Il Siulm Marina non sottoscrive il contratto nazionale

 

Il SIULM Marina: No al rinnovo del Contratto 2025/2027 del Comparto Difesa Sicurezza! 

Si è svolto martedì 14 luglio 2026, presso il Dipartimento della Funzione Pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, l'incontro tecnico conclusivo tra le Associazioni Professionali a Carattere Sindacale tra Militari (APCSM) e i rappresentanti del Governo nell'ambito del confronto per il rinnovo del Contratto 2025-2027 del Comparto Difesa e Sicurezza.

Per il SIULM Marina ha partecipato il Coordinatore Nazionale Antonello Ciavarelli, che è intervenuto illustrando la posizione ufficiale dell'Organizzazione, così come deliberata dal Direttivo Nazionale del SIULM Marina; in tale occasione, in particolare, sono stati il Segretario Generale Nazionale, Antonio Malcangio, e il Segretario Generale Aggiunto, Ciro Ironico, a confermare con assoluta fermezza la decisione dell'Organizzazione di non sottoscrivere il rinnovo contrattuale alle condizioni attualmente proposte.

Nell’incontro il SIULM Marina ha ribadito che la scelta di non sottoscrivere il rinnovo contrattuale non è dettata da pregiudizi né da valutazioni di carattere politico, ma esclusivamente dalla volontà di tutelare gli interessi del personale militare e di rappresentarne con responsabilità le legittime aspettative.

Nel corso del confronto è stato evidenziato come, nei numerosi incontri svoltisi negli ultimi mesi, non sia mai emersa una concreta volontà di aprire una vera fase negoziale, capace di affrontare in maniera strutturale le principali criticità che interessano il personale del Comparto Difesa e Sicurezza.

Il SIULM Marina, insieme ad altre APCSM, ha costantemente richiesto un adeguato stanziamento di risorse economiche per consentire un reale recupero del potere d'acquisto, fortemente eroso dall'inflazione e dall'aumento del costo della vita. Le risorse previste nel rinnovo contrattuale risultano, tuttavia, ancora insufficienti e gli incrementi economici proposti sono stati giudicati del tutto inadeguati rispetto alle aspettative e alle esigenze del personale.

Tra le priorità indicate dal SIULM Marina vi è l'introduzione della previdenza dedicata, ritenuta ormai indispensabile per garantire ai militari un futuro previdenziale più equo e dignitoso. Su questo tema il Governo ha prospettato l'avvio di un tavolo di confronto entro novanta giorni dalla conclusione del rinnovo contrattuale, oltre all'impegno di affrontare successivamente la revisione della disciplina sulle agibilità sindacali delle APCSM.

Pur prendendo atto degli impegni assunti dall'Esecutivo, il SIULM Marina ha ribadito che semplici prospettive future non possono costituire una risposta concreta alle esigenze del personale. Rinviare il confronto sulla previdenza dedicata e sulle altre riforme strutturali a un momento successivo alla sottoscrizione del contratto significa chiedere ancora una volta ai militari un atto di fiducia senza offrire adeguate garanzie.

Il SIULM Marina, inoltre, ritiene  inaccettabile che il percorso annunciato possa concretamente prendere avvio, nella migliore delle ipotesi, soltanto tra l'autunno e l'inverno prossimi, quando il Paese sarà ormai proiettato verso la campagna elettorale che precederà le elezioni politiche previste nella primavera del 2027. In assenza di impegni formalizzati e immediatamente verificabili, tali prospettive non offrono sufficienti garanzie di effettiva realizzazione.

Per queste ragioni il SIULM Marina conferma il proprio NO alla sottoscrizione del Contratto 2025-2027, ritenendo che il testo proposto non garantisca un adeguato riconoscimento economico al personale né affronti le questioni strutturali più rilevanti per il comparto.

Il Siulm Marina continuerà a rappresentare con determinazione il diffuso malcontento del personale e a sostenere la necessità di aprire immediatamente il tavolo sulla previdenza dedicata, di reperire risorse economiche adeguate e di avviare una concreta stagione di riforme capace di valorizzare il personale del Comparto Difesa e Sicurezza.

Il SIULM Marina, infine, rinnova la propria disponibilità al confronto istituzionale, nella convinzione che il personale militare meriti risposte concrete, investimenti adeguati e riforme reali, non semplici impegni rinviati nel tempo.

 

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