Comandante Alfa un eroe e la sua vita in segreto

 


In singuli virtute aciei vis: La forza dello schieramento risiede nel valore di ciascuno, o meglio «Nella virtù del singolo trae la forza il gruppo».

Si tratta del motto del Gruppo d’Intervento Speciale dei Carabinieri GIS e sintetizza la centralità di ogni individuo e del suo valore nel determinare la forza dell’intero reparto. Richiama soprattutto i concetti di efficacia ed efficienza, responsabilità individuale, coesione, disciplina, dedizione e addestramento, tutti gli elementi fondamentali per garantire il raggiungimento degli obiettivi e il successo del gruppo.

Nel 1977 il carabiniere paracadutista, conosciuto con il soprannome di “Cigno”, fu scelto dal Battaglione paracadutisti “Tuscania”, insieme ad altri quattro militari, per costituire il primo nucleo del Gruppo di Intervento Speciale GIS, divenendo così uno dei cinque fondatori del reparto. In seguito assunse il nome operativo di “Alfa” e, come istruttore delle nuove generazioni, divenne per tutti il “Comandante Alfa”.

Ha raggiunto il grado di luogotenente dell’Arma dei Carabinieri, prendendo parte a missioni antiterrorismo, operazioni altamente rischiose e interventi per la liberazione di ostaggi. Fu tra i protagonisti dell’azione condotta nel supercarcere di Trani il 29 dicembre 1980, inizio operativo del GIS, divenne successivamente istruttore del reparto e, in seguito, dell’Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale.

Noto con il suo nome in codice “Comandante Alfa”, la sua identità è stata tenuta nascosta durante l’intera vita operativa, ma anche negli anni successivi al congedo. Dopo la sua morte, avvenuta il 19 luglio 2026 all’età di 75 anni, è stato pubblicamente identificato come il luogotenente Antonino Marzullo, nato il 28 febbraio 1951 a Castelvetrano, in provincia di Trapani. Anche se alcune fonti giornalistiche riportano il nome “Antonio”, “Antonino” è il nome presente nella Gazzetta Ufficiale.

Pochi mesi dopo il suo collocamento in quiescenza, con decreto ministeriale n. 772 del 6 ottobre 2016, al luogotenente Antonino Marzullo fu concessa la Croce d’oro al merito dell’Arma dei Carabinieri con la seguente motivazione:

«Con straordinaria abnegazione ed encomiabile senso del dovere, nel corso di oltre quarantasette anni di carriera militare, ha contribuito alla creazione e allo sviluppo del Gruppo d’Intervento Speciale del quale ha saputo interpretare, con carisma ed eccezionale ascendente, principi ispiratori e funzioni, partecipando a numerose operazioni ad alto rischio, nel corso delle quali ha sempre fronteggiato, con acuta intelligenza e riconosciuto coraggio, ogni genere di criticità. 

Ha pianificato, organizzato e condotto delicati servizi di protezione e sicurezza di livello eccezionale, nonché assicurato un incessante impegno nello studio e nello sviluppo di tecniche di scorta sempre più aderenti alle nuove emergenti esigenze, contribuendo in maniera determinante all’evoluzione di una dottrina d’impiego dello speciale reparto che ha consentito di affermare e consolidare un “modello Arma”, riconosciuto e apprezzato sia a livello nazionale che internazionale.

Con la sua opera avveduta e intelligente ha esaltato il lustro e il decoro dell’istituzione nell’ambito delle Forze Armate e del Paese».

La motivazione si riferisce al servizio svolto sul territorio nazionale e all’estero dal 24 gennaio 1969 al 28 febbraio 2016.

Il suo impegno è proseguito anche dopo il congedo. Mantenendo l’anonimato e la massima riservatezza, ha iniziato a divulgare non soltanto le proprie esperienze, ma soprattutto la storia e i valori dei componenti del GIS. Con la casa editrice Longanesi ha pubblicato sei libri: Cuore di rondine (2015); Io vivo nell’ombra (2017); Missioni segrete (2018); Dietro il mephisto (2020); Parola d’ordine: proteggere. La mia vita in difesa degli altri (2022); Liberate gli ostaggi. L’esordio del GIS: l’assalto al supercarcere di Trani (2024).

Lodevoli memorie autobiografiche e testimonianze personali, con una forte enfasi sulla disciplina, sullo spirito di servizio, sulla famiglia e sul sacrificio, accompagnate dalla riservatezza nei dettagli.

Cuore di rondine : Nel libro si alterna il racconto di operazioni e missioni con l’analisi della dimensione privata dell’uomo costretto a vivere a lungo lontano dalla famiglia, con un notevole equilibrio tra la descrizione dell’azione e della componente emotiva, e la celebrazione dei valori militari e dell’Arma.


Io vivo nell’ombra è il libro che descrive l’addestramento, gli equipaggiamenti, le tipologie d’intervento e l’organizzazione del GIS, affrontando gli anni di piombo, la lotta ai sequestri di persona e le missioni all’estero.

Missioni segrete: il testo si concentra sulle missioni ad alto rischio, sulle attività di protezione e formazione degli operatori addetti alle scorte, sulle operazioni rimaste a lungo coperte dal più stretto riserbo.

Dietro il mephisto: il volume è molto personale, dai ricordi dell’infanzia in Sicilia, al rapporto con la madre, la moglie e i figli, quindi la solidarietà tra colleghi e il prezzo imposto da una vita operativa vissuta in gran segreto, analizzandone la dimensione psicologica e familiare.

Parola d’ordine: proteggere è il libro che descrive il lavoro per le scorte e per la protezione delle personalità esposte, con riferimenti anche alle vicende storiche del periodo.

Liberate gli ostaggi approfondisce la rivolta nel supercarcere di Trani del dicembre 1980 e la prima grande operazione del GIS, offrendo un’analisi del contesto più ampio degli anni di piombo, quindi sulla nascita del reparto e sulle difficoltà dell’intervento.

Pertanto con i soprannomi di “Cigno”, poi “Alfa”, ha vissuto e operato nel silenzio, contando, come si legge nella frase sul suo libro d’esordio, «i respiri in attesa dell’ultimo, quello che non potrò mai raccontare». Restano la sua eredità letteraria e, soprattutto, l’esperienza trasmessa ai tanti colleghi e allievi che ha formato nel corso degli anni.

Maria Angela Amato

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