Oltre 60 agenti di polizia contro di noi…
Il 7 novembre 2025, a Roma, abbiamo vissuto un episodio che
ci ha ferito profondamente, e che ha rafforzato la nostra convinzione: la
strada verso il cambiamento è in salita, e noi non ci fermeremo. Abbiamo organizzato un semplice flash mob pacifico davanti
all'Auditorium della Tecnica, dove il Governo ha convocato la Conferenza
nazionale sulle droghe. Io, Raffaella Stacciarini e altre quattro attiviste –
vestite con costumi gonfiabili da pollo, unicorno e altri animali simbolici –
insieme all'onorevole Riccardo Magi, volevamo solo avvicinarci all'ingresso con
cartelli che recitavano: “La vostra guerra alla droga non è una cosa
seria”. Un messaggio chiaro, ironico e necessario, per denunciare un
approccio proibizionista che ignora i dati scientifici e le vite reali delle
persone. Ma cosa è successo?
Oltre 60 agenti delle forze dell'ordine ci hanno circondato in piazza Gandhi, strattonandoci, immobilizzandoci con la forza e impedendoci di esprimerci. Ti lascio un video che siamo riusciti a fare di quello che è successo: |
Nessuna minaccia, nessuna violenza da parte nostra: solo il desiderio di far sentire una voce diversa in un dibattito che ci ha escluso sin dall'inizio. Questa Conferenza ha negato l'accredito a organizzazioni come la nostra, nonostante il nostro riconoscimento dall'Agenzia ONU sulle droghe. Perché? Perché proponiamo un cambio di rotta: basta con i pregiudizi e le paure che guidano le scelte del sottosegretario Alfredo Mantovano e di un esecutivo che si conferma il più repressivo degli ultimi trent'anni. Vietano la canapa industriale come se fosse eroina, tolgono patenti a chi non è sotto effetto, riempiono le carceri di minorenni per un uso personale e si concentrano solo sulla cannabis – la sostanza meno pericolosa – ignorando il vero dramma, come l'aumento di decessi per crack segnalato proprio dalla Relazione al Parlamento del loro Dipartimento Antidroga. Non è una politica seria. È una politica che mette a rischio vite umane, rispondendo solo a preconcetti elettorali invece che ai fatti. Impedire con la forza di rappresentare queste istanze è indegno di uno Stato democratico. Ma noi non ci arrendiamo. Questo episodio non ci zittisce: ci amplifica. E proprio per questo ti chiedo di darci ancora più forza con una tua donazione. |


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