Per ex Ilva si valutano le manifestazioni di interesse
di Erasmo Venosi
Il commento del ministro Urso a Berlino: “I commissari delegati alla gestione del dossier dell’ex Ilva stanno negoziando con coloro che hanno presentato le manifestazioni di interesse e noi illustreremo quello che il governo può mettere in campo”.
Ha aggiunto: “la conclusione positiva dei negoziati con i nuovi player industriali, sia per quello che è necessario fare per la riconversione industriale e lo sviluppo occupazionale nell’area di Taranto al fine di governare questo processo radicale importante di transizione che riguarda certamente la siderurgia, con il passaggio in breve tempo dagli altoforni ai forni elettrici, ma anche in generale la produzione industriale.
Impegni e prospettive verranno presentati ai sindacati in modo compiuto nella riunione già programmata a Palazzo Chigi di martedì 11 novembre, cioè della prossima settimana. E in quella sede ci confronteremo ovviamente con chi rappresenta I lavoratori dell’ex Ilva e più in generale chi rappresenta I lavoratori siderurgici metalmeccanici italiani”.
Le offerte che riguardano la vendita totale dell’ex Ilva sono due e otto sono limitate, a singoli stabilimenti o impianti. Tutta l’acciaieria interessa al fondo USA Bedrock Industries e, a un consorzio formato dall’azienda slovacca Steel Business Europe e dal fondo di private equity americano Flacks Group.
Gli otto interessati a singole parti della ex Ilva sono:
Renexia (gruppo Toto), Industrie Metalli Cardinale, Marcegaglia, una cordata formata da Marcegaglia e Sideralba, una cordata formata da Marcegaglia, Profilmec ed Eusider, Car, Eusider, Trans Isole. I commissari straordinari valutano le offerte tenendo conto degli impatti occupazionali e industriali (in un’ottica di decarbonizzazione della produzione siderurgica).
Critico il sindacato UILM, che classificò la gara di fine settembre come un totale fallimento e le offerte dei due fondi Usa, per l’acquisto della intera società prive di solidità industriale e progettuale.
Urso caparbiamente insiste su un nuovo piano industriale e non si comprende perché l’acquirente dovrebbe accettarlo e non sviluppare un proprio piano.
Il ministro vorrebbe imporre il rispetto del piano di decarbonizzazione e, rilancio di Acciaierie d’Italia? In presenza di rifiuto (necessita il piano di almeno 10 miliardi di investimento!!), la società finirebbe sotto il controllo dello Stato.
Attraverso Invitalia (controllata dal ministero dell’Economia), che entrerebbe nel capitale dell’ex Ilva con una quota del 10 per cento? Spezzatino o nazionalizzazione? Entrerà nel piano anche la proposta di Renexia che offrirebbe all’ex Ilva l’energia, senza occuparsi direttamente della produzione di acciaio?
Renexia ha costruito nella rada esterna del Porto di Taranto un parco eolico offshore da 30 megawatt chiamato Beleolico, che produrrebbe circa 58 milioni di chilowattora l’anno.
Renexia per l’ex Ilva rilancia su un rigassificatore, da installare a Gioia Tauro.
Intanto il fondo USA Bedrock che rileverebbe oltre all’ex Ilva, Genova, Novi Ligure e Racconigli accetta 5.000 dipendenti e divide a metà l'investimento.
La proposta originaria di Bedrock era:
1) decarbonizzare gli impianti entro il 2030 con tre nuovi forni elettrici a Taranto;
2) produzione di 6 milioni di tonnellate d’acciaio senza il rigassificatore;
3) offerta di un euro per tutti gli impianti;
4) riduzione del personale dagli attuali 10 mila a 3 mila;
Ma le condizioni iniziali erano state giudicate inaccettabili: un’offerta simbolica da un euro per i siti e un maxi-taglio che riduceva il personale dagli attuali 10.000 a soli 3.000 dipendenti; richiesta allo Stat di finanziare la metà dell'investimento stimato tra i 6 e i 7 miliardi di euro ( fonti diverse hanno sempre fatto riferimento ad almeno 10 miliardi di investimento).
Ora il Fondo Usa propone: 5000 dipendenti, metà dell’investimento per decarbonizzare, tariffe energetiche “compatibili” , quote Ets sulle emissioni “flessibili” che è da intendersi a parziale carico statale.
La prossima settimana nell’incontro di Palazzo Chigi qualcosa di definitivo si
dovrebbe sapere.

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