Terra terra. Romanzo degenere di Peppe Leccese: il viaggio come spaesamento e ritorno


I libri custodiscono la memoria dei popoli e insieme ne attraversano le vicissitudini e le inquietudini. Sono luoghi accessibili in cui esperienze, sentimenti e domande continuano a vivere oltre il tempo.


In questo spazio si colloca Terra terra. Romanzo degenere di Peppe Leccese, pubblicato nel 2026 da Bertoni Editore.

Docente di Italiano, laureato dapprima in Lettere e successivamente in Scienze filosofiche, Leccese intraprende nella scrittura del suo romanzo una riflessione sul viaggio, sull’identità individuale e collettiva e sul cambiamento. 

Il romanzo racconta l’estate del 1992 di Biagio e Tommaso, due giovani di paese che partono in autostop dalla Puglia per attraversare il Mediterraneo “terra terra”.

Ad ogni tappa, il viaggio diventa una prova dell’amicizia e un confronto con la fragilità maschile, i privilegi della appartenenza per nascita, le frontiere visibili e quelle interiori. Sullo sfondo corrono gli eventi della storia di quell’estate: le stragi italiane, la crisi algerina, le tensioni nei Paesi Baschi e la fine dell’apartheid.

Biagio cerca nel movimento” continuo e confuso” una forma di quiete, nella distanza la possibilità di liberarsi dai “condizionamenti del suo ambiente, spaesato per sempre, una volta per tutte”. Partire significa allora accettare lo smarrimento, perdere un equilibrio per trovarne uno nuovo.

Di questo ha parlato l’autore il 10 luglio al Rigenera Laboratorio Urbano di Palo del Colle, durante un incontro inserito nella rassegna “Nel frattempo – Aspettando Conversazioni sul futuro”. Nel dialogo con la professoressa Laura Brunettini e con il pubblico, Peppe Leccese con la presentazione del libro ha condotto una riflessione condivisa sul partire, sul ritrovarsi e sul valore di alcuni privilegi spesso invisibili: un passaporto, una biblioteca, la libertà di attraversare confini e le conoscenze.

Nella serata si è rammentato come ogni viaggio modifichi chi parte e come ogni libro, quando incontra i suoi lettori, apra nuove strade alla consapevolezza: «Il verso sparso tende a coincidere con la vita».
Maria Angela Amato 

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