparti e dei servizi, con il conseguente ulteriore allungamento delle liste d’attesa.

A ciò si aggiunge il concreto rischio di compromettere la piena operatività di servizi e reparti, determinando la riduzione di alcune attività sanitarie e, nei casi più gravi, l’accorpamento o addirittura la chiusura di alcune strutture. Non si tratta di allarmismo né di fantasia: è uno scenario che il nostro territorio ha già conosciuto con la chiusura degli ospedali di Mottola e Massafra, con il ridimensionamento degli ospedali San Giuseppe Moscati e di Grottaglie e con la soppressione del secondo Pronto Soccorso di Taranto. Tutto questo in un territorio nel quale le condizioni di salute della popolazione sono già pesantemente condizionate dagli effetti dell’industria siderurgica.

Ho inoltre appreso che, nelle scorse ore, l’assessore regionale Donato Pentassuglia ha depositato presso il Ministero della Salute e il Ministero dell’Economia una bozza del Piano operativo 2026-2029, contenente le strategie che la Regione Puglia intende adottare per affrontare il deficit sanitario regionale, che supera i 350 milioni di euro.

Anche in questo caso non conosciamo il contenuto del documento né quali misure siano state ipotizzate per le strutture sanitarie della provincia di Taranto. Per questo ritengo indispensabile che la Regione Puglia apra immediatamente un confronto con tutte le istituzioni e con tutte le forze politiche del territorio, affinché le scelte che riguardano la sanità jonica siano condivise e trasparenti.

Taranto ha già pagato un prezzo altissimo nel corso degli anni ed è stata penalizzata sotto molti aspetti rispetto ad altre province pugliesi. I cittadini tarantini non possono essere considerati semplici numeri né essere chiamati ancora una volta a sopportare il peso di decisioni che incidono sul loro diritto alla salute.

Per tutte queste ragioni non accetteremo ulteriori scelte che possano impoverire ancora il nostro territorio e indebolire un sistema sanitario che ha invece bisogno di essere rafforzato, non smantellato. 

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