Taranto – Bentornato cassonetto
Nel contesto del post-consumo, un titolo simile potrebbe
sembrare quasi blasfemo, perché la raccolta differenziata tramite cassonetto è
spesso contaminata da frazioni estranee.
È evidente, inoltre, che senza una raccolta differenziata efficace già nelle abitazioni, il conferimento nei cassonetti stradali difficilmente supera il 25%.
È comunque meglio di nulla, soprattutto se penso alla raccolta nel borgo, con la falsa raccolta differenziata delle isole “intelligenti”: un’iniziativa abilmente presentata, ma costosa per le casse pubbliche, promossa dalla stessa società a cui si deve anche la fantomatica raccolta pneumatica di Taranto 2.
Va però sottolineato un punto: cambiano gli strumenti di
raccolta, ma manca una vera comunicazione ambientale.
Sul sito del Comune, le notizie dedicate al tema risalgono a
due anni fa e non affrontano questa novità. Sul sito dell’azienda, invece, la
pagina “Raccolta” risulta in manutenzione.
A questo punto è utile fare alcune considerazioni: la
frazione leggera dei rifiuti non viene più raccolta come multimateriale —
plastica, metalli, carta e cartone — ma separata in due flussi distinti, con il
cassonetto giallo per plastica e metalli e quello azzurro per la frazione
cellulosica.
Questo significa che il Comune di Taranto non dispone più
dell’impianto di separazione Pasquinelli, affidato in gestione alla Daniele
Ambiente, e che le frazioni CONAI vengono conferite a un soggetto privato, con
un conseguente aumento dei costi.
Ma torniamo al discorso della raccolta differenziata in
casa. È da qui che bisogna partire e la comunicazione che manca è proprio tra
le mura domestiche.
Facciamo qualche esempio concreto.
Come si raccoglie correttamente la frazione organica? Non basta indicare cosa conferire: bisogna anche spiegare come organizzare il contenitore sotto il lavello.
Da tempo utilizzo un contenitore Sumus traforato, che
favorisce il passaggio dell’aria, avvia la prima fase di maturazione
dell’organico e riduce gli odori. Fornirlo alle famiglie aiuterebbe a Come rendere
la raccolta più consapevole.
Lo stesso vale per i piccoli frammenti di carta. Ora che esiste un cassonetto dedicato, non possiamo lasciare che le parti più minute si disperdano come coriandoli.
Io, ad esempio, uso la carta del panettiere per
raccoglierle: un gesto semplice, utile per bustine dello zucchero, fogli
strappati e materiali simili.
Questo è il tipo di comunicazione pratica che dovrebbe
essere pubblica. Nel frattempo, cominciamo a farla noi.




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