Musica: i Capabrò vincono Il Premio Amnesty
Si chiude a Rovigo la 29ª edizione di “Voci per la Libertà – Una canzone per Amnesty”, con ospiti Murubutu, Dente, Francamente, Ibla, Magicaboola Brass Band e molti altri
I Capabrò hanno vinto
la 29a edizione del Premio Amnesty, sezione Emergenti, con il brano
“Lavorare fa schifo”, aggiudicandosi anche il Premio della giuria popolare,
nella serata finale del festival “Voci per la libertà – Una canzone per
Amnesty”.
A Esdra, con “Destà”, è andato il Premio della critica, mentre il Premio dello staff se lo sono aggiudicati i Marilyn, con “Arca di Noè”. In finale anche Tizio Bononcini, con “Uomo macho”, e Diletta Fosso, con “Bruciate tutto”.
La band vincitrice è
un classico trio rock – chitarra, basso, batteria - formato da Alessandro
Corvatta, Diego Brocani e Giorgio Pantaloni. Originari delle Marche, uniscono
energia scenica e ironia su temi sociali e quotidiani, come nel brano
vincitore. Queste le loro parole al momento della consegna del premio dalle
mani della presidente di Amnesty International Italia Alba Bonetti:
“Vincere questo premio
è per noi un orgoglio enorme. Oggi trovare luoghi e spazi di espressione veri è
purtroppo una cosa sempre più rara ed essere riconosciuti su un palco così
importante ha per noi un valore profondo. Dedichiamo questo premio a chi ogni
giorno si alza la mattina per andare a fare un lavoro che odia, a chi vive per
lavorare e non viceversa, a chi esce di casa per andare al lavoro e poi a casa
non ci torna più.”
La finale del contest
dedicato a canzoni sui diritti umani si è svolta in piazza Vittorio Emanuele II
a Rovigo domenica sera, quando in veste di ospiti sono saliti sul palco anche
Ibla e Murubutu & Moon Jazz Band - entrambi finalisti del Premio Amnesty
nella sezione Big.
La conduzione delle
serate era affidata a Savino Zaba (Rai), Manola
Borgato (Radio Kappa) e Carmen Formenton (Voci per la Libertà).
Il festival, che ha preso il via giovedì 23 luglio, ha visto alternarsi numerosi altri artisti, come Dente, Francamente, la Magicaboola Brass Band, Agnese Valle, Giovanni Segreti Bruno, Vincenzo Fasano e il progetto Love Bombing.
Accanto alle
esibizioni degli ospiti e degli otto semifinalisti della sezione Emergenti,
Rovigo si è animata con dibattiti, mostre e performance, trasformando la città
in un polo di riflessione e partecipazione. I temi hanno spaziato dalla
condizione carceraria italiana, al gender gap, dal compito del giornalismo nei
conflitti, al ruolo dell’artista fra la libertà di espressione e la scelta
di tacere, fino ai genocidi e al people power.
Il Premio Amnesty,
sezione Emergenti, è stato assegnato da una prestigiosa giuria che tra
semifinali e finale era composta da: Claudio Agostoni (Radio Popolare), Gio
Alajmo (critico musicale), Armida Bandoni (Amnesty International), Alba Bonetti
(Amnesty International), Davide Campanati (Spazio Musica), Francesco Carrubba
(Radio Latte e Miele), Marco Cavalieri (Radio Elettrica), Enrico Deregibus
(giornalista, operatore culturale), Aldo Foschini (Musica nelle Aie), Roberta
Giallo (Cantautrice), Michele Lionello (Voci per la libertà), Ivan Malfatto (Il
Gazzettino), Martina Manfrinati (Voci per la libertà), Samuele Massarenti
(Collettivo Desfemo), Silvia Mobili (Radio Capital), Gianluca Mura (Radio 41),
Federico Padovani (Amnesty International), Zoe Pia (Pedras et Sonus Jazz
Festival), Silva Rotelli (Take Action), Agnese Valle (cantautrice).
“Voci per la libertà –
Una canzone per Amnesty” è un’iniziativa dell’Associazione Voci per la libertà
APS.
Maggiori informazioni su: www.vociperlaliberta.it

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