Crisi di governance nelle Asl della Regione Puglia

 
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A pochi giorni dal voto regionale blocco amministrativo e sue conseguenze sul sistema sanitario della Puglia

La situazione attuale delle aziende sanitarie in Puglia si configura come una vera e propria emergenza amministrativa, con il rischio concreto di una paralisi totale delle attività. Questo scenario è emerso con chiarezza dalla lettera inviata alla Regione da tre dei cinque ex direttori generali — ora commissari — delle principali aziende sanitarie, i cui contratti sono scaduti il 15 novembre. La loro decisione di astenersi dalla firma di atti, ad eccezione di quelli indifferibili e urgenti, evidenzia la gravità del momento e la necessità di interventi immediati.

Origini della crisi: scadenza dei contratti e proroghe

I contratti dei direttori generali di Asl Bt, Asl Taranto, Policlinico di Foggia, Oncologico di Bari e Ircss di Castellana sono scaduti già a marzo, in concomitanza con la fine della legislatura regionale. Il governatore Emiliano, pur avendo avviato tutte le procedure necessarie per la nomina di nuovi manager, ha scelto di confermare i direttori uscenti come commissari, garantendo così una continuità temporanea. Tuttavia, la mancata intesa con il possibile successore Antonio Decaro ha portato a una ulteriore proroga degli incarichi per 45 giorni, scaduta definitivamente il 15 novembre.

Il blocco amministrativo: conseguenze operative

Dal termine della proroga, i direttori generali/commissari hanno deciso di non firmare più alcun atto, ad eccezione di quelli strettamente necessari e urgenti, per evitare la nullità degli stessi. Questa scelta, dettata dal confronto con esperti e dalla mancanza di una chiara legittimazione giuridica, ha di fatto generato una paralisi amministrativa che si ripercuote su tutte le attività delle aziende sanitarie coinvolte.

Le possibili soluzioni e i limiti normativi

Il governatore Emiliano si trova di fronte a un bivio: da un lato la volontà di trovare un’intesa per procedere alle nuove nomine e garantire una continuità triennale alle ASL; dall’altro la consapevolezza che questa soluzione sia difficilmente realizzabile, lasciando come unica opzione una nuova proroga degli incarichi commissariali. Secondo l’Avvocatura, tale proroga sarebbe possibile fino a un massimo di sei mesi. Tuttavia, la giunta regionale non ha ancora assunto una decisione, lasciando le aziende in uno stato di stallo.

Impatto su personale e pazienti: il punto di vista dei sindacati

Il blocco amministrativo ha sollevato forti preoccupazioni tra i sindacati e il personale medico. Fabrizio Corsi, segretario aziendale Anaao Assomed Policlinico di Foggia, ha sottolineato come la stagnazione delle procedure di progressione di carriera e di affidamento di incarichi di alta specialità, ferme dal 2018, stia spingendo molti professionisti a cercare opportunità altrove. Questo fenomeno rappresenta un rischio concreto per la qualità dell’assistenza ai pazienti, che potrebbe risultare compromessa dalla mancanza di personale qualificato e dalla impossibilità di nuove assunzioni per rafforzare i reparti.

La posizione dei commissari: limiti e responsabilità

Il direttore generale/commissario del Policlinico di Foggia, Giuseppe Pasqualone, ha ribadito l’impossibilità di firmare atti di ordinaria amministrazione, anche quelli legati a criticità del sistema sanitario, in assenza di una chiara legittimazione. Solo i legali amministratori possono assumere tali responsabilità, e l’attuale vuoto di potere rende impossibile procedere, aggravando ulteriormente la situazione.

La crisi in atto nelle aziende sanitarie pugliesi rappresenta una minaccia seria per la continuità dell’assistenza sanitaria e la qualità dei servizi offerti ai cittadini. La paralisi amministrativa, se non affrontata tempestivamente attraverso decisioni chiare e risolutive da parte della Regione, rischia di generare ripercussioni durature su tutto il sistema sanitario.

 


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