Taranto – Bentornato cassonetto

 


Nel contesto del post-consumo, un titolo simile potrebbe sembrare quasi blasfemo, perché la raccolta differenziata tramite cassonetto è spesso contaminata da frazioni estranee.

È evidente, inoltre, che senza una raccolta differenziata efficace già nelle abitazioni, il conferimento nei cassonetti stradali difficilmente supera il 25%.


È comunque meglio di nulla, soprattutto se penso alla raccolta nel borgo, con la falsa raccolta differenziata delle isole “intelligenti”: un’iniziativa abilmente presentata, ma costosa per le casse pubbliche, promossa dalla stessa società a cui si deve anche la fantomatica raccolta pneumatica di Taranto 2. 

Va però sottolineato un punto: cambiano gli strumenti di raccolta, ma manca una vera comunicazione ambientale.

Sul sito del Comune, le notizie dedicate al tema risalgono a due anni fa e non affrontano questa novità. Sul sito dell’azienda, invece, la pagina “Raccolta” risulta in manutenzione.

A questo punto è utile fare alcune considerazioni: la frazione leggera dei rifiuti non viene più raccolta come multimateriale — plastica, metalli, carta e cartone — ma separata in due flussi distinti, con il cassonetto giallo per plastica e metalli e quello azzurro per la frazione cellulosica.

Questo significa che il Comune di Taranto non dispone più dell’impianto di separazione Pasquinelli, affidato in gestione alla Daniele Ambiente, e che le frazioni CONAI vengono conferite a un soggetto privato, con un conseguente aumento dei costi.

Passiamo ora ai cassonetti. Tre sono dotati di pedali inferiori: i due per la frazione indifferenziata e quello per plastica e metalli. Gli altri — destinati a carta e cartone, organico e vetro — prevedono invece il conferimento dall’alto. Restano però dubbi sulla volumetria: la frazione leggera rappresenta circa il 60% del volume dei rifiuti, ma nei nuovi cassonetti sembra disporre solo della metà dello spazio disponibile. 

Ma torniamo al discorso della raccolta differenziata in casa. È da qui che bisogna partire e la comunicazione che manca è proprio tra le mura domestiche.

Facciamo qualche esempio concreto.

Come si raccoglie correttamente la frazione organica? Non basta indicare cosa conferire: bisogna anche spiegare come organizzare il contenitore sotto il lavello.


Da tempo utilizzo un contenitore Sumus traforato, che favorisce il passaggio dell’aria, avvia la prima fase di maturazione dell’organico e riduce gli odori. Fornirlo alle famiglie aiuterebbe a Come rendere la raccolta più consapevole.

Lo stesso vale per i piccoli frammenti di carta. Ora che esiste un cassonetto dedicato, non possiamo lasciare che le parti più minute si disperdano come coriandoli. 

Io, ad esempio, uso la carta del panettiere per raccoglierle: un gesto semplice, utile per bustine dello zucchero, fogli strappati e materiali simili.

Questo è il tipo di comunicazione pratica che dovrebbe essere pubblica. Nel frattempo, cominciamo a farla noi.

 

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