Sinner domina Torino: battuto Alcaraz e titolo ATP Finals ancora suo
Jannik Sinner conquista per il secondo anno consecutivo le ATP Finals battendo Carlos Alcaraz 7-6 7-5 davanti ai 13mila dell’Inalpi Arena. Una partita intensa, chiusa senza perdere un set, che rilancia l’azzurro ai vertici del tennis mondiale.
Sinner vince ancora alle Finals: il bis che riscrive la storia
Il match è iniziato in un clima magnetico, con un pubblico tutto per Sinner ma capace di riconoscere i colpi di Alcaraz. L’azzurro ha gestito i primi turni di servizio con freddezza, anche dopo l’interruzione per un malore sugli spalti. Nel palleggio da fondo, i suoi colpi pesano di più: lo si nota sui lungolinea, sulle accelerazioni in contropiede, sulla risposta che spesso anticipa lo spagnolo. Il primo set si decide al tie-break: Sinner scappa 4-2, concede un punto, poi torna avanti con un passante di lob che fa esplodere gli spalti. Chiude 7-4, il sedicesimo tie-break vinto sui diciannove giocati nel 2025.
La reazione di Alcaraz e la rimonta dell’azzurro
Al rientro, Alcaraz sorprende l’azzurro con il break, mentre Sinner fatica a trovare percentuali alte con la prima. Lo spagnolo allunga fino al 3-1, ma l’italiano rientra con una smorzata che vale il contro-break. La partita sale ancora di intensità: scambi lunghi, variazioni improvvise, il pubblico che si alza quando Sinner chiude uno scambio di 24 colpi chiamando i tifosi con un gesto all’orecchio. Sul 6-5, l’altoatesino prende in mano il punto decisivo: un rovescio lungolinea, poi un passante che gli apre il match point. L’errore di rovescio di Alcaraz consegna la coppa all’azzurro.
Un trionfo che pesa sulla stagione
Sinner chiude le Finals con 31 vittorie consecutive indoor, ultimo ko proprio a Torino nel 2023 contro Djokovic. È vero che Alcaraz termina l’anno al numero uno con 12.050 punti contro gli 11.500 dell’italiano, ma Sinner ha saltato tre mesi per la vicenda Clostebol e ha disputato quattro tornei in meno. Il rendimento, seppure non rilevante nei calcoli ufficiali, racconta un’altra storia: quella di un tennista che, ogni volta che entra in campo, sembra guadagnare terreno.

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