Democrazia e polarizzazione della politica
Il difficile esercizio della democrazia in un Paese afflitto da un’eccessiva polarizzazione della politica
E’ una domanda che necessita di una risposta
chiara, non elusiva, perché da essa dipende l’identità stessa della Sinistra e, di conseguenza, la sua
offerta elettorale, se, invece di considerarsi la sola speranza della
democrazia in Italia, pensa di poter offrire un programma elettorale che
affronti i problemi del Paese, come la politica estera che si intende
perseguire, con chi allearsi, chi tassare, quali investimenti pubblici fare,
come risolvere l’eterno problema dell’immigrazione e della sicurezza.
La
democrazia obbliga tutti ad accettare l’idea che ci sono gli “altri” che non la
pensano sempre come noi, ai quali è difficile far cambiare idea, perché essere democratici vuol dire proprio questo: accettare
che esistono gli “altri” con idee diverse dalle nostre, cercare di andare
incontro a chi non la pensa come noi, con proposte alternative, più convincenti
delle loro, in sintesi accettare la pluralità dell’offerta elettorale.
Purtroppo
è proprio questa idea di competizione presente nel concetto stesso di
democrazia che la Sinistra ha difficoltà ad accettare, perché convinta, a
differenza dei suoi avversari, di essere eticamente superiore, perché
rappresenta il bene mentre gli avversari rappresentano il male, il ritorno al
passato, al buio contro il “sol dell’avvenire”.
La
tendenza della Sinistra a concepire la politica come lotta tra il bene e il
male, nasce dalla convinzione di essere dalla parte della storia, di
rappresentare la libertà, il progresso, come è palese dal continuo riferimento
alla Resistenza, alla lotta contro il nazifascismo, mentre sempre più evidente
appare, la sua difficoltà a scegliere tra realtà e ideologia.
L’eccessiva
polarizzazione della politica rende ancora più difficile scegliere tra presente
e futuro, perché l’elettorato appare sempre più diviso su posizioni
contrapposte, con un aumento esponenziale delle differenze ideologiche e delle
divisioni tra i partiti, che appaiono evidenti nelle opinioni sempre più
estreme, senza capire che si riduce in questo modo l’area di Centro e più difficile risulta il
compromesso e il dibattito politico.
La
politica si riduce così ad un puro esercizio verbale, il dire è più importante
del fare, la retorica soppianta il ragionamento, le parole vuote hanno la
meglio sulle proposte concrete.

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